venerdì 2 febbraio 2018

Trailer Italiano "Tutti gli uomini di Victoria" dal 25 gennaio al Cinema

Beppe Grillo in "Kitchen Blues"

.Premio Europeo Clemente Rebora 2017. Tutti i 4 eventi reading del" In ...

Primo Medley inediti album "La Musica"

CONFUSIONE (inedito)

STEFY CIAO

ANCORA VIVO inedito

" Se arriverà un sorriso " Poesia di Cecilia Minisci Lettura di Diego De...

venerdì 19 gennaio 2018

Jorge Luis Borges " Elogio dell'ombra" recitata da Diego De Nadai

Filippo Ravizza " Lectio Magistralis Premio Clemente Rebora

"Ecco..." Poesia di Ignazio Pinna, Lettura di Diego De Nadai

Yuleisy Cruz Lezcano. Poesia " La pelle della terra" Lettura di Diego ...

"Veli di cipria e fossette bambine " Poesia di Pasqualina Di Blasio, let...

André Rieu - Nightingale Serenade (Toselli Serenade)

Röyksopp - What Else Is There?

Nomadi Io Vagabondo Live Ponza 2017 Yuri Cilloni

Biagio Antonacci-Sognami(Con Testo)

mercoledì 17 gennaio 2018

Sacchetti ortofrutta: 20 domande e risposte per capire come funziona

La questione dei sacchetti per l’ortofrutta, che dal 1° gennaio 2018 devono essere compostabili e i supermercati devono far pagare al consumatore, ha occupato molto spazio nei giornali e anche nei social, ed è diventata oggetto di dibattito politico. La vicenda è stata caratterizzata dalla totale assenza delle istituzioni che non hanno diramato comunicati se non per confondere le idee (come la dichiarazione sulla possibilità di usare sacchetti portati da casa). Anche i supermercati hanno la loro parte di responsabilità, visto che non hanno informato i consumatori con un adeguato anticipo, anche se la questione è nota da 5 mesi.Le catene hanno appeso dei cartelli nei punti vendita solo il 2 e 3 gennaio, spiegando cosa stava succedendo e questo ha lasciato sbigottiti i consumatori. Nei giorni successivi sono stati pubblicati centinaia di articoli e sono apparsi servizi in tv e in radio con troppe notizie farlocche. Certo l’argomento non è semplicissimo, per questo abbiamo cercato di rispondere alle 20 domande più frequenti che sono arrivate in redazione".



Donald Trump insulta gli immigranti: “Basta gente da El Salvador e Haiti. Sono un buco di culo di Paese”. Onu: “Razzista”

In un incontro nello Studio Ovale, il tycoon ha usato l'espressione "shithole countries" nei confronti dei profughi in arrivo da alcuni Stati e si è augurato che gli Usa riescano ad attrarre più immigrati "da Paesi come la Norvegia". Onu: commenti "scioccanti e vergognosi". E l'ambasciatore Usa a Panama si dimette
Haiti, El Salvador e alcuni Stati africani sono “un buco di culo di Paese”. E quindi gli Usa dovrebbero smetterla di accogliere immigrati dai quei posti. Gli insulti del presidente Donald Trump sono volati all’interno dello Studio Ovale davanti ad alcuni membri del Congresso, come raccontano – senza essere smentiti dalla Casa Bianca – i americani. Le sue parole hanno provocato la reazione dell’Onu: “Se confermati, questi sono commenti scioccanti e vergognosi da parte del presidente degli Stati Uniti. Mi dispiace, ma non c’è nessun’altra parola che si possa usare se non razzisti“, ha dichiarato il portavoce dell’ufficio Onu per i diritti umani, Rupert Colville. “Allarmata” anche l’Unione Africana, “data la realtà storica di come molti africani sono arrivati negli Stati Uniti da schiavi questa dichiarazione va contro qualsiasi comportamento e pratica accettati”, ha detto la portavoce Ebba Kalon. Mentre il governo di Haiti definisce “razzista” il tycoon e sottolinea come “le dichiarazioni di insulto non riflettono quello che dovrebbe essere coltivato da un’alta carica politica“. E arriva anche la prima defezione nel corpo diplomatico, con le dimissioni dell’ambasciatore Usa a Panama John Feeley che ha spiegato, riportano i media americani, di non poter più lavorare nell’amministrazione Trump. Continua a leggere….


Ferrero rileva i dolci Usa della Nestlé per 2,8 miliardi di dollari

L’azienda acquisirà più di 20 brand storici come Butterfinger, BabyRuth, 100Grand, Raisinets, Wonka e il diritto esclusivo sul marchio Crunch

La Ferrero ce l’ha fatta: l’azienda di Alba ha vinto la concorrenza e si è accaparrata il business dolciario statunitense della Nestlé per 2,8 miliardi di dollari in cash. L’annuncio arriva dai vertici stessi del gruppo, che precisano: «Ferrero acquisirà più di 20 storici brand americani estremamente conosciuti, tra cui marchi di cioccolato iconici come Butterfinger, BabyRuth, 100Grand, Raisinets, Wonka e il diritto esclusivo sul marchio Crunch negli Stati Uniti per il confectionery e per determinate altre categorie, così come i brand di caramelle SweeTarts, LaffyTaffy e Nerds». Con questa operazione, Ferrero diventerà la terza più grande azienda dolciaria nel mercato statunitense dove è meglio conosciuta per i Tic Tac, le praline Ferrero Rocher, Nutella, nonché i marchi di cioccolato Fannie May e Harry London e per Ferrara Candy Company, acquisita recentemente da una società affiliata, con un portafoglio di marchi che comprende le caramelle Trolli, Brach’s e Black Forest. Continua a leggere….




