giovedì 6 luglio 2017

Rossa: “esco sconfitta, ma ho fatto del mio meglio”

I motivi della sconfitta, i rimpianti e i progetti per il futuro. Ecco cosa ha raccontato l'ex sindaco Rita Rossa, a dieci giorni dal ballottaggio.

ALESSANDRIA – La logica avrebbe voluto che la prima intervista fosse riservata al nuovo sindaco di Alessandria, Gianfranco Cuttica di Revigliasco, comprensibilmente impegnato, però, in questi giorni a mettere a punto la squadra di governo. 
Altrettanto interessante analizzare insieme a Rita Rossa i motivi che l'hanno portata ad una sconfitta innegabile. Non si è tirata indietro l'ex sindaco, alla nostra richiesta. E' una chiacchierata (nella nostra sede “non avendone più io una”, dice) a tutto tondo, dall'analisi della sconfitta ai suoi progetti futuri.

Una sconfitta che pesa, Rita Rossa. Ne avrete analizzato i motivi..
La mia sconfitta sta dentro un quadro nazionale che ha visto sconfitto il Pd ovunque. C'è sicuramente anche un fattore locale. L'opera di risanamento dei conti che abbiamo fatto ha penalizzato, per le scelte obbligate e i mancati investimenti. Posso però dire che abbiamo trovato il comune in una situazione disastrosa e abbiamo lasciato un comune con i conti in ordine. 
Sul piano più nazionale, mi viene da dire che i partiti non bastano più come contenitore.

Ha avuto l'impressione di essere stata lasciata sola dal tuo partito? Per la Lega c'è stato un forte aiuto da parte di Salvini...
Salvini è venuto ad Alessandria quattro volte, portando i tema nazionali, che poi sono quei disagi che vive la gente di qualunque realtà. Noi, al contrario, abbiamo fatto una campagna su temi concreti, sulla città. Non abbiamo voluto politicizzare la campagna. E magari è stato un errore anche quello. Del resto, a livello nazionale il Pd discuteva dello Jus Soli

Cosa teme per Alessandria, ora?
Abbiamo sempre parlato di continuità nella progettazione del futuro di Alessandria in campagna elettorale. Ora ci potrebbe essere il rischio di interrompere quei processi avviati. Non è detto, per carità. Vedremo. Cuttica l'ho conosciuto come uomo dell'amministrazione. Quel che posso dire è che difenderemo il nostro operato. Penso al bando periferie, alla Cittadella, ad esempio. Vedremo anche quanto Cuttica sarà libero dal passato di amministrare. A molti non sarà sfuggito chi era a suo fianco quando è entrato per la prima volta, la sera di domenica, in municipio.


L'apparentamento con Oria. In molti sostengono che sia stata una mossa sbagliata, che ha tolto voti, più che portarne. 
Non abbiamo la prova contraria. Posso dire che di fatto, durante questa campagna, era tutti contro di me. Si sono registrati toni alti e forti. Ci sono processi, del resto, che non si inventano a tavolino. Quando Giacomo Balduzzi ha fatto un'apertura parlando di “mettere in campo che si unisce”, ci siamo incontrati e ne è nato un accordo programmatico. Ma anche questo mi porta a dire che non bastano più i contenitori dei partiti per parlare con gli elettori. A questo punto, per quanto mi riguarda, continuerò a cercare i motivi dell'unità con il Quarto Polo, piuttosto che quelli della divisione. Mi appresto a fare un'opposizione leale e collaborativa, pur senza sconti.

E il futuro politico di Rita Rossa?

Per ora farò il consigliere comunale di opposizione (mai fatto). Il mio progetto vive ugualmente e non ho perso la voglia di lavorare per la città. Mi impegnerò ad allargare i confini del partito, allargare il campo, magari facendo anche un passo indietro. Vorrei riuscire a creare nuovi spazi di partecipazione e confronto.

Come ha vissuto questi 5 anni da primo cittadino. Rimpianti? 
Sono stati cinque anni difficili e forse poco compresi dalla città. Avremo fatto sicuramente degli errori, ma ho lavorato con l'obiettivo di non compromettere il futuro. Del resto giorno per giorno nascevano emergenze sempre nuove a cui fare fronte. Ricordo ancora le manifestazioni con la bare da morto con sopra scritto il mio nome. Sono stati passaggi difficili, anche emotivamente. Non mi sono mai tirata indietro e ci ho sempre messo la faccia. Non abbiamo lasciato a casa nessuno, nessuno ha perso il posto di lavoro. Penso ad Amiu, oggi Amag Ambiente, ad Atm. Abbiamo creato le condizioni perchè Amag ottenesse nuovamente credito da parte delle banche, creando le condizioni anche per attirare capitali privati, abbiamo riaperto il teatro, trovando un percorso per i dipendenti, che sono rimasti nel sistema pubblico. Ma, soprattutto, abbiamo riequilibrato i conti, facendo anche scelte impopolari. Certo, ci sono ancora i debiti, ci mancherebbe, ma quest'anno non abbiamo usato anticipi di cassa, che è un altro indice positivo.
Non vivo la politica come un percorso personale. Mi avevano detto che sarebbe stato difficile.. Diventare sindaco della propria città è comunque un onore straordinario, sebbene da vicepresidente della Provincia, all'epoca, avrei potuto avere altre prospettive. Ne esco sconfitta, è innegabile, ma con la consapevolezza di aver fatto del mio meglio.

Molta della campagna elettorale di Cuttica si è incentrata sulla questione accoglienza/migranti. Anche su questo avete fatto male i calcoli?
Diciamo pure che quello è sembrato il tema principale della campagna elettorale. Ora sento già affermare i vincitori: “vediamo cosa può fare un sindaco”. L'ho detto in campagna e lo ribadisco: ci sono i diritti di chi arriva, ma anche quelli di chi ospita. Non solo per la solidarietà a tutti i costi. 

Ha qualche progetto, nell'immediato? Un viaggio rimandato, un libro che non è riuscita a leggere?
Intanto vorrei riuscire a sistemare i ricordi di famiglia, di mio padre. Riprendo in mano anche la mia professione di insegnate. Non so ancora dove sarò inserita, anche questo sarà un bel percorso. Vorrei coltivare una passione abbandonata, quella per i libri antichi e andare a vedere qualche concerto all'Arena di Verona. Se avessi trovato i biglietti, sarei andata a quello di Vasco Rossi...
6/07/2017