CHE TEMPI SONO QUESTI, DI STEFANIA PELLEGRINI

 


Che tempi son questi…
bui per ingordigia di potere,
rossi sui campi dove ignare
volavano colombe.
A Kiev il cielo si tinge di fuoco,
e al suono lamentoso,
lungo, cupo, l'aria
si riempie di terrore.
La città è una perla derubata
del suo splendore.
La notte arranca, spera un’alba
strappata all'acciaio delle armi.
Metro ferme nei depositi,
macchine incendiate,
vetri, case, sventrati,
schegge di freddo glaciale,
il dolore cerca lo sguardo del cielo,
deserte le strade in mano alla morte.
In unica voce
corre il grido di porta in porta:
RESISTEREMO!
Col coraggio, la lotta, la forza d’unione.
Non baratteremo
l'anima della libertà, con quella
dell’oppressore.
Che tempi son questi…
A Kiev i bambini
tremano di paura nei ricoveri,
piangono, mentre fuori
rovinano in polvere le loro case.
Gli occhi smarriti di chi non sa spiegarsi
perché dal cielo piovano
missili d’acciaio, e più
non possano giocare sotto un tetto di pace.

Stefania Pellegrini ©

Copyright / Legge 22 Aprile 1941 n.633, Capo IV, Sezione II, e s.m.l.

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