MotoGP, rientro record ad Aragon: Rossi corre per il Laureus

Pure Valentino fra i candidati a vincere la statuetta nella categoria 'Comeback of the year' per il rapido rientro in sella, dopo la frattura a tibia e perone. La cerimonia il 27 febbraio a Montecarlo
C'è anche Valentino Rossi tra i candidati ai Laureus World Sports Awards 2018, gli Oscar dello sport, che si terranno a Montecarlo il prossimo 27 febbraio. Il nome del pilota di Tavullia figura tra i candidati a vincere la statuetta nella categoria 'Comeback of the Year' (Ritorno dell'anno). I nomi di tutti i candidati, scelti in seguito alla votazione effettuata dai rappresentanti dei media a livello internazionale, sono stati annunciati: Valentino Rossi è stato nominato per il fulmineo recupero dall'infortunio dello scorso anno quando rientrò in pista per il GP di Aragon, a soli 25 giorni dalla frattura di tibia e perone rimediata in allenamento con l'enduro, ottenendo anche un prodigioso quinto posto.
ALTRI BIG — Fra gli altri big di questa edizione, in campo Roger Federer, capace lo scorso anno di vincere il suo quinto Australian Open e l'ottavo titolo a Wimbledon; Cristiano Ronaldo; il Real Madrid; Kylian Mbappe'; il Barcellona e la Chapecoense.



SANITÀ. M5S: LA REGIONE NON DIMENTICHI GLI ALLEVATORI

Il deputato regionale M5S Antonio De Luca in commissione Sanità: “L’assessore Razza predisponga un serio piano sanitario per l'eradicazione di tubercolosi e brucellosi costruito su misura per il territorio nebroideo, occorre poi velocizzare i tempi dei controlli veterinari al fine di evitare il blocco degli allevamenti”

Palermo 11 gennaio 2018 - “Gli allevatori dei Nebrodi non possono essere sempre penalizzati nelle loro attività. Occorre partire dalla redazione di un serio piano sanitario per l'eradicazione di tubercolosi e brucellosi, semplificare i controlli veterinari e non bloccare gli allevamenti”.A ribadire quanto già affermava in campagna elettorale, è il deputato regionale messinese Antonio De Luca nel corso della audizione in commissione sanità all’Ars nella quale l’assessore regionale Ruggero Razza ha presentato le linee programmatiche. “Occorre riordinare il quadro legislativo e regolamentare anche attraverso l'introduzione di normative semplici e snelle in materia di polizia veterinaria al fine di coniugare le esigenze di tutela della salute pubblica con quelle della transumanza. Una seria programmazione dei controlli veterinari già consentirebbe – spiega De Luca – di non tenere in ostaggio interi allevamenti in presenza di positività anche di un solo capo di bestiame, per non parlare dei tempi di reazione dei test attualmente utilizzati che ben potrebbero essere ridotti con l’introduzione di test differenti che hanno tempi di reazione molto più brevi”.Sempre secondo De Luca, ulteriori interventi dovranno poi essere posti in essere al fine di tutelare le biodiversità e salvaguardare le specie autoctone, vero motore di crescita e di sviluppo economico del territorio nebroideo.

lunedì 15 gennaio 2018

Decreto Popolari, De Benedetti: “Compra, ho parlato con Renzi”

L’operazione - Nelle carte secretate della procura di Roma la telefonata dell’allora editore di “Repubblica” con il suo broker. Un affare da 600 mila euro. L’Ingegnere seppe in anticipo della riforma e ordinò acquisti in Borsa sulle banche

“Passa, ho parlato con Renzi ieri, passa”. Il 16 gennaio 2015, l’ingegnere Carlo De Benedetti chiama il suo broker Gianluca Bolengo per invitarlo a comprare azioni di banche popolari. L’allora presidente del Gruppo Espresso (che edita Repubblica) gli spiega di aver saputo che a breve il governo varerà la riforma del settore: è stato il premier in persona – dice – a riferirglielo il giorno prima. La clamorosa circostanza è contenuta nella richiesta di archiviazione della Procura di Roma nei confronti di Bolengo, amministratore delegato di Intermonte Spa, indagato per ostacolo alla vigilanza, e consegnata alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche.La frase di De Benedetti chiarisce una vicenda anche più delicata dei conflitti d’interessi di Maria Elena Boschi su Etruria. Il 20 gennaio 2015, il governo Renzi approva la riforma delle banche popolari. Un terremoto: le prime 10 si devono quotare in Borsa e trasformarsi in Spa, abbandonando il voto capitario (una testa un voto a prescindere dal numero di azioni) che le rendeva non scalabili. Un pezzo del credito italiano viene consegnato al mercato, acquisendo valore da un giorno all’altro.

