mercoledì 14 giugno 2017

Plizzari: "Felice, sono quasi uomo. Ma ho preso... tanti schiaffi"

Il 17enne milanista dopo il Mondiale U20 e i due rigori parati all'Uruguay: "Ora sto crescendo, pure con gli scherzi". Futuro? "Non so, non voglio parlarne. Per me la cosa giusta è solo allenarmi con continuità"
Il bello dei 17 anni è che cambi vita, dimensioni, prospettive in un mese. Alessandro Plizzari a inizio maggio era il secondo portiere dell'Italia Under 19. Poi è stato convocato al Mondiale U20, ha giocato la finale per il terzo posto, ha parato due rigori con l'Uruguay. Alessandro ride - si sente anche al telefono, è contento come pochi - ma ha la freddezza per vedere tutto in prospettiva. Di guardare la sua vita, non il suo Mondiale.
Il Mondiale è finito. Che cosa resta di questo mese?
"La crescita come uomo e persona. Ho imparato che servono concentrazione e carisma, serve un uomo sia in campo sia fuori, con l'umiltà e il resto".
Come se il calcio non fosse più un gioco ma un lavoro?
"Sì, più o meno. Prima lo vedevo più come un gioco, ora è... qualcosa per un uomo. Ho 17 anni, magari non sono ancora uomo ma lo sto diventando. Voglio arrivarci con i tempi giusti, con serietà".
Un anno fa il Mondiale U20 che cos'era? Un pensiero lontano?
"Nemmeno. Non era neanche nell'anticamera del cervello. Appena l'ho saputo, ho chiamato mio papà: lui mi accompagna in tutto".
Avevate qualche dubbio?
"Mi facevo domande normali, mi chiedevo: "Sarò a questo livello?". Però non avevo paura né presunzione, solo voglia di provare".
Com'è stato giocare con ragazzi di tre anni più grandi?
"Io sono un 2000, alcuni compagni del '97, ma ringrazio Evani, mi sono trovato benissimo. Giusto qualche scherzetto...".

Scherzetto?
"Facciamo una gara di palleggio a un tocco, ci mettiamo in cerchio e dobbiamo toccare la palla una volta: chi fa tre errori prende schiaffi da tutti. Ecco, io ne prendevo più degli altri".
Scegliamo due giocatori visti al Mondiale con un grande futuro.
"A me sono piaciuti De La Cruz e Bentancur dell'Uruguay. Bentancur è già della Juve, mi ha colpito per tecnica e velocità di pensiero. A volte ti mette una palla nel posto giusto senza guardare. De La Cruz è meno conosciuto ma è intelligente, sa trovare la giocata giusta".
A proposito, seguito il mercato?
"Niente. Volevo godermi l'esperienza, capita poche volte".
Idee per il futuro?
"Non so, non voglio parlarne. Per me la cosa giusta è solo allenarmi con continuità".
Ok, meglio i rigori parati. Solo istinto?
"No, con Mareggini e Bordin, il preparatore dei portieri e il video analista, avevo studiato. È stato bellissimo. Mi sento diverso, più felice".