martedì 13 giugno 2017

Brazil, Giuseppe Pippo Guaragna


Brazil
Eravamo lì, noi due,
oltre i confini
del tempo,
e della verità.
C’insegnò il linguaggio
dell’aria e dei venti,
degli spiriti alati,
l’imponente madre,
nostra maestra,
pelle d’ebano
e occhi
di giaietto.
Ci parlò
dei misteriosi orixas,
degli sfuggenti
e dell’umbanda,
la santeria blasfema,
seppur nella purezza
dei nativi.
Dei loro santi
mescolati ad arte,
mutati i nomi,
ed asserviti
ai riti della terra.

Del sacro e del profano,
nel fuoco
dell’eterno conflitto,
del naturale
col sovrannaturale,
in una confusione
di possessione e segni.
E ci lesse
le linee della vita,
le nostre vite,
frastagliate, spezzate,
morte e resurrezione
e al fondo il bianco.
E noi fuggimmo
menzogne e incantamenti,
con il vento del sud
che ci portava al vero,
alla salvezza,
seppur naufraghi
in questo mare,
che ci respinge
e non si lascia navigare.
4 giugno 2017