Verso il dissesto 2.0? 324.0


Alessandria, 20 marzo 2013: Come si dice la speranza è l’ultima a morire, ma a quanto pare le possibilità per Alessandria di evitare il dissesto 2.0, sono veramente poche, potrebbe benissimo essere questo il riassunto di quanto segue, ma veniamo ai fatti
Mercoledì mattina in sala giunta si è riunita la Commissione Bilancio, con all’ordine del giorno, l’audizione del Direttore della Direzione Staff Economico Finanziaria di Alessandria, Dott. Zaccone, in merito alla nota del Ministero degli Interni con oggetto: Comune di Alessandria - Ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato 2012 - Rilievi e richieste istruttorie.
Alla Commissione, presieduta da Stefano Foglino, hanno partecipato il Sindaco Rita Rossa, Consiglieri di maggioranza e opposizione, sindacalisti Aspal e del Comune, oltre ad una nutrita partecipazione di lavoratori.

Il Dott Zaccone, ha relazionato in merito ai 26 punti della richiesta di chiarimenti e approfondimenti del Ministero, relativi ai bilanci 2012, 2013, 2014, presentati e approvati dal Comune di Alessandria e sulle procedure per gli enti in dissesto. 
Il 2011 anno finale rientrante nel periodo del dissesto, si era chiuso con un disavanzo di 46 milioni di euro, la giunta ha presentato un bilancio preventivo triennale con previsioni di pareggio nel 2014 (93 milioni di euro di spese, anzichè 115), ottenuto con tagli drastici sulle partecipate.
La legge sul dissesto però non consente tale dilazione, il pareggio deve essere già raggiunto nel 2012 e l’eventuale disavanzo, rende responsabili gli attuali amministratori.
Tralasciando i dettagli tecnici e contabili dei numerosi punti in questione, l’attenzione va posta in particolare su
alcuni aspetti che risultano invece determinanti.
Nel 2012 l’ex Amministrazione ha pagato circa 50 milioni di euro di residui passivi, con residui attivi per circa 20 milioni di euro, la differenza di 32 milioni di euro, date le difficoltà di recupero integrale è stata svalutata a 20 milioni e inserita a bilancio, ma il Ministero li contesta in quanto non sono entrate correnti e quindi non possono essere tenute in considerazione per la copertura di spese correnti.
Un ulteriore problema riguarda il bilancio 2013, nel quale è stato inserito il contributo del fondo rotativo di 9 milioni di euro, per consentire l’equilibrio dei conti nel 2014.
Tale operazione al momento della stesura dei bilanci era consentita, ma una successiva nota attuativa, ne ha vietato l’inserimento, in quanto si afferma che si tratta di un mutuo da utilizzare esclusivamente per ridurre la massa passiva.
Ne consegue che se si devono cancellare tali importi, saranno necessari altri tagli dolorosi oltre a quelli drammatici già effettuati.

Nel dibattito è intervenuto con affermazioni forti, anche un sindacalista Aspal, che il Dott. Zaccone ha poi smentito, citando in proposito alcuni documenti.

Per Domenico Di Filippo, Consigliere del Movimento 5 Stelle, definire tragica la situazione è quasi un eufemismo in quanto alla luce di questi numeri, tanto varrebbe chiudere l’amministrazione comunale, dato che con i tagli già effettuati nei bilanci 2012/2014 sono già stati messi a rischio tutti servizi e conclude domandando al Sindaco che cosa pensa di fare, e se praticamente siamo già nel dissesto 2.0.

Per Rita Rossa la massa passiva è di 216 milioni di euro e le osservazioni del ministero per quanto riguarda i numeri sono tragiche, e che i tagli obbligati che ha dovuto effettuare sono la conseguenza della precedente gestione, che ha operato senza preoccuparsi della stabilità di bilancio.
A questo proposito ha citato i casi Amiu ricordando che negli ultimi tre anni, alla stessa non sono stati trasferiti gli introiti derivanti dai pagamenti della Tia effettuati dai cittadini e ciò ne ha depauperato il patrimonio.
Per quanto riguarda l’Aspal, in passato un azienda che faceva utili, è stata compromessa dalla vendita delle farmacie.
Se il Ministero non approverà il bilancio, continuando a rifiutare i correttivi che saranno ripresentati entro 60 giorni, il disequilibrio è inevitabile e di conseguenza il dissesto. 
A suo avviso se non si modifica la legge non ci sono più margini di manovra, quindi è necessario che tutti facciano la propria parte, a partire dai parlamentari alessandrini, ai quali si chiede di collaborare, per presentare una proposta in parlamento, finalizzata a cambiare in senso elastico la norma sul dissesto.

L’ex Sindaco nel suo intervento, uno dei pochi... ha tenuto ha precisare che solo l’O.S.L. potrà in seguito stabilire affettivamente l’entità del buco di bilancio, che sarà la differenza risultante fra la massa passiva e quella attiva (su questo punto va però osservato che mentre per la massa passiva l’importo è certo, altrettanto non si può dire in anticipo per la monetizzazione della massa attiva) e ha aggiunto che non si può chiedere la collaborazione dell’opposizione se la si continua ad accusare di essere responsabile del dissesto e che tocca alla maggioranza presentare una proposta per uscire da questa situazione e solo dopo l’opposizione presenterà a livello di collaborazione le proprie proposte in merito.

Su quest’ultimo punto è stato diverso l’atteggiamento del M5S, il quale, anche per l’ora tarda che non consentiva più di continuare il dibattito (il Dott. Zaccone per impegni aveva già lasciato l’aula da tempo), che sarà ripreso in una prossima riunione, ha consegnato ai giornalisti presenti in aula, una memoria di quattro pagine, contenente le proprie proposte per uscire dalla crisi.

Rita Rossa per mantenere fede alle promesse fatte in campagna elettorale, si è arrampicata sugli specchi e, per sua stessa ammissione, l’unico errore che ha fatto (come le aveva già ricordato Giancarlo Cattaneo) è stato quello di non accettare prima la realtà dei fatti. Alla stessa va però riconosciuto di averci sempre messo la faccia e di essersi costantemente impegnata al massimo, anche con delibere sulle quali in futuro potrebbe essere chiamata a rispondere, per cercare di mantenere i posti di lavoro e pagare gli stipendi.
Negli ultimi dieci mesi (e anche prima), non è la prima volta che la maggioranza parla di situazione drammatica dei conti, ed esprime forte preoccupazione sul futuro della città, lasciando però sempre intravedere la possibilità di percorrere una strada che, anche se stretta e complicata, avrebbe permesso di uscire da questa situazione.
Ora però, dai contenuti e dalle affermazioni espresse in questa Commissione, la sensazione che si ricava è che la situazione sia ineludibile, e che non ci siano più spazi di manovra e né  idee sul da farsi… salvo sperare che i nostri parlamentari, riescano, entro i prossimi 60 giorni, il tempo concesso dal Ministero per presentare le modifiche richieste a seguito delle osservazioni sui bilanci, a far modificare la legge sul dissesto allungando i tempi per il pareggio di bilancio, unica alternativa certa per evitare un secondo dissesto.
Prospettiva auspicabile da tutti, ma che ad oggi, è difficile ipotizzare quante possibilità di concretizzazione possa avere. Ovviamente dal punto di vista dei lavoratori e dei cittadini, nessuno si deve arrendere, perchè le partite terminano solo quando l’arbitro fischia la fine e nel frattempo tutto può ancora succedere, quindi auguri e forza Alessandria.    
Pier Carlo Lava

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