mercoledì 16 novembre 2016

“La poesia come ricerca interiore”, by Mattia Cattaneo


“La poesia come ricerca interiore”, by Mattia Cattaneo. video: 
Come va vissuta la poesia? Quali sensazioni ci dà?
Molto spesso queste domande ce le poniamo noi poeti, o chi solitamente scrive poesia. 
Si sa, oggi pubblicare poesia è ancor più difficile che pubblicare romanzi e racconti. Il pubblico che recepisce la poesia e la legge non è poi così tanto o almeno così sembra.
Scriviamo versi, ci immedesimiamo nelle nostre emozioni a volte per dare un senso a quello che ci accade e a quello che stiamo vivendo.
Lo hanno fatto anche i grandi poeti italiani e non nel corso dei secoli, scrivere poesia per riscoprire sé stessi e le proprie emozioni, sia che siano positive, sia che siano negative. 
E’ difficile scrivere di stati gioiosi e felici rispetto a scrivere di sofferenza e tristezza, perché quando siamo soli, a riflettere tendiamo a fare emergere ciò che ci preoccupa o ci fa stare male. 
Scrivere è terapeutico, e scrivere poesia in particolare, anche se non è per niente facile, può essere vissuto come una profonda ricerca interiore a cui ci accostiamo, umilmente e delicatamente, e cerchiamo di trarne una profondità di senso, utile magari a superare esperienze drammatiche o ad esprimere quello che siamo, semplicemente. 
Leggere poesia fa bene, alimenta le nostre emozioni, i nostri ricordi e può essere anche un ottimo metodo per dimenticare a volte quello che ci circonda. La poesia è bella, ogni autore ha la sua metrica, il suo stile, la sua visione dalla vita. Leggiamone di più, l’emozione, per fortuna, ancora non ha un prezzo!










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