mercoledì 2 agosto 2017

Perché fare una perizia statica ad un ponte indistruttibile?

Alessandria (Andrea Guenna)
 Su un sito locale ho letto un articolo da cui si deduce che qualcuno dei dirigenti di Palazzo Rosso (la città è ormai in mano loro) abbia sollecitato una perizia statica approvata dalla precedente giunta per il ponte della Cittadella che raggiunge Porta Reale, ponte di cui qualcuno (in palese malafede) pensa che possa essere insicuro. Infatti in quell’articolo c’è scritto che è stata assegnata una perizia per stabilire se il manufatto settecentesco sia o meno agibile attraverso una verifica statica “indispensabile per la migliore salvaguardia della pubblica incolumità, nell’esercizio delle attività che le derivano dalle proprie competenze istituzionali di Gestione del Compendio Cittadella, senza la quale (verifica) non vi è certezza della portata del ponte di cui trattasi, con gravi difficoltà operative per ingresso ed uscita dei mezzi quali camion, autovetture, cingolati, ecc…”. Per questo motivo sarà dato incarico ad un tecnico, di cui non si conosce ancora il nome, che costerà 13.000 euro. Siamo al delirio. Infatti se c’è un ponte indistruttibile e di una robustezza assoluta è proprio quello di cui si tratta, che vivrà millenni come il Colosseo, fatto di mattoni pieni, duri come pietre, con arcate massicce, sul quale fino a poco tempo fa passavano incolonnati i carri armati del nostro esercito (Leopard, M 47, M 60 ecc.). L’unica cosa da fare è pulirlo bene e liberarlo dalle erbacce. Niente di più. Ma essendo in Alessandria, il dubbio che qualcuno pensi alla sua demolizione con la scusa che è pericolante si insinua con forza nei miei pensieri e ricordo quando si diceva che il Ponte Cittadella era da abbattere perché faceva da diga al Tanaro (balla ciclopica) ed era pericolante (balla triciclopica) per cui è stato demolito per costruire un ponte buono solo per le foto promozionali delle auto della Fca. La paventata demolizione del ponticello di Porta Reale potrebbe costituire uno degli ultimi colpi dei soliti noti che stanno letteralmente spolpando la nostra povera città tra il disinteresse generale.