sabato 1 aprile 2017

CALEIDOSCOPIO – Poesie sparse e sillogi 2013-2015


Izabella Teresa Kostka – Antologica Atelier Edizioni 
by Maura Mantellino
Oggi vi proponiamo una bellissima antologia monografica della poetessa Izabella Teresa Kostka intitolata “Caleidoscopio – poesie e sillogi 2013-2015” – Antologica Atelier Edizioni di Lucia Lanza. 
Dalla recensione di Cristiano Papeschi  nel gennaio 2015:
Una donna, un'anima, un'interiorità alla continua ricerca di quel qualcosa che, probabilmente, non è ancora stato concesso alla natura umana. L'uomo, da quando ha iniziato a calcare la nuda terra, ha sempre cercato qualcosa, perdendo ogni volta di vista quelli che sono i valori insiti nel profondo e ripiegando su superficiali “palliativi” utili solo ad anestetizzare quel senso di vuoto e di impotenza. Nei suoi versi: uno sguardo, un abbraccio, un sorriso, una carezza, il calore umano... cosa chiedere di più a questa esistenza così travagliata, se non la sincerità di un sentimento che si perde nei vortici della realtà. L'amore, la gioia, la serenità... richieste semplici, eppure così complesse, traguardi precisi, ma decisamente irraggiungibili... Mi piace pensare alle sue sillogi come un dedalo di emozioni, che si può riassumere magnificamente con un termine tratto dalla lingua madre dell'autrice: “miłość” (“amare”)."
Come la stessa autrice di questi momenti lirici ci racconta: 
Con grande emozione condivido con il lettore questi variopinti momenti del mio sentire: istanti impregnati dei colori della mia esistenza, dalle tenui sfumature fino ai toni più accesi della mia anima rinchiusi in questi versi composti negli ultimi tre anni (2013-2015). Una raccolta che canta e decanta, grida ed urla il proprio messaggio avvalendosi di diversi stili letterari, dapprima contemporanei per poi tornare indietro ad un' impronta più classica, fino ad annusare profumi orientali (tanka) oppure spingersi verso quelli sperimentali: tra poesia, racconti bonsai, scherzose filastrocche in rima e rigorosi acrostici. Piccoli frammenti, si, ma per me un vero collage ricco di sentimenti, riflessioni e retrospettiva malinconia. Le visioni, spesso surreali oppure crudeli, sono ispirate all'essenza della nostra umana esistenza: "l'infinita ricerca delle risposte in quel viaggio chiamato v i t a". 
Giovanni Andrea Negrotti scrive in un’interessante e preziosa recensione:
La poesia di Izabella Teresa Kostka è una poesia "donna", con tutte le caratteristiche della donna.
  Accingersi ad entrare in questa poetica è come scoprire un luogo
mistico di venerazione, dove  l'immaginario cerca nel buio tutte quelle rifrazioni di 
luci, che possano trasferire nell'anima le molteplici  emozioni e sensazioni. La poesia della Kostka non la si può comprendere al primo colpo d'occhio, ma  bisogna 
leggerla con certosina devozione. Quando l'anima è colma impregnata di poesia. È 
facile che ad  ogni strappo, ad ogni sua lacerazione , scaturiscono versi così disposti, armoniosi anche in quelle poesie  malinconiche o dure nei confronti della vita. La 
sua poesia non si identifica affatto con la sua personalità,  la sua fantasia enigmatica è una perfetta fusione tra intelletto emozioni e sensualità. Quello che colpisce  nelle opere di Isabella e ciò che trae dai suoi stati d'animo, dalle sue angosce, dai 
turbamenti dalle  esperienze personali facendone materia di poesia. Ogni 
avvenimento sembra diventare spunto per  creare una dimensione diversa, tutto 
diventa pretesto per cantare l'assoluto, l'eterno, l'esaltazione  totale che diventa 
unico motivo. La poesia è di una straordinaria sensitività, dove i significati si fondonoin una scrittura scattante, a volte folgorante come la sua immediatezza espressiva 
traboccante di  vitalità. (Sassari 2015).

E ancora dalla prefazione al libro del Dr. Cristiano Paceschi:
"Come Aracne tesseva una tela di fili di seta e le Moire greche filavano le sorti del destino degli uomini, così Izabella, nella sua opera “Le briciole del tempo”, costruisce un telaio di immagini poetiche che ha per trama i sentimenti e come ordito le emozioni. Una scrittrice esordiente ma dalla penna indubbiamente matura, nata e cresciuta nell'oceano burrascoso della vita. Una donna, un'anima, un'interiorità alla continua ricerca di quel qualcosa che, probabilmente, non è ancora stato concesso alla natura umana. L'uomo, da quando ha iniziato a calcare la nuda terra, ha sempre cercato qualcosa, perdendo ogni volta di vista quelli che sono i valori insiti nel profondo e ripiegando su superficiali “palliativi” utili solo ad anestetizzare quel senso di vuoto e di impotenza. I soldi? Il potere? La fama? Assolutamente no! Non è questa l'immagine di ricchezza che Izabella descrive nelle sue righe e nei suoi versi: uno sguardo, un abbraccio, un sorriso, una carezza, il calore umano... cosa chiedere di più a questa esistenza così travagliata, se non la sincerità di un sentimento che si perde nei vortici della realtà. L'amore, la gioia, la serenità... richieste semplici, eppure così complesse, traguardi precisi, ma decisamente irraggiungibili... Mi piace pensare alle sue sillogi come un dedalo di emozioni, che si può riassumere magnificamente con un termine tratto dalla lingua madre dell'autrice: “miłość” (“amare”)."
(Viterbo -  gennaio 2015)


