Sanità alessandrina, tra dati ufficiali e attese vissute: perché i numeri non raccontano tutta la realtà

Pazienti in attesa all’interno di un ospedale, con documenti di prenotazione, orologio e calendario.
Le statistiche descrivono l’andamento generale, ma le esperienze dei cittadini possono evidenziare tempi di attesa molto differenti.

I dati pubblicati dalle aziende sanitarie sono indispensabili per comprendere l’andamento dei servizi, ma devono essere letti con prudenza. Una media statistica non rappresenta necessariamente ciò che incontra il cittadino quando telefona al CUP o viene inserito nella lista per un intervento. Nella provincia di Alessandria alcune prestazioni risultano erogate entro gli standard, mentre per altre le stesse rilevazioni ufficiali confermano attese molto lunghe. A queste cifre si aggiungono le esperienze personali, spesso differenti, di chi cerca una visita, un esame o un’operazione. L’obiettivo non deve essere difendere o contestare preventivamente le aziende sanitarie, ma capire quanto i dati pubblicati corrispondano alla vita reale delle persone.

Pier Carlo Lava

Bilanci sanitari: cifre diverse per documenti e anni differenti

Il primo elemento da chiarire riguarda i conti della sanità alessandrina. Quando vengono diffuse cifre relative ai disavanzi, è necessario distinguere tra bilanci preventivi, risultati di esercizio, assegnazioni regionali provvisorie e successive coperture finanziarie.

Il bilancio pluriennale 2025-2027 pubblicato dall’ASL Alessandria indica per il 2026 un risultato negativo previsto di circa 25,59 milioni di euro. Nel maggio 2026, durante una seduta della Commissione Bilancio del Consiglio regionale, è stato invece associato all’ASL AL un valore negativo di circa 48 milioni, riferito al quadro di gestione del 2025.

Le due cifre non sono necessariamente in contraddizione, perché appartengono a documenti e momenti contabili diversi. Dimostrano però quanto sia necessario indicare sempre l’anno, la natura del bilancio e l’eventuale carattere provvisorio del dato.

Un disavanzo preventivo può essere successivamente modificato dalle assegnazioni del Fondo sanitario regionale, da nuove entrate o da interventi di copertura. Non è quindi automaticamente un debito definitivo. Allo stesso tempo, un risultato negativo rilevante segnala una reale tensione tra le risorse disponibili e i costi necessari per garantire personale, strutture, farmaci e prestazioni.

Anche l’ASL Alessandria e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria sono realtà distinte. La prima gestisce la sanità territoriale e diversi presidi ospedalieri della provincia; la seconda concentra attività specialistiche e di maggiore complessità. I rispettivi risultati non dovrebbero essere sommati senza spiegare le differenti funzioni e relazioni finanziarie.

Come devono essere letti i tempi d’attesa ufficiali

Le tabelle pubblicate dall’ASL AL riportano tempi medi effettivi, calcolati tra il giorno della prenotazione e quello nel quale la prestazione è stata erogata. Non indicano necessariamente la prima data disponibile che il CUP può offrire oggi.

Questa distinzione è fondamentale. Se dieci cittadini effettuano lo stesso esame dopo dieci giorni e altri dieci lo effettuano dopo centoventi giorni, la media sarà di 65 giorni. Quel valore è matematicamente corretto, ma non racconta completamente né l’esperienza del primo gruppo né quella del secondo.

Occorre inoltre considerare le classi di priorità prescritte dal medico:

  • U, urgente: entro 72 ore;
  • B, breve: entro 10 giorni;
  • D, differibile: entro 30 giorni per le visite ed entro 60 per gli esami;
  • P, programmabile: generalmente entro 120 giorni.

Due cittadini possono richiedere una prestazione apparentemente uguale e ricevere date molto diverse perché il medico ha attribuito una differente priorità clinica. Anche all’interno della stessa classe, tuttavia, i tempi possono cambiare sensibilmente secondo la sede, l’apertura delle agende e la disponibilità ad accettare una struttura lontana dalla propria residenza.

Le cifre riportate nei documenti ufficiali devono essere considerate indicatori generali, non una garanzia individuale e neppure un tempo massimo.

