Da Berlinguer a Renzi


Franco Livorsi Città Futura on-line
Quatto quatto, in Italia, sta arrivando il cambiamento anche nella sinistra, e da sinistra. Finalmente. Non è il cambiamento socialista e democratico di tipo franco-tedesco, che avevo desiderato da circa trentacinque anni, ma comunque è epocale. Può portarci fuori da un interminabile guado e comunque nella sinistra europea e internazionale, non solo italiana. Era ora. Infatti la sinistra che è stata di tipo maggioritario in Italia è stata in crisi d’identità - in modo prima lentissimo, e poi sempre più forte - a partire dalla metà circa degli anni Settanta in poi, con una speciale accelerazione negli ultimi sette anni.. 
La crisi d’identità del PCI iniziò negli anni Settanta 
Tutto era cominciato quando il Partito Comunista Italiano di Berlinguer, al culmine di un processo espansivo del movimento operaio e della sinistra che era stato continuo dal luglio Sessanta, aveva proposto il “compromesso storico”. Dal luglio 1960 c’era stata una lunga epoca, durata quindici anni circa, in cui si erano verificate grandi e continue lotte sociali politiche e culturali. Si era visto lo sgretolamento progressivo del moderatismo democristiano (con i socialdemocratici come “variabile dipendente”). Infatti dopo il Sessanta erano state imposte, tramite una forte dialettica tra lotte e governi, grandi riforme civili e sociali. Tutto ciò aveva fatto diventare il PCI quasi pari alla Democrazia Cristiana per voti. Ma allora il gruppo dirigente del PCI, invece di prendere atto del fatto che propria in quella fase di massima forza sarebbe stato necessario diventare socialdemocratici europei “senza se e senza ma” per fare l’alternativa democratica di sinistra e mandare a casa i “soliti ignoti” moderati (in primis democristiani), credé di... Città Futura on-line

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