Un'altra politica è possibile ... questione di sensibilità culturale e spirituale, pressoché assente tra i nostri governanti

Fonte: Criticamente, Per un’Informazione Consapevole http://www.criticamente.it/index.php 
Io non sono povero, sono sobrio. Quindi felice
La sobrieta' e' merce rara, soprattutto nei politici e negli uomini di governo. L'ex tupamaro Jose' Alberto Mujica Cordano, per tutti oggi Pepe Mujica, ci tiene a sottolinearlo: 'Io non sono povero, sono sobrio'. E lui, oggi, e' il presidente dell'Uruguay.
Mujica e' un lucidissimo ottantenne che e' stato eletto Presidente dell'Uruguay e che ha rinunciato agli appannaggi del suo status vivendo con cinquecento dollari o giu' di li in una casetta di due stanze; si sposta con un vecchio Maggiolino Volkswagen. Quando parla all'ONU o nei congressi internazionali, senza nessuna enfasi ma con un vigore che ammutolisce l'uditorio, ripete instancabile cose gia' note ma dando alla sua voce una vibrazione profetica: anno dopo anno stiamo intaccando, divorando il futuro delle giovani generazioni, le pubblicita' di tutto il mondo reclamizzano stili di vita che ci porteranno al disastro inevitabile. Stili di vita che gia' ora, ove potessero imporsi globalmente, presupporrebbero non un solo pianeta ma tre! E dunque il modello propagandato, agognato e' di una colossale falsita', un imbroglio planetario. Gli altri capi di Stato non fiatano quando don Pepe si rivolge a loro. Soffrono e non vedono l'ora di ritornare alle loro alchimie, alle convergenze parallele'.
Ma puntualmente, cioe' al convegno successivo, Mujica scompagina quei loro discorsi, ridicolizza cifre utopiche spacciate come verita' sacrosante, ma il tutto con toni dimessi, senza astio.
Ha detto nei suoi discorsi piu' famosi, primo fra tutti quello davanti alla platea dell'Onu: 'Si parla di sviluppo sostenibile, ma che cosa ci frulla in testa? Il modello di sviluppo e di consumo e' quello attuale delle societa' ricche? Di nuovo mi sono chiesto cosa succederebbe a questo pianeta se gli indiani avessero lo stesso numero di auto per famiglia che
hanno i tedeschi. Quanto ossigeno ci resterebbe da respirare? Il mondo ha forse oggi risorse sufficienti per far si che 7-8 miliardi di persone possano avere lo stesso livello di consumo e spreco che hanno le piu' opulente societa' occidentali? O dovremo forse fare un altro tipo di ragionamento? Abbiamo creato una civilta' figlia del mercato, della concorrenza che ha portato a un progresso materiale esplosivo. Siamo in una societa' di mercato e questo ci ha portato alla globalizzazione cui assistiamo. Ma noi stiamo governando la globalizzazione o e' la globalizzazione a governarci? E' possibile parlare di solidarieta' in una societa' basata sulla concorrenza spietata? Fin dove arriva la nostra fratellanza? La sfida che abbiamo davanti e' grandissima, colossale, e la grande crisi non e' ecologica, e' politica. L'essere umano non governa oggi; sono le forze che l'uomo ha scatenato a governarlo. Non veniamo al mondo per svilupparci in termini generali; veniamo al mondo per cercare di essere felici, perche' la vita e' breve e ci sfugge. E nessun bene vale quanto la vita, e' elementare. Ma se consumo la mia vita lavorando senza sosta per consumare sempre di piu', aggredisco il pianeta e per mantenere quel consumo dovro' produrre sempre di piu' cose che durano sempre meno'. 'Siamo in un circolo vizioso, ci sentiamo costretti a mantenere una civilta' usa e getta. Questi sono problemi di carattere politico e ci stanno dicendo che bisogna iniziare a lottare per un'altra cultura'.
Mujica profeta, dunque, ma anche leader, piu' di moltissimi altri.
Ultima sua mossa, ai primi di dicembre, quella di spiazzare i cartelli della droga legalizzando e nazionalizzando in Uruguay la coltivazione e la vendita della marjuana. Qualcosa di eclatante che forse puo' rinvigorire altre e decisive azioni volte a erodere il mito perverso del consumo senza freni e l'utilizzo senza limiti delle sempre piu' scarse riserve del pianeta.
L'Uruguay non e' certo l'America, ha tre milioni di abitanti, e' uno dei paesi sud americani con storie di dittature, di persecuzioni. E prima ancora una storia ancor piu' tragica, quella della colonizzazione ispanica, di vessazioni, di massacri. Una piccola nazione, dunque, ma cio' che sta facendo Mujica e' grande, cosi grande e potente che i media convenzionali ne parlano pochissimo, perche' questo agire fa tremare certuni nelle altissime sfere.
Pepe Mujica era, da giovane, un convinto oppositore della dittatura; si era convertito ai tupamaros, il movimento armato che si rifaceva al leggendario Tupac Amaru, un cacique che aveva capeggiato una lunga e sanguinosa contro i conquistadores spagnoli. Mujica ha pagato, assieme a molti compagni, la sua ribellione con quattordici anni di carcere e torture.
Oggi Il suo vivere spartanamente da presidente della sua nazione gli appare cosa scontata: 'Yo no soy pobre, Yo soy sobrio' usa dire d'abitudine. Una formidabile coerenza con lo stato del mondo costituito piu' di poveri che di ricchi. I fasti della sua carica altrove dispiegati (basti pensare all'enormita' delle spese per la presidenza della Repubblica che Napolitano si ostina a voler mantenere) Mujica li ritiene un semplice e incongruo retaggio del Medio Evo. Filosofo di formazione, cita volentieri Seneca, Diogene 'Diogene gia', colui che ricevette Alessandro Magno e i suoi dignitari sulla soglia del suo poverissimo ricovero, pare fosse una botte. Alessandro che gli veniva promettendo tutto e di piu', una personalita' cosi grande. Al gentile rifiuto di Diogene sul presupposto che nessuno fa niente per niente, per cui lui non si sarebbe piu' sentito libero, Alessandro deluso rispose:
- Ma allora non possiamo proprio fare niente per te'..
- Certamente Alessandro, ero qui seduto al sole per scaldarmi un poco dal freddo della notte, basta che vi facciate un poco piu' in la''
Cav. Dott. Claudio S. Martinotti Doria    www.cavalieredimonferrato.it    claudio@gc-colibri.com

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