Alcune medie sono contenute, altre confermano forti difficoltà

Nel prospetto dell’ASL AL relativo al periodo gennaio-aprile 2026, un’ecografia dell’addome in classe D registra un’attesa media di 24,9 giorni presso gli erogatori dell’ASL e di 31,7 giorni considerando tutte le strutture disponibili per i residenti. In questo caso la media ufficiale risulta inferiore allo standard di 60 giorni.

Il quadro cambia nettamente per altre prestazioni. Le tabelle riportano, considerando tutti gli erogatori utilizzati dai residenti:

  • 161,4 giorni medi per una visita oculistica differibile;
  • 147 giorni per una visita dermatologica;
  • 78,1 giorni per una visita neurologica;
  • 130,7 giorni per una colonscopia;
  • 98,9 giorni per una gastroscopia;
  • 72,1 giorni per un’ecografia ginecologica.

Si tratta sempre di medie, ma in questi casi sono così superiori agli standard da confermare l’esistenza di criticità strutturali. Non occorrono testimonianze personali per riconoscere il problema: sono gli stessi documenti aziendali a evidenziarlo.

Per l’ecografia mammaria, la media è di 72,7 giorni presso gli erogatori dell’ASL e di 58,2 includendo tutte le strutture disponibili per i residenti. Questo significa che l’allargamento territoriale dell’offerta può ridurre l’attesa media, ma può anche obbligare il cittadino a spostarsi in un altro Comune.

La disponibilità a viaggiare non è uguale per tutti. Un anziano, una persona con disabilità, chi non possiede un’automobile o chi deve essere accompagnato può avere difficoltà ad accettare un appuntamento distante. Una prestazione formalmente disponibile nel territorio provinciale potrebbe quindi non essere concretamente accessibile.

I prospetti aggiornati dell’ASL AL permettono di consultare i valori medi per classe di priorità.

Il caso della cataratta e i limiti della trasparenza disponibile

Tra le segnalazioni ricorrenti dei cittadini vi sono quelle relative agli interventi di cataratta, per i quali si parla frequentemente di attese vicine o superiori a un anno.

Nei documenti pubblici consultati e aggiornati al 2026, tuttavia, gli interventi di cataratta non vengono riportati separatamente nelle tabelle sintetiche dedicate alle operazioni monitorate. I prospetti disponibili contengono dati su protesi d’anca, interventi oncologici, colecistectomie, ernie e altre procedure, ma non consentono di verificare immediatamente quale sia il tempo medio provinciale specifico per la cataratta.

Non possiamo quindi indicare come dato ufficiale un’attesa di un anno. Allo stesso tempo, l’assenza di un’informazione pubblica chiaramente individuabile non permette neppure di smentire le esperienze raccontate dai pazienti.

Questo rappresenta un problema di trasparenza. La cataratta interessa prevalentemente persone anziane e costituisce uno degli interventi oculistici più comuni. Sarebbe opportuno pubblicare periodicamente, per ogni presidio:

  • il numero delle persone in lista;
  • la classe di priorità attribuita;
  • il tempo medio e quello massimo;
  • il numero di pazienti oltre lo standard;
  • gli interventi eseguiti ogni mese.

La sola media non basta. Per conoscere davvero la situazione occorre sapere come sono distribuite le attese e quante persone superano i tempi previsti.

I racconti dei cittadini non possono essere liquidati come semplici impressioni

Quando molte persone riferiscono di avere ricevuto appuntamenti a distanza di mesi, non è sufficiente rispondere mostrando una media generale. Le testimonianze individuali non sostituiscono i dati statistici, ma possono segnalare problemi che le statistiche aggregate non riescono a rendere visibili.

Le differenze possono dipendere da numerosi fattori: sede richiesta, disponibilità delle agende, priorità clinica, carenza di specialisti, rinvii e limitazioni nella capacità produttiva. Possono inoltre esserci cittadini ancora in lista che non compaiono nelle medie calcolate sulle prestazioni già effettuate.

Questo è un punto decisivo: se una tabella considera le prestazioni concluse, chi sta ancora aspettando potrebbe non essere ancora entrato nel calcolo. Il tempo medio del passato non coincide necessariamente con l’attesa residua di chi si trova oggi in lista.

Per ottenere una rappresentazione più completa servirebbero almeno tre indicatori:

  • il tempo medio delle prestazioni effettuate;
  • la prima disponibilità rilevata al momento della prenotazione;
  • il numero di cittadini ancora in attesa, con l’indicazione di quanti abbiano superato lo standard.

