Constatando il tramonto


Michele Filippo Fontefrancesco Città Futura on-line

A confrontare la folla del comizio di ieri di Silvio Berlusconi con quella che diciannove anni fa segnava l’inizio della sua carriera politica subito appare come oggi poco sia rimasto di quel mondo imprenditoriale ed intellettuale che aveva visto ai suoi albori in Forza Italia una novità, per molti versi un compimento di quel Vangelo Socialista che segnarono così profondamente l’ethos degli Ottanta. Nella folla di oggi è rimasto una parte di popolo che ha trovato in Berlusconi un idolo; sono rimasti i partigiani; sono rimasti quelli che hanno legato alle sue sorti le proprie: è rimasta una folla triste. 
Dove è però finito quel mondo vitale d’impresa e di ricerca? È un volgo disperso, confuso ed incerto da un quinquennio di recessione che ha falcidiato e consunto il nostro tessuto economico, le aspettative di modernità e progresso che si associavano al sogno del mercato globale, del libero mercato, della potenza “indiscussa” del Made in Italy.  Dove guarda questo mondo? A chi guarda? Forse né a destra, né a sinistra, chiusosi nel disincanto, nella sofferenza e nella convinzione che la Politica, nel suo complessivo, si sia dimenticata di loro se non al fine della sua autoriproduzione. 
Constatando il tramonto di ieri, si apre la vera sfida di riavvicinare quel popolo sperso e farne di nuovo una realtà propulsiva per immaginare il Paese.

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