Il tempo è un grande Maestro, di Monica Pasero

“Il tempo è un grande Maestro e ti insegna a non chiedere più risposte: le risposte sono già dentro di te, le conosci! Ma occorre che lui passi e tu attraversa dolori e delusioni che ti tempri a questa vita, affinché tu sia forgiata sia nel dolore sia nella speranza per liberare la tua forza.”Il tempo, in questo, è un grande alleato. Inesorabile passa e lascia segni fuori e dentro di noi, ma come ogni buon Maestro ci racconta il cammino e lo fa soffiando sul nostro cuore, sui nostri ricordi e sogni; indicandoci la strada tramite le nostre sensazioni e quando una di esse bussa, senza sosta, alla nostra anima, che sia di gioia o di dolore, ci sta avvisando che è tempo per noi di mutare. Continua a leggere…

Italia Nostra: a BOLOGNA per la mostra DUCHAMP, MAGRITTE e DALI’i rivoluzionari del ‘900

Italia NostraSabato 3 febbraio 2018 gita a BOLOGNA per la mostra DUCHAMP, MAGRITTE e DALI’i rivoluzionari del ‘900
La mostra sita a Palazzo Albergati presenta circa duecento opere, tutte provenienti dall’Israel Museum di Gerusalemme, gli autori sono DuchampMagritte, Dalì, Ernst, Tanguy, Man Ray, Calder, Picabia e molti altri, tutti insieme per raccontare un periodo di creatività geniale e straordinaria.La determinazione a rivoluzionare l’arte, a rompere col passato e inventare un mondo nuovo, è raccontata con grande ricchezza narrativa nella mostra attraverso le cinque sezioni tematiche: Accostamenti Sorprendenti; Automatismo e Subconscio; Biomorfismo e Metamorfismo; Il Desiderio, La Musa, La Violenza; e Il Paesaggio Onirico. I dadaisti e i surrealisti sono stati nel mondo dell’arte dei veri innovatori. Continua a leggere….




E TI VENGO A PENSARE

E TI VENGO A PENSARE
Del fiato vapore
rimane il sapore,
del caldo del cuore
l’umore,
del suono la voce
e del canto il colore.
Nessuno conosce
il rumore del vento
se non sa del suo temporale
il chiarore del lampo.
Roberto Busembai (errebi)
Immagine: Lovers – Catherine Hyde


sabato 13 gennaio 2018

Vescovo dall’estate scorsa a Casale Monferrato, è stato derubato di un bancomat e di due anelli episcopali

Ieri mattina una donna di 30-40 anni si presentata all’ingresso dell’episcopio è riuscita a farsi aprire ed è salita al primo piano dove ha commesso il furto

Pubblicato il 12/01/2018
Ultima modifica il 12/01/2018 alle ore 16:05


I ladri non hanno rispetto per nessuno, neppure per sacerdoti e religiosi. Come dimostrano i numerosi raggiri o tentativi di truffa ai danni di parroci. Questa volta, però, a finire nel mirino dei malfattori è stato un vescovoMonsignor Gianni Sacchi, dalla scorsa estate posto da Papa Francesco alla guida della diocesi di Casale.  Ieri mattina, una donna sui 30-40 anni, con la scusa di avere con lui un appuntamento, si è presentata all’ingresso dell’episcopio, in via Liutprando, è riuscita a farsi aprire dalla segretaria in buona fede ed è salita al primo piano. Qui, con una scusa, si è diretta nell’alloggio del vescovo e si è impossessata di un bancomat (facendo poi un prelievo e acquisti), alcuni assegni e due anelli episcopali. Ora sulle sue tracce ci sono i carabinieri. La ladra ha approfittato del fatto che il vescovo è impegnato, da fine ottobre, quando ha fatto ingresso a Casale, in un tour de force di incontri, visite, riunioni. Tra l’altro, martedì, monsignor Sacchi era stato in visita al commissariato.  



BELICE 50° TERREMOTO: A PALERMO IL RACCONTO “PLURALE” DELLA TRAGEDIA

In occasione della visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in domenica, 14  gennaio, per i 50 anni dal terremoto nel Belìce, una grande mostra per ripercorrere il dramma del sisma e l’utopica rinascita di Gibellina
​ ospitata dalla Fondazione Sant'Elia di Palermo.

PALERMO, 9 gennaio 2018 – Gli scatti dei fotoreporter, il primo servizio del radio giornale, i filmati degli archivi Rai. E ancora: il progetto urbanistico per Gibellina Nuova, i bozzetti dei monumenti e le opere degli artisti che, raccogliendo l’appello del sindaco Ludovico Corrao, parteciparono al tentativo di ricostruzione di quel territorio e del suo paesaggio distrutto dal sisma nel segno dell’arte e della land art.In occasione dei 50 anni del terremoto del Belìce - anniversario che domenica 14 gennaio vedrà l’omaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sui luoghi del terribile cataclisma - la Fondazione Sant’Elia ospita a Palermo la mostra 1968/2018 PAUSA SISMICA. Cinquant’anni dal terremoto del Belìce. Vicende e visioni”, (28 gennaio - 13 marzo). Inaugurazione il 27 gennaio.Il progetto espositivo - curato dalla Fondazione Orestiadi e coprodotto dalla Fondazione Sant’Elia, in collaborazione con il Comune di Gibellina - va avanti per sezioni ed è articolato secondo la pluralità di linguaggio che è propria dell’arte: pittura, scultura, teatro, foto, video, poesia, musica, architettura e installazioni contemporanee. Si parte dalla cronaca: la notte del terremoto, tra il 14 e il 15 gennaio 1968, e gli scatti dei fotografi - Brai, Giaramidaro, Minnella, Scafidi - che l’indomani si precipitarono nella valle tra Palermo e Trapani; i primi video delle Teche RAI, gli scatti di Letizia Battaglia nella baraccopoli.

l mio posto e’ li’

il mio posto e’ li’
accanto a te
persi nella follia del desiderio
e l’invenzione dell’amore
che non conoscevo
fra tentativi falliti
e sbagli da soffocare
caduti nel compromesso
di chi si arrende
che tutto ci era stato negato
mentre il resto del mondo
sembrava felice
abbiamo trovato il nostro riscatto
finalmente liberi di vivere
ciò che fino all’ora
era solo apparso
nelle menti di chi sogna
sperando di abbattere la distanza
e quel destino che non ci apparteneva
una vita che senza l’altro
non aveva importanza
Laura —


