mercoledì 11 gennaio 2017

Sinisgalli, il poeta lucano, ingegnere nell'industria del Nord

Caro Pier Carlo,
eccoti un 'altra poesia dell'Italia che non c'è più, ancora di Sinisgalli, il poeta lucano, ingegnere  nell'industria del  Nord,  quello che scrisse   "A mio padre".  La nostalgia è la stessa.
Elvio Bombonato, Alessandria
I FANCIULLI BATTONO LE MONETE ROSSE

I fanciulli battono le monete rosse
Contro il muro. (Cadono distanti
Per terra con dolce rumore)  gridano
A squarciagola in un fuoco di guerra.
Si scambiano motti superbi
E dolcissime ingiurie.  La sera
Incendia le fronti, infuria i capelli.
Sulle selci calda è come sangue.
Il piazzale torna calmo.
Una moneta battuta si posa
Vicino all'altra alla misura di un palmo.
Il fanciullo preme sulla terra
La sua mano vittoriosa.

da: " Vidi le Muse", 1943.

Si tratta di un gioco che facevo anch'io a Genova ai giardinetti davanti alla chiesa  Sacro Cuore di Carignano; usavamo le figurine, le biglie di vetro, oppure i tappi a corona delle bottigliette col pongo e con le facce dei ciclisti.    Le  bambine, rigorosamente separate e lontane (si fa per dire)  giocavano a campana oppure alle figlie di Madama Dorè (fai un passo da...), che noi disdegnavamo: giochi da femmine, blah.
Il gioco consisteva nel buttare uno alla volta una monetina contro il muro.   Finito il giro, chi aveva buttato la sua moneta a meno di un palmo di distanza  da una buttata da un compagno precedente, la prendeva come sua.   Eravamo un gruppetto di 5/6.  Non ti dico (preterizione: fingere di non dire una cosa e invece dirla con forza, vedi l'invettiva di Dante personaggio contro i papi simoniaci  “E se non fosse che ancor lo mi vieta la riverenza”, Inf. XIX vv. 100-117 ; Petrarca la canzone  "Italia mia"  “Cesare taccio”, vv. 49-51;  Shakespeare "Julius Caesar":  il discorso di Antonio che infiamma la folla)  le liti furibonde, per inventate violazioni al regolamento, e soprattutto per la misura del palmo, che dipendeva dalle dimensioni delle tue mani.

Sinisgalli qui descrive la piazzetta del paese d'estate, con le madri pronte a chiamarti per la cena.
-  in un fuoco di guerra: (iperbole: esagerazione)  per i maschi  spesso i giochi, ancora adesso, sono come una guerra.
-  motti superbi:   parole di sfida;  con:   e dolcissime ingiurie  chiasmo (i due sostantivi agli estremi, i due aggettivi dentro alla frase).
- dolcissime ingiurie:   ossimoro (accostameno di due parole di significati opposto), non certo le parolacce che senti oggi.
- la sera/incendia;  eniambement  (la frase non  coincide col verso ma prosegue in quallo successivo);   qui crea un effetto di pausa perché è forte, separando il soggetto dal verbo.
- incendia, infuria:  verbi semanticamente rilevati (analogia: metafora caratterizzata dalla brevità dell'accostamenro).
- sulle selci calda è:    sogg. sott.  la sera, sul selciato.
- come sangue: paragone, di valore cromatico, nel campo semantico di guerra.

La poesia afferma quanto i bambini prendano sul serio i propri giochi collettivi, come fossero cose serissime, con impegno ed entusiasmo; la vitalità dei bambini ( le femmine intanto sedute giocano a  passaparola, pregustando la penitenza:  dire, fare, baciare, lettera, testamento ) si compenetra con la vitalità della natura.    Colore dominante, detto o implicito, il rosso.   Notare le rime negli ultimi 5 versi  ( calmo/palmo;   terra con guerra; assonannza con sera).
Le grida appassionate di lotta e di contrasto, le ingiurie, le liti cambiano di segno, perché espresse dall'innocenza istintiva dei fanciulli (Barberi-Squarotti), diventando, agli occhi del poeta, dolcezza e grazia di accenti (le bambine, intanto, sempre sedute, fanno il gioco dell'anello).
Il lessico e la sintassi sono semplici, come il paese, che  Sinisgalli descrive in modo ellittico (cioè senza descriverlo; il lettore lo immagina tramite l' inferenza). Si tratta di una breve poesia narrativa.  Il verso prevalente è l'endecasillabo, con un paio di misure in eccedenza o in mancanza di sillabe.
Potrebbe essere letta come un lungo climax (scala, gradazione ascendente) fino alla mano vittoriosa (le bambine intanto intanto si riassettano la gonnellina perché, dopo essersi lavate le mani, devono apparecchiare la tavola).
Molto curata e precisa l'aggettivazione (le bambine intanto stanno tagliando il pane. e pensano che il fratello farebbe meglio a farsi un bagno prima di cena).
La poesia del giovane Sinisgalli  è tradotta in un gioco di aneddoti e quasi pretesti minimi...tende a modi realistici (Mengaldo).


Il commento è pressoché tutto mio, l'ho inventato e  personalizzato, le bambine sono frutto dei miei ricordi infantili, diciamo quarta elementare/ prima media.  Ma perché non abbiamo più dei bambini così, e non rovinati dai videogiochi, dai cellulari, dagli ipad, o come si chiamano quelle diavolerie che pretendono in regalo.

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