giovedì 22 giugno 2017

Sofisticata semplicità in cucina

Lo chef Damiano Dorati alla Cave Cantù di Casteggio coniuga genuinità dei prodotti tipici all’estro d’autore per servire in tavola iatti da stelle.
Questo chef, proiettato sicuramente verso qualche stellina, è alla ricerca del meglio da mettere nel piatto. E il meglio, ben si sa, si trova ovunque. La sua, dunque, è una cucina semplice, nel senso che manipola pochissimo, quasi niente, gli ingredienti, lasciando che esprimano tutta la loro sacralità, il gusto più intrinseco e remoto, quello di risvegliare i ricordi e le coscienze. 
La sua è anche una cucina d‚artista perché l’occhio rimane sempre appagato dalle sue creazioni, performance dell’effimero che durano fino alla prima forchettata, al primo incontro col cucchiaio.
La sua è una vera opera di regia ed è qui che sta la differenza.
Damiano Dorati, nato in Oltrepò, curiosando nella cucina della nonna, ha scoperto una vocazione: accostare singoli ingredienti per farne un concerto emozionante, equilibrato, in cui ogni partecipante emette le sue note senza sovrastare quelle degli altri.
Sicché, le sue ricette chiamano a raccolta le verdure dell’orticello che coltiva in un angolo della corte della certosa, a Casteggio, dove ha sede la Cave Cantù, il suo regno, ma anche i pesci della vicina Liguria, e, più in là, il platano yuca, l’avocado, la patata brasiliana, i sali dal mondo, la versatile salsa guacamole. 
Il mondo è, per Damiano Dorati, un grande contenitore di eccellenze, la sfida è farle viaggiare, incontrare tra loro, come la storia c’insegna si fa da sempre. Cosa sarebbero i nostri orti, oggi, senza gli americani pomodoro, peperone, patata, l’asiatica melanzana?


da: Oltre newsletter