Sci, Wengen: Fill 3° nella combinata, sua la coppa di specialità

L'altoatesino, vincitore delle ultime due coppe di discesa, si aggiudica oggi il trofeo della combinata: il primo per il colori azzurri. Davanti a lui sul podio il francese Muffat-Jeandet, alla prima vittoria in Coppa, e il russo Trikhichev

Aveva accolto il secondo posto nella combinata di Bormio con una battuta, "Vorrà dire che dovrò allenarmi in una specialità in più", a metà tra la soddisfazione e il fastidio. Ora in chiave Olimpiade a Peter Fill converrà battere il ferro, visto che è rovente: l'azzurro è infatti salito sul podio anche nella seconda gara della specialità, a Wengen: terzo a 1"15 dal vincitore, il francese Muffat-Jeandet, mentre secondo a 96/100 dalla transalpino si è piazzato il russo Pavel Trikhichev. Con questo piazzamento, Peter Fill ha conquistato la coppetta di combinata, la prima della storia in questa specialità per un italiano, la terza personale dopo le due consecutive in discesa. Alla gara non ha partecipato Alexis Pinturault, specialista della gara doppia e vincitore a Bormio. Per il connazionale Muffat-Jeandet è la prima vittoria di coppa del Mondo in carriera. Hannes Reichelt, l'austriaco secondo dopo la frazione di discesa, non si è presentato al via dello slalom. Continua a leggere….


Silvio Berlusconi scioglie le riserve: "Sarà il leghista Attilio Fontana il candidato del centrodestra in Lombardia"

L'ex Cavaliere a Radio Anch'io: "Se vinciamo le elezioni aboliremo il Jobs act". Poi si corregge: "Non torneremo al regime precedente, introdurremo nuovi strumenti"

"Credo che il candidato del centrodestra per la Lombardia sarà Attilio Fontana. Salvini lo ha indicato, noi abbiamo chiesto di fare dei sondaggi che hanno dato esito positivo per il nome indicato dalla Lega". Lo ha affermato Silvio Berlusconi parlando a Radio Anch'io. "Abbiamo da incontrarci ancora con Matteo Salvini ma vedo che Fontana ha dei sondaggi che depongono molto bene per noi, è stimato, è conosciuto, è affidabile e può dare alla Lombardia un buon governo per i prossimi 5 anni", ha aggiunto Berlusconi."Se il centrodestra tornerà al governo abolirà il Jobs act", ha proposto Berlusconi. Poi si corregge. Via il Jobs act, ma non si torna al regime precedente in materia di mercato del lavoro: "introdurremo strumenti più efficaci", spiega una nota di Forza Italia. La stessa nota spiega che "le parole del presidente Berlusconi sul Jobs act sono state parzialmente fraintese".Berlusconi, intervenendo questa mattina alla trasmissione Radio Anch'io, prosegue la nota, "si è limitato a constatare che il Jobs act è sostanzialmente fallito, perché non ha indotto le imprese a creare occupazione stabile, ma quasi esclusivamente lavoro precario. In ogni caso, è una norma che sta esaurendo i suoi effetti. Quando saremo al governo non torneremo naturalmente al regime precedente, ma introdurremo strumenti più efficaci del Jobs act per correggerne gli effetti distorsivi e incentivare le imprese a creare lavoro stabile".




venerdì 12 gennaio 2018

La Casa Bianca e le polemiche

 Usa, dietrofront di Bannon: "Il figlio di Trump è un patriota"
 Ex stratega: le mie accuse erano contro Manafort. Sostegno a tycoon 
Clamorosa marcia indietro dell'ex stratega della Casa Bianca, Steve Bannon, dopo essere stato ripudiato da Donald Trump per le sue dichiarazioni nel libro 'Fire and fury": in un comunicato pubblicato da Axios, Bannon ribadisce il suo "incrollabile" sostegno per il presidente e la sua agenda, definisce il Russiagate una "caccia alle streghe" e il primogenito di Trump "un patriota e un buon uomo", sostenendo che i suoi commenti sull'incontro "sovversivo" con i russi erano rivolti all'allora capo della campagna, Paul Manafort. "Donald Trump jr è sia unpatriota che una brava persona. E' stato inarrestabile nel sostegno di suo padre e dell'agenda che ha contribuito a rivoltare il nostro Paese", esordisce Bannon, "rammaricandosi" che "il ritardo nel rispondere al resoconto inaccurato (del libro) riguardante Don Jr abbia distratto l'attenzione dagli storici traguardi del presidente nel suo primo anno di presidenza". "I miei commenti sull'incontro con i russi - spiega - provenivano dalla mia esperienza di vita come ufficiale della Marina di stanza a bordo di un cacciatorpediniere la cui principale missione era dare la caccia ai sottomarini sovietici ai miei tempi al Pentagono durante gli anni di Reagan, quando il nostro focus era sconfiggere 'l'impero del male' e fare film sulla guerra di Reagan contro i sovietici e dal coinvolgimento di Hillary Clinton nella vendita dell'uranio" ai russi. Riferendosi allo stesso incontro, che aveva definito "sovversivo" e "anti patriottico" sostiene poi che i suoi commenti "era rivolti a Paul Manafort, un professionista di lungo corso di campagne elettorali con esperienza e conoscenza di come operano i russi. Avrebbe dovuto sapere che sono sleali, furbi e non amici nostri". Bannon ribadisce quindi che "non c'è stata alcuna collusione" con i russi e che "l'indagine è una caccia alle streghe". L'ex stratega tenta di ricucire anche il suo rapporto personale con Trump, definendo il tycoon "l'unico candidato che avrebbe potuto sfidare e sconfiggere l'apparato della Clinton" e se stesso come "l'unica persona finora che ha condotto uno sforzo globale per predicare il messaggio di Trump e del Trumpismo". Bannon quindi si dice pronto a sostenere il presidente nei suoi sforzi per "rendere l'America di nuovo grande". Continua a leggere….

