venerdì 1 aprile 2016

Conflitto di interessi

by Pier Carlo Lava
A quanto pare e i fatti che la cronaca ci riporta continuamente c’è lo ribadiscono, in ogni cesto c’è almeno una mela marcia, a volte anche due.
Se non è il politico di turno è il compagno o la compagna che sfruttando la posizione del consorte intrallazzano facendo affari illeciti.
foto ANSA Federica Guidi e Maria Elena Boschi
E questo vizietto evidentemente è trasversale dato che riguarda tutti i partiti indipendentemente dal colore politico, se vogliamo l’unica differenza sta nella diversa percentuale delle mele marce, dato che in tal senso si potrebbe stilare una classifica fra i più interessati dal problema e quelli meno coinvolti, ma comunque ugualmente rappresentati.
Si potrebbe osservare che sinora nel M5S non ci sono stati casi o quasi, ma a questo proposito occorre tenere presente che gli esponenti di questo tutto sommato ancora recente Movimento sono anche loro degli italiani e non Olandesi, Danesi, Norvegesi o Svizzeri e che per ora non sono al Governo e a livello locale amministrano un ristretto numero di comuni.
Con questo ovviamente non si intende affermare che in futuro se e quando il M5S dovesse assumere ruoli più importanti sia a livello nazionale che locale, i suoi esponenti politici si comporteranno come gli altri partiti, anche perchè ad oggi non ci sono fatti che lo facciano presupporre con certezza.
Queste considerazioni per introdurre la notizia di queste ultime ore con la quale si informa che la Ministra per lo Sviluppo Economico Federica Guidi, si è dimessa a seguito della pubblicazione di un
intercettazione che riguardava il compagno Gianluca Gemelli.
A seguito dell’inchiesta ci sono stati sei arresti e il blocco della produzione dell'Eni in Val D'Agro, come conseguenza di due sequestri nel centro oli di Viggiano. Guidi non è iscritta agli atti, Gemelli risulta indagato.
L'inchiesta dei magistrati di Potenza riguarda lo smaltimento illecito di rifiuti nel centro oli di Viggiano e casi di corruzione per la costruzione del centro oli della Total a Corleto Perticara. Sono circa sessanta le persone indagate (Gemelli per concorso in corruzione e per millantato credito), sei agli arresti domiciliari. «È riduttivo parlare di un reato di ecomafie perchè qui non vi sono i tradizionali mafiosi con le coppole ma si tratta di criminalità organizzata su basi imprenditoriali», dice il Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti. Emergono, spiega, «meccanismi truffaldini» che hanno portato a un «risparmio illecito» annuo tra i 44 e 110 milioni.
fonti per ulteriori approfondimenti:

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