| Emma Camagna, storica firma de “La Stampa” e decana del giornalismo alessandrino. |
Alessandria perde una delle sue voci più autorevoli e riconoscibili. È morta questa mattina, giovedì 20 agosto 2026, la giornalista Emma Camagna, storica firma de “La Stampa” e protagonista di oltre settant’anni di informazione locale. Aveva compiuto 94 anni nel mese di luglio. Con il suo lavoro ha raccontato la città nelle sue trasformazioni, nei momenti felici e nelle pagine più drammatiche, diventando un punto di riferimento per generazioni di lettori e giornalisti.
Pier Carlo Lava
Emma Camagna si è spenta intorno alle 5.30 nella casa di riposo Basile, dove era stata temporaneamente accolta dopo un infortunio che le aveva provocato la frattura del femore. Secondo quanto riferito da La Stampa, avrebbe dovuto fare ritorno entro pochi giorni nel suo amato appartamento. La notizia della sua morte ha suscitato profonda commozione ad Alessandria e nell’intero mondo dell’informazione piemontese.
Una professione ricevuta in eredità dal padre
Nata ad Alessandria nel luglio del 1932, Emma Camagna aveva frequentato il liceo classico Plana, dove fu compagna di studi di Umberto Eco, del quale ricordò sempre con affetto l’intelligenza, l’ironia e il legame con la città natale.
Il giornalismo era entrato molto presto nella sua vita. Il padre Giovanni Camagna era diventato corrispondente de “La Stampa” nel 1919 e aveva trasformato il mestiere dell’informazione in una tradizione familiare. Emma cominciò a collaborare nel 1954, inizialmente, come raccontava con autoironia, facendo da “galoppino” al padre.
Nel dicembre 1957 arrivò l’iscrizione all’Ordine dei giornalisti. Ricordando quel momento, scrisse di essersi ritrovata tra le mani un tesserino che la collocava in quella che considerava «la categoria professionale più bella del mondo». Una convinzione alla quale rimase fedele per tutta la vita.
Erano gli anni delle macchine da scrivere, delle telefonate dalle cabine, delle notizie raccolte camminando per la città e dei rapporti costruiti giorno dopo giorno con le persone. Emma Camagna apparteneva a un giornalismo basato sulla presenza, sulla conoscenza diretta dei fatti e sulla responsabilità personale di ogni parola pubblicata.
Una delle prime donne italiane a raccontare il calcio
I suoi esordi coincisero con una stagione straordinaria per lo sport alessandrino. Seguì le vicende di Fausto Coppi e della Dama Bianca, ma soprattutto entrò in un ambiente allora quasi esclusivamente maschile: quello del giornalismo calcistico.
Per Stampa Sera seguì le partite dell’Alessandria Calcio e fu una delle prime donne in Italia a occuparsi con continuità di calcio. Dalle tribune dello stadio Moccagatta raccontò anche i primi passi di un giovanissimo Gianni Rivera, destinato a diventare uno dei più grandi calciatori italiani.
Dallo sport passò progressivamente alla cronaca cittadina e giudiziaria, il settore nel quale costruì una parte fondamentale della propria autorevolezza. Tribunali, amministrazioni comunali, fabbriche, commercianti, personaggi illustri e cittadini comuni trovarono spazio nei suoi articoli, sempre caratterizzati da precisione, esperienza e profonda conoscenza del territorio.
Raccontò l’espansione della Michelin, il progressivo declino della Borsalino, i cambiamenti economici e sociali, la politica locale, i fatti di sangue e le vicende quotidiane. Per molti anni fu inoltre uno dei volti più conosciuti di Telecity, portando anche sul piccolo schermo il suo modo diretto e concreto di raccontare Alessandria.
La rivolta del carcere del 1974
Il momento più drammatico della sua carriera fu la rivolta del carcere di piazza Don Soria dell’8 e 9 maggio 1974, una delle pagine più dolorose della storia contemporanea alessandrina.
Emma Camagna, insieme ai colleghi Franco Marchiaro e Giuseppe Zerbino, entrò nel carcere e fece da tramite tra i detenuti in rivolta e il mondo esterno. Furono ore di paura e tensione che terminarono tragicamente con la morte di cinque ostaggi e di due detenuti.
Per gli articoli scritti in quei giorni ricevette il prestigioso Premio Saint-Vincent per il giornalismo, consegnatole dal presidente della Repubblica Giovanni Leone. Quel riconoscimento rappresentò uno dei momenti più importanti della sua carriera, ma Emma Camagna continuò sempre a ricordarlo senza compiacimento, consapevole che nessun premio avrebbe potuto cancellare il dolore per le vite perdute.
Quell’esperienza rimase profondamente impressa nella sua memoria. Nel 2022 tornò a raccontare pubblicamente quei due giorni di terrore e nel 2024 partecipò alle iniziative organizzate per il cinquantesimo anniversario della rivolta, offrendo ancora una volta la propria testimonianza alle nuove generazioni.
Maestra di giornalismo e presenza nella comunità
Emma Camagna continuò a scrivere per La Stampa fino a pochi anni fa. Nonostante il trascorrere del tempo, conservò una straordinaria curiosità nei confronti della città, delle persone e dei cambiamenti sociali. Amava percorrere Alessandria a piedi, osservandone le strade, i negozi e le abitudini, con lo sguardo critico e affettuoso di chi conosce profondamente il proprio territorio.
Fu anche componente della commissione del Premio giornalistico Franco Marchiaro, contribuendo alla valorizzazione dei giovani professionisti dell’informazione. Nel 2024 il Soroptimist International Club di Alessandria le conferì un riconoscimento per i cinquant’anni di appartenenza all’associazione.
Il professor Renato Balduzzi l’ha ricordata come una maestra naturale per generazioni di giornalisti, un esempio di professionalità, eleganza e ironia, capace di esercitare attraverso il proprio lavoro una funzione di controllo e responsabilizzazione anche nei confronti di chi ricopriva incarichi pubblici.
La sua lunga carriera dimostra quanto possa essere importante il giornalismo locale quando non si limita a registrare gli avvenimenti, ma diventa memoria collettiva, presidio democratico e servizio alla comunità. Emma Camagna non ha soltanto raccontato Alessandria: per oltre settant’anni ne ha custodito le storie, le contraddizioni, le ferite e le speranze.
Le condoglianze di Alessandria Post
La direzione, la redazione e tutti gli autori di Alessandria Post esprimono il più profondo cordoglio per la scomparsa di Emma Camagna e si stringono con sincera partecipazione ai suoi familiari, agli amici, ai colleghi de “La Stampa” e a tutte le persone che hanno avuto il privilegio di conoscerla.
Alla città lascia migliaia di articoli e un patrimonio di memoria difficilmente sostituibile. Al mondo dell’informazione lascia soprattutto l’esempio di una giornalista rigorosa, appassionata, indipendente e profondamente legata alla propria comunità.
Alessandria piange Emma Camagna, decana del giornalismo locale e storica firma de “La Stampa”. Dagli esordi nel 1954 alla cronaca giudiziaria, dal calcio alla rivolta del carcere del 1974, una vita dedicata all’informazione e alla città.
Grazie, Emma, per avere raccontato Alessandria durante un’intera vita.
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Fonti consultate: La Stampa, Il Piccolo, Archivio Luce, Premio Marchiaro e Soroptimist Alessandria
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