A morte i poveri, di Shumona Sinha

Recensione di Cristina Saracano. Alessandria
Una storia d’immigrati. Una ragazza indiana passa la notte in commissariato per aver rotto una bottiglia in testa a un immigrato. Qui rivive la sua storia: anche lei, immigrata, ora si guadagna da vivere come interprete per i richiedenti asilo.
L’autrice, indiana che vive a Parigi, vince a soli diciassette anni il premio come miglior poeta del Bengala. Anche questo romanzo ha uno stile essenziale, che richiama la poesia, che mi è piaciuto particolarmente.
Crudo e sconvolgente, persino nel titolo, ripreso da una poesia di Baudelaire, invita a riflettere ancora una volta sulle storie attuali e reali, sui problemi, le speranze, le sconfitte degli immigrati

Museo Etnografico Gambarina: “ I grandi parchi americani – Esperienze di viaggio”.

Alessandria: Il giorno 14 gennaio 2018 alle ore 17.00 presso il Museo Etnografico Gambarina di Piazza Gambarina n. 1 in Alessandria si terrà la presentazione del video “ I grandi parchi americani – Esperienze di viaggio”.Si tratta di un filmato girato dai Sigg. Anna e Vittorio Babolin  che sono due viaggiatori – turisti che hanno percorso tutti i continenti a fronte della loro passione e curiosità per il “mondo”. Continua a leggere…



PAPA FRANCESCO: IL ’68 COLONIZZAZIONE IDEOLOGICA DEI PIÙ RICCHI A DANNO DEI PIÙ POVERI

PAPA FRANCESCO, DISCORSO AI MEMBRI DEL CORPO DIPLOMATICO ACCREDITATO PRESSO LA SANTA SEDE PER LA PRESENTAZIONE DEGLI AUGURI PER IL NUOVO ANNO, Sala Regia, Lunedì, 8 gennaio 2018: "Nel corso degli anni, soprattutto in seguito ai sommovimenti sociali del “Sessantotto”, l’interpretazione di alcuni diritti è andata progressivamente modificandosi, così da includere una molteplicità di “nuovi diritti”, non di rado in contrapposizione tra loro. Ciò non ha sempre favorito la promozione di rapporti amichevoli tra le Nazioni[8], poiché si sono affermate nozioni controverse dei diritti umani che contrastano con la cultura di molti Paesi, i quali non si sentono perciò rispettati nelle proprie tradizioni socio-culturali, ma piuttosto trascurati di fronte alle necessità reali che devono affrontare. Vi può essere quindi il rischio – per certi versi paradossale – che, in nome degli stessi diritti umani, si vengano ad instaurare moderne forme di colonizzazione ideologica dei più forti e dei più ricchi a danno dei più poveri e dei più deboli. In pari tempo, è bene tenere presente che le tradizioni dei singoli popoli non possono essere invocate come un pretesto per tralasciare il doveroso rispetto dei diritti fondamentali enunciati dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

08/01/2018 - Anche i rapporti fra le Nazioni, come i rapporti umani, «vanno regolati nella verità, nella giustizia,nella solidarietà operante, nella libertà»[2]. Ciò comporta «il principio che tutte le comunità politiche sono uguali per dignità di natura»[3], come pure il riconoscimento dei vicendevoli diritti,unitamente all’adempimento dei rispettivi doveri[4]. Premessa fondamentale di tale atteggiamentoè l’affermazione della dignità di ogni persona umana, il cui disprezzo e disconoscimento portano ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell’umanità[5]. D’altra parte, «il riconoscimentodella dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili,costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo»[6], come afferma la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

giovedì 11 gennaio 2018

GALLETTI VS MUSUMECI: “IL MINISTRO USA DUE PESI E DUE MISURE TRA LAZIO E SICILIA”

“Polemica rifiuti tra Galletti e Musumeci: il Ministro usa due pesi e due misure tra Lazio e Sicilia.”. Documento di CapitaleMessina a firma di Giovanni Randazzo e Gianfranco Salmeri

Messina, 7 gennaio 2018 - La Sicilia, come è noto, si sta avviando verso quella che si prefigura come probabilmente la più drammatica delle crisi del sistema di raccolta dei rifiuti: le discariche stanno rapidamente esaurendosi ed entro pochi mesi rischiamo di essere letteralmente sommersi dai rifiuti. In previsione di ciò il Presidente della Regione Siciliana chiede al Governo collaborazione e sostegno per affrontare l’emergenza, ipotizzando come soluzione transitoria l’invio dei rifiuti oltrestretto. Il Ministro per l’Ambiente Galletti risponde “picche”, definendo la Sicilia “la serie B dei rifiuti”.
La prima considerazione da fare è sulla evidente difformità di atteggiamento nei riguardi di due situazione analoghe: la crisi dei rifiuti nel Lazio ed in Sicilia.Verso la regione governata da Zingaretti, che appartiene al suo stesso schieramento politico, i toni sono morbidi, verso la Sicilia ben più aspri. “Ringrazio il Presidente Bonaccini per l'aiuto che ha voluto dare a Roma”, dichiara Galletti a proposito dell’invio dei rifiuti romani in Emilia Romagna.A proposito dell’esportazione dei rifiuti siciliani invece: “Chi è capace di fare ha risolto il problema, ma c'è chi ancora segue la pancia dei cittadini, non risolve il problema e lo scarica su altri”.
Non vogliamo fare i difensori d’ufficio, ma a Musumeci, in carica da appena venti giorni, per la crisi dei rifiuti non possono certo essere attribuite colpe; vedremo in futuro se gli si potranno riconoscere meriti.

