domenica 28 maggio 2017

Mare, vedo solo mare, Loredana Mariniello


Mare, vedo solo mare,
sommerge ogni cosa l'acqua
e mi ritrovo negli abissi
profondi del mio essere,
a sprofondare,
senza saper nuotare.
Lontana è l'altra sponda
in perenne stasi,
medito in estasi,
la vita nei suoi frammenti
riduco in sintesi.
Un povero reietto,
dal resto del continente
emarginato,
un recluso relegato
in un substrato di pensieri,
un esule abbandonato
nell'oscura grotta
dei ricordi di un recondito ieri,
protende al futuro
le proprie mani,
ma non afferra
nessun compassionevole
domani.

A chi è che potrei chiedere
supplichevole : " Rimani ? "
Aggrovigliata in onde di sentimenti,
muta, vivo di dubbi e tormenti,
abituata ai continui mutamenti
che mi ruotano intorno
giorno dopo giorno,
nulla tramuta in me
dall'esterno all'interno,
adorna di verdeggiante passione
ho abbandonato le vesti dell'illusione
sull'impervio ciglio di un'ennesima,
blasfema delusione.
Neanche il sole
col suo perenne sorriso,
mi scalda l'anima
aprendomi le porte del Paradiso,
non cullano il mio dolore
le braccia possenti
di quell'intenso calore,
ma d'improvviso, mi riscopro
piccola ed indifesa a sognare
di non esser solo una comune isola
bagnata da uno sconfinato mare,
ma una magica , incontaminata enclave
il cui segreto è ancora tutto da svelare
con un folle cuore
in eccesso di aritmia,
dal battito sfrenato
che come un'eco
diffonde ovunque
le nostalgiche note
di una timida ,impaurita melodia,
sublima l'assopita
ed ora desta fantasia
questa dolce rapsodia
che vela la mia solitudine

del velo di un'ancestrale poesia.