Il percorso di tutela previsto dall’ASL

L’ASL Alessandria informa che il cittadino in possesso di una prescrizione in classe B, D o P, quando non riesce a prenotare entro i tempi previsti attraverso i canali istituzionali, può presentare una formale istanza per attivare il cosiddetto percorso di tutela.

È uno strumento importante, ma probabilmente ancora poco conosciuto. La sua effettiva utilità dipende dalla semplicità della procedura, dai tempi di risposta e dalla reale disponibilità di strutture alternative.

Anche su questo sarebbe utile pubblicare quanti cittadini abbiano presentato domanda, quante richieste siano state accolte, dopo quanti giorni sia stata trovata una soluzione e quante siano rimaste senza risposta.

Le informazioni ufficiali sul percorso sono disponibili nella sezione dedicata alle liste d’attesa dell’ASL AL.

PFAS: monitoraggio e presa in carico devono diventare servizi effettivi

La presenza di PFAS nell’area di Spinetta Marengo rappresenta un’ulteriore sfida per il sistema sanitario alessandrino.

Nella fase del biomonitoraggio presentata nel luglio 2025, su 414 volontari residenti entro tre chilometri dal polo chimico, l’87,2% presentava concentrazioni comprese fra 2 e 20 nanogrammi per millilitro e l’8,9% superava i 20 ng/ml. Soltanto il 3,9% dei campioni risultava sotto la prima soglia di riferimento.

Successivamente sono stati arruolati oltre 900 cittadini e più di 600 avrebbero già ricevuto i risultati. La Regione riferisce che nei casi ritenuti necessari è stata avviata la presa in carico attraverso i medici di medicina generale, all’interno di un monitoraggio pluriennale.

Anche in questo caso, però, bisognerà osservare l’attuazione concreta: quali controlli saranno garantiti, con quale frequenza, da quali specialisti e con quali tempi. Il programma dovrà inoltre essere esteso ai territori per i quali sono emerse ulteriori preoccupazioni, a partire da Montecastello.

Un nuovo percorso sanitario comporta inevitabilmente un aumento dell’attività per medici, laboratori e specialisti. Occorre quindi evitare che la tutela dei cittadini esposti ai PFAS finisca per gravare su servizi già in difficoltà senza risorse aggiuntive.

I dati ufficiali sono necessari, ma devono incontrare la realtà

La sanità alessandrina non può essere giudicata soltanto attraverso le dichiarazioni politiche, ma neppure esclusivamente attraverso le esperienze individuali. Servono entrambi gli elementi: numeri pubblici e testimonianze dei cittadini.

Le tabelle dimostrano che alcune prestazioni vengono mediamente erogate entro gli standard e altre presentano ritardi evidenti. Le esperienze personali ricordano però che dietro ogni media esistono situazioni molto diverse, con persone che ottengono rapidamente una risposta e altre che restano in attesa per mesi.

Per questo i dati dovrebbero essere aggiornati frequentemente, distinti per presidio e accompagnati dal numero dei pazienti ancora in lista. Solo così sarà possibile capire se un miglioramento statistico corrisponda davvero a un servizio più accessibile.

La vera misura dell’efficienza sanitaria non è soltanto la media contenuta in una tabella, ma il tempo nel quale ogni persona riesce concretamente a ricevere la cura di cui ha bisogno.

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GEO: Alessandria e provincia, Piemonte, Italia – Sanità pubblica e servizi ai cittadini

Fonti principali: Tempi d’attesa ASL Alessandria, bilancio preventivo pluriennale ASL AL, Consiglio regionale del Piemonte e Regione Piemonte – monitoraggio PFAS.

Avvertenza sui dati: I tempi riportati sono medie ufficiali riferite alle prestazioni effettuate nei periodi indicati. Non rappresentano una garanzia individuale, il tempo massimo di attesa o la prima disponibilità proposta dal CUP nel momento della prenotazione.

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Nota sull’intelligenza artificiale: L’intelligenza artificiale è stata utilizzata come supporto alla ricerca e all’organizzazione delle informazioni. Contenuti, revisione del testo e impostazione editoriale sono stati definiti e verificati dall’autore.

Descrizione: Immagine rappresentativa delle liste d’attesa nella sanità alessandrina e della distanza che può emergere tra i dati ufficiali e i tempi concretamente vissuti dai pazienti.

Crediti: Immagine elaborata con intelligenza artificiale.


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