Famiglia sterminata dal monossido a Vignole Borbera: indagine sulla caldaia che li ha uccisi

Si cerca il libretto per accertare se la manutenzione fosse stata eseguita di recente

Se a uccidere padre, figlio e la compagna dell’uomo sia stato il monossido di carbonio uscito da una caldaia a gas – come dai primi riscontri pare molto probabile – lo stabilirà con certezza l’autopsia che il pubblico ministero Giancarlo Vona disporrà sulle salme di Luca Baroni, autotrasportatore di 48 anni, del suo ragazzo, Mattia, che tra un paio di mesi, avrebbe compiuto vent’anni, e di Mariangela Mele, «la Mary», 44 anni. L’incarico al medico legale Pier Domenico Governa sarà conferito domani mattina.  E se la caldaia dell’abitazione di Vignole Borbera fosse difettosa lo si accerterà con una perizia tecnica che il pm è determinato a disporre.  Continua a leggere…..




PILEA PEPEROMIOIDES, CARATTERISTICHE DELLA PIANTA

La pilea peperomioides proviene dalla Cina e appartiene alla famiglia delle Urticaceae, quindi è lontana parente della ben più nota (e assai meno amata) ortica. Di specie di pilea ce ne sono circa 400, diffuse in diverse parti del mondo con climi assai diversi. Non è quindi possibile parlare delle pilea in generale, le informazioni contenute in questo post si riferiscono esclusivamente alla pilea peperomioides. La pilea peperomioides è una pianta succulenta e, di conseguenza, va coltivata in modo simile ad altre piante grasse. E’ caratterizzata da piccoli tronchi teneri dai quali nascono delle belle foglie carnose, tonde e verdi, sorrette da un lungo picciolo innestato al centro della foglia.Queste foglie ricordano molto delle monete e, per questo, la pilea peperomioides è conosciuta anche come pianta delle monete cinese. Inoltre questa specie di pilea è chiamata peperomioides perché assomiglia moltissimo ad una peperomia che, però, è una pianta che appartiene a una famiglia completamente diversa.I tronchi, con lo sviluppo della pianta, si possono biforcare e, molto spesso, vanno perdendo le foglie più basse mantenendo solo quelle più giovani. Se ben coltivata la pianta delle monete può raggiungere un’altezza di 30-40 cm, con foglie dal diametro di 8-10 cm. Se coltivata in casa, però, raramente raggiunge queste dimensioni.



Lavoro, le occasioni per gli under 35? Nei servizi o nel ritorno alla terra. Ma solo da precari

Dove trovano lavoro i giovani piemontesi, che tipi di attività svolgono e quali caratteristiche hanno le iniziative imprenditoriali promosse dagli under 35? A queste domande risponde l’indagine “Chi offre e crea lavoro in Piemonte”, frutto di un accordo di collaborazione, siglato nella primavera scorsa, tra Regione e Conferenza Episcopale Piemontese. Oltre il 50% dei giovani piemontesi tra i 15 e i 35 anni è stato assunto nel 2016 con un contratto a tempo determinato, per un periodo compresa fra sette giorni e tre mesi È stato assunto a tempo indeterminato il 24,1% dei giovani, il 3,6% con un contratto a tempo determinato oltre un anno, l’11,4% da sei mesi a un anno, il 10,3% da tre a sei mesi. 

L'indagine  
Obiettivo: migliorare la conoscenza delle dinamiche occupazionali che hanno per protagonisti i giovani in Piemonte, consentendo loro di orientarsi meglio nel mercato del lavoro e offrendo agli operatori, pubblici e privati dei servizi per l’impiego, un utile strumento informativo. L’indagine, presentata stamane, fornisce una mappa dettagliata delle opportunità di lavoro che nel biennio 2015-2016 hanno interessato i giovani piemontesi, insieme a un quadro, altrettanto dettagliato, delle iniziative imprenditoriali promosse dai giovani nel periodo 2014-2016.  Continua a leggere…..




Agroppi: "Mourinho e Conte? Due pazzi scatenati"

L'ex tecnico della Fiorentina ne ha per tutti, anche per Mancini e Ancelotti. Salva solo Tommasi e...

Aldo Agroppi senza freni Intervistato da Premium Sport, l'ex tecnico della Fiorentina si è lasciato andare ad alcuni commenti al vetriolo nei confronti di Mourinho, Conte, Mancini e pure Ancelotti. Salva però Tommasi: "Un ragazzo serio, ponderato e rispettoso", dice. Ecco un estratto della sua intervista...
GIÙ DALLA TORRE — "Il litigio tra Mourinho e Conte? Io li butterei tutti e due giù dalla torre - afferma Agroppi - Mourinho non l’ho mai sopportato dal primo giorno che è venuto in Italia perché non si è mai dimostrato un ospite educato verso il paese che lo aveva 'adottato'. Doveva comportarsi in maniera diversa, invece ha avuto atteggiamenti sbagliati, ha detto parolacce e ha fatto di tutto: per me non è stato un personaggio gradito. E così è stato anche in Spagna, lui è uno che se non vince non si diverte, vuole vincere perché si sente veramente il numero 1. Una volta ha anche detto di essere superiore a Dio, non scherziamo.

