sabato 2 luglio 2016

Torino Piazza Castello


by Pier Carlo Lava
Dopo la visita alla GAM per la mostra dedicata a Claude Monet, non potevamo mancare di fare un salto in piazza Castello e dintorni, anche se conosciamo Torino dato che è una città dove abbiamo vissuto in passato. La giornata era fresca ma soleggiata, l'ideale per una passeggiata nel cuore di Torino, la zona più antica e bella della città.
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Piazza Castello nei pressi del Palazzo Reale
Piazza Castello è la piazza principale di Torino, cuore del centro storico della città: vi sono situati importanti palazzi cittadini, quali Palazzo Reale e Palazzo Madama. In piazza Castello confluiscono quattro dei principali assi viari del centro: via Garibaldi (pedonale), via Po, via Roma e via Pietro Micca.
Progettata nel 1584 da Ascanio Vittozzi, la piazza si estende su una superficie di circa 40.000 metri quadrati, facendone la seconda per estensione in città, dopo la Piazza Vittorio Veneto. Danneggiata durante la guerra civile che insanguinò Torino negli anni 1637-1640, la piazza fu ricostruita da Maria Cristina di Francia, madre di Carlo Emanuele II di Savoia, futuro duca di Savoia. Lei fece ammodernare il vecchio Palazzo di San Giovanni, il Palazzo Reale, e diede inizio ai lavori per Palazzo Madama tra il 1645 e il 1646.
La piazza si presentò, per tutto il Seicento e per buona parte del Settecento, divisa in tre settori distinti: la zona più antica, quella in cui confluiva via Dora Grossa (oggi via Garibaldi), l'altra zona era quella eretta a seguito dell'ampliamento della città verso il fiume Po, quindi verso via Po, ed infine l'ultima area era quella della "Piazzetta Reale", al tempo ancora divisa dal resto della piazza da un muraglione in cotto. 
Questa struttura, costituita da un lungo porticato, era usata dai Savoia come luogo da cui si affacciavano per le manifestazioni pubbliche come le ostensioni della Sacra Sindone
Tale architettura rimpiccioliva la piazza ma le conferiva un'aria maestosa, chiamata volgarmente "Padiglione Reale" o "Terrazza di Piazza Castello" e venne demolita nel 1811 da un incendio sviluppatosi durante i festeggiamenti per la nascita del Re di Roma. 
Fu poi per volere di Carlo Alberto che il padiglione venne sostituito da una cancellata in ferro fuso, progettato da Pelagio Palagi tra il 1835 e il 1842. Altra importante struttura, persa col tempo, era la manica che univa la Reggia sabauda a Palazzo Madama, percorribile al suo interno dai Savoia, e usata come luogo ove erano collocate le collezioni artistiche. 
Questa galleria, voluta da Carlo Emanuele I, fu realizzata in legno nel 1606 e decorata da Federico Zuccari, Nicolò Ventura, Giovanni Crosio e Guglielmo Caccia detto Moncalvo. 
Distrutta a causa degli incendi del 1667 e del 1679, venne ricostruita su ordine di Carlo Emanuele II ma demolita, infine, dai francesi di Napoleone Bonaparte.

È proprio nel periodo napoleonico che gli edifici della piazza corsero il rischio di esser rasi al suolo: durante l'occupazione Napoleonica qualcuno suggerì agli ingegneri dell'Imperatore di distruggere
Palazzo Reale e Palazzo Madama per destinare il luogo a Campo di Marte. Fortuna volle che Napoleone considerò folle il progetto e i monumenti furono preservati.
Già nei primi anni del Novecento la piazza era percorsa da tram e da automobili, fino al 2000, quando, grazie ad un ampio progetto di riqualificazione del centro cittadino, è stata nuovamente resa pedonale in una porzione consistente. 

Questa radicale riorganizzazione della viabilità ha permesso alla piazza di ospitare alcune importanti manifestazioni: nel 2005, ha ospitato la prima tappa del Festivalbar, mentre per i XX Giochi olimpici invernali e i IX Giochi Paraolimpici invernali è stato costruito il palco sul quale sono stati premiati molti atleti; per quest'occasione la piazza venne rinominata Medals Plaza (la Piazza delle Medaglie). Dal 2010 ospita il concerto finale degli MTV Days.

Edifici storici
Palazzo Reale
Piazza Castello è il centro vitale di Torino e, nel periodo della permanenza in città della Corte sabauda, fu il luogo più importante dello Stato piemontese: in essa si trovano, dunque, gli edifici di maggiore importanza e di più grande valore artistico.
Gli edifici, eretti nel corso dei secoli, offrono uno spaccato della storia torinese: un esempio per tutti è Palazzo Madama, il cui nome vero sarebbe Casaforte di Casa Acaia, il quale si erge sulle rovine dell'antica porta romana, trasformata poi in castello. Palazzo Madama fu poi sede del Senato Subalpino.

Monumenti
Il monumento all'Alfiere dell'Esercito Sardo; sullo sfondo, la facciata di Palazzo Madama
La piazza ospita tre grandi monumenti, posti intorno a Palazzo Madama.
Frontale a via Garibaldi vi è la scultura dedicata all'Alfiere dell'Esercito Sardo, opera di Vincenzo Vela inaugurata nell'aprile 1859
Il lato che espone su via Roma ospita il monumento al Cavaliere d'Italia, opera di Pietro Canonica del 1923. Infine, sul lato in direzione di via Po, vi è l'opera di Eugenio Baroni dedicata ad Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta.

I portici
Piazza Castello è circondata per tre lati su quattro da monumentali portici, costruiti in periodi differenti. Quelli adiacenti a Via Garibaldi, i più antichi, furono eretti su disegni del Vittozzi stesso; quelli sui lati di Via Po e il Giardino Reale risalgono invece al regno di Carlo Emanuele III di Savoia, ovvero alla metà del XVIII secolo. Solo al 1830 è da porre la prima lastricatura dei porticati e, quindi, della piazza, che prima era lasciata a ciottolato.
I portici di ponente furono denominati, fino almeno alla metà dell'Ottocento, con il nomignolo di "Portici della Fiera": in questi luoghi, infatti, si tenevano due importanti fiere torinesi, una in occasione del carnevale, l'altra all'inizio di maggio, in prossimità dell'Ostensione del Sacro Lino
Il palazzo adiacente era di proprietà dei marchesi San Martino di Aglié di San Germano nel quale, nell'Ottocento, era collocato l'Hotel Trombetta (divenuto poi Hotel Europa ed oggi non più esistente), che ospitò nel 1861 le delegazioni delle varie regioni italiane, le quali portavano le loro adesioni all'Unità d'Italia.
In occasione dei XX Giochi olimpici invernali i caratteristici chioschi posti all'interno delle arcate dei portici per ospitare le svariate attività commerciali sono stati completamente rinnovati, pur mantenendo i connotati storici.

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