giovedì 29 giugno 2017

Federcalcio se c’eri dovevi battere un colpo, by Paolo Baratto

by Paolo Baratto. Alessandria
Gestione Donnarumma, gestione negativa degli interpreti, gestione negativa della Federcalcio. Forse, anche senza il forse, la vicenda andava gestita meglio, con più accuratezza e professionalità di parte di soggetti che di professionalità non ne hanno.
Partiamo da un presupposto fondamentale: della Nazionale Italiana non frega niente a nessuno, se non nelle manifestazioni estive a eliminazioni diretta: da parte di tutti, soprattutto giornalisti, si è pensato bene di scagliarsi, in  base ai propri colori di tifo, ai propri interessi, contro questo o quello senza pensare che la Nazionale Under 21 aveva un Europeo importantissimo da gestire.
Dove era la Federazione nelle settimane della manifestazione? Dove era Tavecchio? Dove era l’ufficio stampa della Federazione? Ai posteri l’ardua sentenza. 
Alla fine la Federazione si è risvegliata dal torpore e, a giochi ormai fatti, ha pensato bene di far sentire  la presenza facendo parlare Donnarumma nella conferenza stampa alla vigilia della semifinale contro la Spagna: al suo fianco il ct Luigi Di Biagio, la parte più lesa di tutti in questa vicenda che è degenerata nelle ultime ore, chissà cosa pensava nel mentre il Ct, ma ora a Europeo finito lo potrebbe anche fare. Per tutta la durata del torneo, il futuro del portiere del Milan ha finito per far passare tutto il resto in secondo piano e ha condizionato persino il rendimento del ragazzo apparso insicuro, apparso confuso, apparso non attento.
Parliamo di calcio: un portiere forte, bravo e preparato il gol con la Repubblica Ceca e quello con la Spagna, da quasi 40 metri, non lo deve prendere, soprattutto quando vede, come in entrambi i casi, partire la palla. Momento negativo? Testa altrove? Due cose  certe: prima. Una delle cause, ma non l’unica, della prematura uscita dall’Europeo dell’Italia, è anche nei guanti del portiere, o ex, si vedrà, del Milan. Seconda: dopo questo Europeo, il valore di mercato del diciottenne si è sicuramente abbassato, e questo non gioverà a un portiere ormai definito, da tutti, come un predestinato. 

Possibile che la Federcalcio non abbia ritenuto opportuno fermare quanto  prima il "tam tam" mediatico che si è innescato per proteggere il suo numero uno? Non è purtroppo la prima volta che la Federazione presieduta da Tavecchio dimostra poca decisione, o addirittura un servilismo nei confronti delle vicende delle squadre di club che fanno il bello e il cattivo tempo nei ritiri della Nazionale. 
Gestione social network: altra grave lacuna nella gestione della vicenda. Un famoso detto dice: chi ha buon senso lo metta. Ma in questo caso chi ha buon senso? O meglio siamo al cospetto di personaggi che di buon senso ne hanno? O meglio siamo al cospetto di personaggi che fanno i propri intresi in accordo con i suoi diretti assistiti? Una volta le parole profuse al bar rimanevano al bar ora con i social network tutto quello che viene scritto rimane, purtroppo e tutti si sentono il diritto di scrivere, di dire la loro, pensando di dire giusto.
Manca meno di un anno al Mondiale in Russia, ancora l’Italia non ha staccato il pass per la qualificazione. Mi permetto di un piccolo suggerimento al Ct Ventura: occhio alle convocazioni, occhio ai giocatori, occhio ai procuratori e occhio a chi girerà nel ritiro della Nazionale, occhio a far si che si pensi alla cosa più importante: qualificarsi per il Mondiale 2018, procuratori e calciatori permettendo.