DI MAIO: “STOP CANONE RAI IN BOLLETTA DELLA LUCE, PROMESSE DI MARINAIO”

In campagna elettorale i professionisti della poltrona danno il peggio e si trasformano in professionisti della promessa rigorosamente pre-elezioni. 

8 gennaio 2018 –Dopo aver fatto per anni i loro interessi in Parlamento, a pochi mesi dalle votazioni sono pronti a rimangiarsi tutto quello che hanno fatto e a sparare incredibili promesse, che puntualmente disattenderanno quando raggiungeranno il loro vero obbiettivo: la poltrona parlamentare con mega stipendio e annessi privilegi. In questi giorni si stanno scatenando da tutte le parti. Il Pd, che ancora governa il Paese, dopo aver infilato il canone RAI nella tua bolletta della luce, ora vuole farti credere che lo abolirà del tutto introducendo un finanziamento pubblico alla RAI, che poi sono sempre soldi tuoi. Che credibilità ha questa gente? Se questa era davvero "da sempre proposta del Pd" perché non l'hanno fatta quando erano al governo, anziché mettere il canone in bolletta? Promesse per poltrone.Dall'altra parte c'è la coalizione del centrodestra, una clamorosa ammucchiata che vedrà insieme non solo Salvini (che ha passato gli ultimi 5 anni a mentire dicendo che non si sarebbe mai più alleato con Berlusconi), Meloni e Berlusconi, ma anche dinosauri della politica come Mastella, Cirino Pomicino, Miccichè e chi più ne ha più ne metta. Ieri si sono riuniti e hanno sparato la loro promessa: cancellare la legge Fornero. Ma chi l'ha votata questa legge? Proprio Berlusconi e la Meloni che ora promettono di abolirla. Qui trovate tutti i nomi di chi ha votato la legge Fornero, tra cui tanti degli stessi che oggi ti raccontano che la vogliono abolire. Vuoi fidarti ancora di queste persone che oggi ti dicono una cosa, ma che sai già che domani ne faranno un'altra? Promesse per poltrone.

mercoledì 10 gennaio 2018

Tenevano 43 cani in condizioni precarie, dopo la condanna fallisce anche il loro ricorso

Ai Nas avevano dichiarato di tenere gli animali per “scopo affettivo”

Tenere cani non è un problema, ma bisogna fare in modo che non siano troppi e che siano alloggiati in modo «compatibile con la loro natura». Il Tar del Piemonte è stato interpellato in merito a un caso scoppiato alcuni anni fa ad Alessandria, dove una coppia si vide sequestrare dai carabinieri del Nas i 29 cani che custodivano «a scopo affettivo», come hanno dichiarato, nella loro proprietà in Valle San Bartolomeo. Dagli accertamenti è emerso che gli animali vivevano in «condizioni critiche». Dopo il primo sequestro, fra l’altro, un’ispezione ordinata dalla Procura della Repubblica rilevò la presenza di altri 14 cani che «risultavano convivere con i ratti, con i quali condividevano cibo e acqua», e che erano «affetti da patologie comportamentali». I giudici amministrativi hanno stabilito che il ricorso della coppia è «improcedibile» per una serie di ragioni tecniche. Dalla lettura della sentenza, però, si ricava che le relazioni presentate dai ricorrenti non sono riuscite a sconfessare le indagini svolte dalle varie autorità (Asl, Comune, magistratura ordinaria). Gli interventi in Valle San Bartolomeo cominciarono dopo le lamentele del vicinato. Ci furono ispezioni, sopralluoghi, reprimende, prescrizioni, finché non si arrivò al sequestro. La coppia fece ricorso e ottenne che cinque cani su 29 tornassero a casa. Continua  a leggere….




SVINCOLI AUTOSTRADALI, CLAMOROSA 'SVISTA' SU GIOIOSA MAREA, IL MASTERPLAN E' UNA... FRANA

Svincoli autostradali, tavolo tecnico a Palazzo dei Leoni tra CAS, sindaci e responsabili della Città Metropolitana. L'incontro ha fatto il punto su progetti e finanziamenti, 'dimenticando' clamorosamente lo svincolo autostradale di Gioiosa Marea: svincolo lungamente invocato in seguito alle ripetute, molteplici frane che hanno funestato Gioiosa M. e tutto il comprensorio servito da quella SS 113, teatro di frane e smottamenti che (hanno imposto ed) impongono la chiusura al transito per mesi ed anni. E che ha causato, sollevazione popolare, dando luogo ad una vicenda giudiziaria con 28 cittadini condannati penalmente alla multa di 3.750 euro a testa per interruzione di pubblico servizio. I fatti sono avvenuti a Gioiosa Marea il 24 novembre 2009 nel corso della manifestazione di protesta che vide la partecipazione di oltre 5.000 persone.

