mercoledì 12 luglio 2017

La lenta ma inesorabile morte della Superba e la totale inutilità del Terzo Valico

di Andrea Guenna
 Sapete perché il Terzo Valico è inutile? Primo perché non è ben chiaro se servirà per il trasporto merci (Tac) o per il trasporto viaggiatori (Tav) ad alta velocità; secondo perché alla fumosità del progetto si aggiunge il fatto che, se servisse al trasporto merci, sarebbe un trasporto magro in quanto la struttura che dovrebbe rifornirlo è il porto di Genova (nella foto web), un porto superato che sta morendo lentamente avendo lasciato il primato al porto di Trieste (vedere tabella). E muore perché il pescaggio (cioè la profondità del mare) è al massimo di circa 18 metri, mentre le navi mercantili, oggi, superano quasi tutte i 20 metri di altezza e, a Genova, non riescono a entrare nel porto per cui vanno da un’altra parte. Prima del Terzo Valico, c’era da fare una banchina lunga oltre  cinque di chilometri, come hanno fatto a Rotterdam (nella piantina di Google Earth a destra), per consentire alle navi di attraccare dove non toccano (a Rotterdam la banchina circolare dista circa 9 chilometri dalla riva).  Ma Genova sta calando anche perché i genovesi (e lo dice uno che a Genova c’è nato come me) non hanno saputo cogliere l’opportunità della maggiore velocità degli scambi lasciando il porto, che un tempo (cinquant’anni fa) era il più importante del Mediterraneo, al suo destino senza fare investimenti per renderlo competitivo. Cosa che hanno fatto le altre città portuali europee, Rotterdam su tutte, cosa che, in parte, sta  facendo la città di Trieste.
Proprio a Trieste da appena una settimana le deroghe sulle tasse riguarderanno anche la produzione, per cui le imprese potranno realizzare i loro stabilimenti nell’area esentasse, realizzare i loro prodotti ed esportarli anche fuori dall’Unione Europea senza mai versare un centesimo al Fisco italiano. Per il fatto che ora le agevolazioni non riguarderanno solo i passaggi delle merci ma anche la realizzazione di prodotti con pezzi provenienti dall’estero, sfruttando il distripark si aprono vasti scenari di crescita anche perché le imprese straniere potrebbero scegliere di fare nuovi investimento in Italia. A Trieste e non a Genova però dove il distripark c’è ma non funziona bene, in quanto il porto non funziona bene, mentre a Trieste funziona tutto benissimo. Oltre al transito delle merci Ue, ci sono vantaggi anche nel resto del transito grazie alla possibilità di far circolare le merci terze, cioè non Ue come quelle provenienti dalla Cina, che diversamente avrebbero dovuto assolvere agli oneri normalmente previsti per il loro inoltro da un punto all’altro della Comunità (dazi doganali, iva, accise ed altri oneri). Questo per quanto riguarda le merci pronte, mentre per quelle in distripark, la cosa è ancora più semplice perché i beni sono prodotti in territorio Ue con tutti i vantaggi del caso. Continua a leggere…….