Il lettore Angelo Dannato, da Roma ha voluto farci dono di queste sue interessanti riflessioni:
“Ho conosciuto Isabel diversi anni fa attraverso l'amore profondo che nutre per i suoi animali, quelli che lei definisce "figli" ed ama come fossero tali… Poi ho avuto modo di conoscerla meglio esclusivamente attraverso i suoi versi, dalle prime raccolte fino a quest'ultima. Cos'è un "caleidoscopio"? è uno strumento ottico composto di specchi e piccoli frammenti di vetro che creano una molteplicità di immagini geometriche e colorate. Mai titolo fu più indovinato... la poesia di Isabel è come un fascio di luce bianca che attraversa un diamante e viene scomposta nei colori dell'iride… A questo punto c'è da chiedersi se la sua poesia sia il diamante, la luce o la gamma cromatica a cui da vita. Probabilmente tutte e tre le cose. Gli antichi greci ritenevano il diamante essere un frammento di stella... così sono i versi di Isabel: frammenti di astri o piccole pietre preziose impresse su pagine bianche con indelebili gocce di inchiostro nero. Quest'anima, vittima di una tempesta interiore, taglia i sentimenti con precisione chirurgica e trasforma semplici emozioni in un tripudio di colori, suoni, profumi e sapori che stimolano tutti e cinque i sensi… In confidenza Isabel un giorno mi ha detto: "non chiamarmi poetessa, perchè non mi sento tale". Questa frase racchiude tutta l'umiltà di una persona che non vuole apparire, ma solo sentire...  La sua poesia è libera, fuori dagli schemi, priva di catene, selvaggia come un cavallo imbizzarrito. Certe volte è leggera come la piuma di un cigno, altre volte pesante come un macigno in una frana...  Come definirei la sua poesia? come un fiocco di neve che si posa sulla pelle nuda e calda di una spalla, si scioglie e corre giù lungo la schiena provocando un intenso brivido.”

Ed ora immergiamoci nella lettura di alcune sue splendide poesie:

PELLEGRINI (la strage degli immigrati)
Voi, germogli ingenui
coi corpi scolpiti in ebano puro,
rialzati all'alba dall'arida terra
saziata esausta con gocce di pioggia. 

Seguite con gli occhi le tracce nel mare
dal barcone sfruttato pescando speranza,
la brezza marina sposate con lacrime
salmastro sudore unendo al pianto.

Pellegrini sbagliati nel tempo errato
non trovate la rotta per l'Isola felice,
negli abissi scoprite la vostra dimora
da quel viaggio fatale di notte traditi.

Vostri Dei invocate graffiando il cielo
con le mani alzate nell'ultimo abbraccio, 
non avendo l'appoggio degli spiriti custodi
tra le onde svanite con invane preghiere. 

E scorrono le acque sulle salme disperse
tra le grida del vento,
in silenzio del mondo.
Poesia "Pellegrini" - vincitrice del 1° Premio al 3 ° Concorso Internazionale di Poesia Inchiostro e Anima dedicato 
alla poetessa Mariannina Coffa, 
Noto (Sicilia, 2015).

E TU LO SAI
Lo sai ?

Un giorno,
ci troveremo sullo svincolo della strada
coi piedi ruvidi dal lungo cammino. 
Avremo gli zaini pieni di ricordi
e vecchi vestiti strappati dal vento. 

Ci fermeremo un attimo, bagnati dal sudore 
raccolto nei giorni di varie fatiche,
ci terremo per mano tremando dal freddo 
nell'ultimo abbraccio cercando il calore.

Guarderemo negli occhi del nostro passato 
portando sui volti le tracce di gioia, 
le piste di lacrime scaldate dal sole, 
le nubi dei dubbi svaniti nel nulla. 

Sì, che lo sai,
da quel giorno saremo eterni,
scappati e liberi da ogni tormento,
come due soffioni nel volo leggeri,
trasportati altrove sulle ali degli angeli.

QUELL' AMORE SEGRETO
Quell'amore fu rubato,
disprezzato,
giudicato,
odiato,  
violato,
vietato,
condannato.

Ferito dalle lame di lingue affilate
nei corpi degli amanti con rabbia affondate.

Quell'amore segreto pieno di rancore
goduto nel buio con poche parole,
pieno di fumo dell'ultima sigaretta
e di vestiti sistemati troppo in fretta. 

Una nube impura per il mondo fasullo,
l'acquerello perfetto, lo schizzo a carboncello.


Nessun commento:

Posta un commento