domenica 16 luglio 2017

Salvini torna ad Alessandria, alla Festa della Lega di Fubine: “Da qui torneremo anche alla guida del Piemonte e al governo”

L’appello: «I sindaci della Lega sono tanti, ma dovete provare a portare a votare chi non lo fa più»
Con la maglietta e non la felpa, con su scritto Fubine. Matteo Salvini sta sul palco della Festa della Lega nel paese alle porte di Alessandria - con sindaco di sinistra - a festeggiare Gianfranco Cuttica di Revigliasco, leghista fresco di primo consiglio comunale ad Alessandria, con Riccardo Molinari segretario nazionale della Lega, e Lino Pettazzi ex sindaco di Fubine.  Tra fritto misto alla piemontese e patatine fritte la zona sagra era piena di leghisti e non solo ad applaudire, sicuramente Riccardo Molinari che vuole ritornare alla guida della Regione «perché l’amministrazione di Palazzo Lascaris pensa che il Piemonte finisca a Moncalieri». E giù applausi. E poi «riapro il pronto soccorso a Tortona e oncologia a Casale e non spendo per la sanità degli immigrati». È Molinari che infiamma la folla, alla parola «basta immigrati» e Salvini premier giù gli applausi.  Salvini inizia con una battuta non molto felice: «Non so se sono più fastidiose le zanzare o i comunisti, ma le zanzare le puoi schiacciare i comunisti...» e poi il corredo solito di battute su immigrazione, lavoro, sbarchi ma gli applausi sono tornati più forti quando Salvini ha detto «penso alle persone in queste cucine con trenta gradi che cucinano per noi».  E si ritorna contro la legge Fornero, gli studi di settore, il lavoro ai giovani e sempre gli sbarchi, «al governo invece a cosa pensano? - arringa Salvini - non solo allo Ius Soli ma al progetto di legge di un anno di galera per un accendino con la faccia di Mussolini».
Qualche citazione sulle buone cose della Regione Lombardia, sulla povertà dei genitori separati «questa è la vita normale, non la cittadinanza appena nata». Senza tralasciare battute in dialetto piemontese e lombardo. Poi verso le dieci di sera ha salutato tutti perché «la campagna elettorale è stata dura, duecento incontri. Ma questa settimana ho festeggiato il primo sindaco della Lega in provincia di Roma a Ladispoli». Poi segue l’elenco di sindaci e vice sindaci targati Lega Nord-Salvini. E per chiudere «lunedì sarò in Calabria per portare la Lega anche al Sud».  Ma il finale è la battuta migliore «Una Lega al governo e Renzi a lavorare» prima però «dovete convincere a votare chi non lo fa più da anni». Titoli di coda sul coro dell’Aida.