domenica 16 luglio 2017

Giorgio Alberini, pittore

by Pier Carlo Lava
Alessandria: Chi percorre corso XX Settembre partendo da corso Borsalino, quando arriva in fondo svoltando a sinistra si trova in corso Romita, proseguendo poco dopo sulla sinistra all’altezza di un edicola inizia via Giorgio Alberini, una strada che attraversa via Don Tommaso Canestri, via Alessandro Tonso e termina contro i binari della ferrovia. Non era la prima volta che la percorrevo, ma transitando in auto e dovendo giustamente fare attenzione al traffico non c’era la possibilità di fermarsi per guardare intorno. 
Tempo fa un fotografo di Alessandria mi diceva “se vuoi veramente vedere la città, capire quello che succede e cogliere l’attimo fuggente, devi uscire in bicicletta con la macchina fotografica sempre pronta al collo” in effetti aveva ragione, perchè solo così puoi renderti conto dei particolari e/o fatti che diversamente ti sfuggono. 
Alcuni giorni fa ho deciso di fermarmi da quelle parti e mi sono incamminato in via Alberini, sulla targa della strada c’è scritto via Giorgio Alberini pittore 1580 - 1625.

La fotografia, nasce solo nei primi dell’ottocento, l’invenzione è di Louis Mandé Daguerre, ma ha anche un altro padre l'inglese Thomas Wedgwood, pertanto essendo vissuto due secoli prima di Alberini non ci sono immagini che lo ritraggono, rimangono però le sue opere, ma chi era? per rispondere alla domanda mi sono avvalso di una serie di ricerche sul web, ecco cosa ho trovato:
Giorgio Alberini - Pittore, nato ad Alessandria intorno al 1576, è il più significativo tra gli artisti di Alessandria, in questo periodo visse gran parte della sua vita a Casale. 
Apprese probabilmente l'arte a Vercelli, dal pittore vercellese Amedeo Giovenone del quale sposò la figlia Barbara. 

Il Lanzi lo dice allievo del Moncalvo, di cui invece è da considerarsi piuttosto collaboratore. Insieme a lui per esempio operò nel 1607 alla Galleria del Palazzo Reale di Torino. È ricordato in vari documenti fra il 1595 e il 1625, relativi soprattutto ad affari privati. 
Dipinse affreschi in varie cappelle del Sacro Monte di Crea, ora distrutti e altri, la Chiesa di San Michele a Casale edificio a pianta ottagonale e sormontato da una cupola, è completamente affrescato da Giorgio Alberini e, col Moncalvo, nei chiostri di Santa Croce sempre a Casale. 
La Santa Lucia fu realizzata da Giorgio Alberini nella chiesa di Santo Stefano sempre a Casale.
Sue pitture sono inoltre a Fubine, Giarole, San Germano e altri paesi del Monferrato.

La pala della parrocchiale di Felizzano e inoltre la tela Consegna delle chiavi a Pietro datata 1620 e firmata da Giorgio Alberini e da Pietro Paolo Boffa, un nipote ch'egli iniziò all'arte e che ripetutamente lavorò con lui.

Bibl.: L. Lanzi, Storia pittorica della Italia, Firenze 1822, p. 308; F. Negri, G. A. pittore, in Riv. di Storia, Arte, Archeologia della prov. di Alessandria, IV (1895), pp. 7-17; A. Baudi di Vesme, L'arte negli stati Sabaudi..., in Atti d. Soc. Piemontese di Archeologia e Belle Arti, XIV (1932), pp. 9-18; N. Gabrielli, L'arte a Casale Monferrato, Torino 1935, p. 75; U. Thieme-F. Becker, Alliqem. Lexikon der bildenden Kunsder, I, p. 184 (sub voce Alberico).

altre fonti: Treccani, Wikipedia, Il Piccolo