Messina, 06/01/2018 - Secondo un comunicato stampa della Città Metropolitana di Messina "procede a ritmo serrato il confronto tra le parti sulla rimodulazione delle opere inserite nel Masterplan e relative ai collegamenti autostradali del territorio metropolitano".A Palazzo dei Leoni il Commissario straordinario Francesco Calanna ha presieduto il tavolo tecnico che ha visto l'intervento dei sindaci, dei vertici del Consorzio per le Autostrade Siciliane e dei responsabili tecnici della Città Metropolitana di Messina.
L'incontro ha fatto il punto sulla situazione progettuale che investe la realizzazione degli svincoli di Alì Terme, Monforte San Giorgio, Santa Teresa di Riva, Villafranca Tirrena e Furnari Portorosa. In effetti, nel procedere frettolosamente e a "ritmo serrato", nel Masterplan è stato clamorosamente dimenticato lo svincolo autostradale di Gioiosa Marea. Svincolo lungamente invocato in seguito alle ripetute, molteplici frane che hanno funestato Gioiosa M. e tutto il comprensorio servito da quella SS 113, teatro di frane e smottamenti che impongono la chiusura al transito per mesi ed anni. E che ha causato, sollevazione popolare, dando luogo ad una vicenda giudiziaria con 28 cittadini condannati penalmente alla multa di 3.750 euro a testa per interruzione di pubblico servizio. I fatti sono avvenuti a Gioiosa Marea il 24 novembre 2009 nel corso della manifestazione di protesta che vide la partecipazione di oltre 5.000 persone.Sollevazione popolare che ha dato luogo ad una vicenda giudiziaria con 28 cittadini condannati penalmente alla multa di 3.750 euro a testa per interruzione di pubblico servizio, a seguito della pacifica occupazione dei binari della ferrovia. I fatti sono avvenuti a Gioiosa Marea il 24 novembre 2009 nel corso della manifestazione di protesta che vide la partecipazione di oltre 5.000 persone, che occuparono tutti assieme i binari della ferrovia, per protestare contro la chiusura, per alcuni anni, della SS 113 che collega la cittadina a Patti e all'intero versante orientale della costa tirrenica messinese.

Torino, mamma sgrida 4 ragazzi: “Non bestemmiate”. Picchiata davanti al figlio

La giovane donna ha chiesto di non gridare parolacce in presenza del suo bambino, ma è stata presa a calci e spintoni da tre studentesse e uno studente italiani tra i 15 e 17 anni. È successo alcune settimane fa nel parcheggio del centro commerciale Le Gru alle porte del capoluogo piemontese
Torino una mamma è stata picchiata davanti al figlio per aver rimproverato un gruppo di ragazzi invitandoli a non bestemmiare. È successo alcune settimane fa nel parcheggio del centro commerciale Le Gru alle porte del capoluogo piemontese, dove quattro studenti italiani, tre ragazze e un ragazzo tra i 15 e i 17 anni, hanno preso a calci e spintoni la giovane donna. La mamma, sentendo i giovani parlare ad alta voce, ha chiesto di non gridare parolacce davanti al figlio, ma è stata aggredita. I giovani sono stati identificati e denunciati dai carabinieri per lesioni in concorso.Nei pressi dello stesso centro commerciale, tra ottobre e dicembre scorsi, nell’ambito di controlli finalizzati a contrastare l’utilizzo di sostanze stupefacenti e alcool da parte di minori e alla prevenzione di atteggiamenti violenti di gruppi di ragazzi, i militari hanno denunciato un 17enne per porto ingiustificato di armi: è stato trovato in possesso di una pistola scacciacani, priva del relativo tappo rosso, e di un coltello a serramanico. Quattro studentesse di 14 anni, sorprese a rubare in un negozio, invece, sono state denunciate per furto aggravato in concorso, mentre sette minori sono stati trovati dai carabinieri in possesso di un grammo di marijuana a testa.



Crotone, “dieci ‘ndranghetisti eletti nei comuni. Il presidente della Provincia è affiliato al clan Farao”

Primi cittadini, assessori, consiglieri comunali: in provincia di Crotone i politici non erano un semplice concorrente esterno della ‘ndrangheta. Per i magistrati che hanno coordinato l’indagine Stige, per esempio, il sindaco di Cirò Marina era un vero e proprio affiliato al clan Farao-Marincola. E anche chi era stato eletto al posto suo nel 2011 è stato arrestato con l'accusa di essere vicino alle cosche. Scrivono gli inquirenti: "Si era verificata una scissione tra le due correnti politiche, che, di fatto, favoriva l’alternanza sempre comunque seguendo un disegno imposto dalla cosca"
“Il dottore Parrilla ha lo stesso cervello di Nevio proprio identicoleggero, buono, disponibile. Così che se ti deve mettere una firma … una cosa … non è che ci pensa due volte ”. L’intercettazione finita nelle carte dell’inchiesta Stige è la migliore conferma ai sospetti che la Dda di Catanzaro nutre nei confronti di Nicodemo Parrillail sindaco di Cirò Marina e presidente della provincia di Crotone, arrestato assieme a 169 persone tra la Calabria e la Germania. Il primo cittadino di Cirò, infatti, non è un semplice concorrente esterno della ‘ndrangheta. Per i magistrati che hanno coordinato l’indagine, il politico è un vero e proprio affiliato al clan Farao-Marincola: “È uno dei rappresentanti della cosca in seno all’amministrazione comunale di Cirò Marina, – è scritto nell’ordinanza di custodia cautelare – ha goduto del proselitismo‘ndranghetistico della cosca, divenendo sindaco del comune, in esito alle elezioni del 2006 e del 2016. Ha sempre piegato gli incarichi elettivi per curare gli interessi della consorteria”. Sempre i magistrati lo descrivono come “intraneo” alla ‘ndrangheta, tanto da partecipare “anche alle riunioni con esponenti di spicco della consorteria cirotana”. Continua a leggere…..