Rio Lovassina, la variante è approvata ma Spinetta si allaga ancora: ora servono tempi certi per il Lotto 2
Una rappresentazione simbolica degli interventi per contenere le piene e ridurre il rischio di allagamenti. L’immagine non raffigura il Rio Lovassina né un luogo reale di Alessandria.
A pochi giorni dall’approvazione della variante urbanistica necessaria per realizzare una nuova cassa di laminazione, il Rio Lovassina ha nuovamente provocato un allagamento in via Genova, a Spinetta Marengo. L’intervento amministrativo rappresenta un avanzamento concreto, ma non coincide con l’apertura del cantiere e non permette ancora di considerare risolto il problema.
Pier Carlo Lava
Il nubifragio del 21 agosto 2026 ha riportato l’attenzione su una delle fragilità idrauliche più conosciute del territorio alessandrino. L’aumento della portata del Rio Lovassina ha determinato una nuova fuoriuscita d’acqua in via Genova, a Spinetta Marengo, rendendo necessario l’intervento della Protezione civile con il posizionamento di sacchi di sabbia a difesa degli esercizi commerciali e delle abitazioni. Sul posto è intervenuta anche la Polizia locale, mentre le successive operazioni di pulizia hanno coinvolto Amag Ambiente e la stessa Protezione civile.
La risposta all’emergenza è stata tempestiva e deve essere riconosciuta. Sacchi di sabbia, presidio delle zone interessate e pulizia della strada sono però interventi destinati a contenere le conseguenze di un episodio già in corso. La questione centrale rimane la realizzazione delle opere strutturali capaci di ridurre il rischio idraulico prima che l’acqua raggiunga le aree abitate.
La variante per la cassa di laminazione
Il Comune di Alessandria ha definitivamente approvato la variante urbanistica semplificata collegata al Lotto 2 del programma di interventi sul Rio Lovassina. Il progetto riguarda il tratto compreso tra Spinetta Marengo e la confluenza con il fiume Bormida e prevede la realizzazione di una cassa di laminazione immediatamente a monte di Litta Parodi, nel territorio comunale di Frugarolo.
Una cassa di laminazione è un’area progettata per trattenere temporaneamente una parte dell’acqua durante i momenti di maggiore portata. L’acqua accumulata viene successivamente restituita al corso d’acqua in maniera più graduale, attenuando il picco della piena. La sua funzione, pertanto, non è quella di eliminare in assoluto qualsiasi possibilità di allagamento, ma di contribuire alla diminuzione del rischio.
La variante aggiorna anche la rappresentazione della pericolosità idraulica nell’area di Spinetta, sulla base delle simulazioni effettuate e degli effetti attesi dalle opere programmate. Durante il periodo previsto per la pubblicazione non sono state presentate osservazioni.
È tuttavia necessario chiarire che l’approvazione della variante costituisce un passaggio urbanistico e amministrativo. Non significa che la cassa di laminazione sia già stata costruita, che il cantiere sia aperto o che il problema degli allagamenti possa considerarsi superato.
Un programma composto da quattro interventi
Il piano complessivo per il Rio Lovassina è articolato in quattro lotti funzionali. Il Lotto 1, già realizzato, ha riguardato l’adeguamento del tratto tombinato che attraversa l’area urbana di Spinetta Marengo. La sua conclusione non poteva, da sola, eliminare tutte le criticità presenti lungo il sistema idraulico.
Il Lotto 2 comprende la cassa di laminazione a monte di Litta Parodi. Il Lotto 3 prevede un canale scolmatore destinato a convogliare una parte delle acque direttamente verso la Bormida. Il Lotto 4 contempla un’ulteriore cassa di laminazione in corrispondenza della confluenza tra il Rio Gazzo e il Rio Lovassina.
Si tratta quindi di un programma più ampio, formato da interventi differenti ma collegati. La realizzazione del Lotto 1 rappresenta un risultato acquisito, mentre gli altri lotti appartengono ancora a fasi progettuali e amministrative diverse. È per questo che il nuovo allagamento non può essere interpretato semplicemente come la prova dell’inutilità delle opere già eseguite, ma conferma che la sistemazione complessiva del corso d’acqua è ancora incompleta.
Il passaggio che manca: un calendario verificabile
Nei provvedimenti pubblicamente consultabili non risultano indicati con precisione la data di avvio del cantiere del Lotto 2, il termine previsto per la costruzione della cassa di laminazione o l’eventuale aggiudicazione dei lavori. Non sarebbe quindi corretto sostenere che l’opera stia per partire, senza ulteriori atti ufficiali.
Dopo l’approvazione della variante occorre rendere comprensibile ai cittadini l’intero percorso: completamento delle autorizzazioni, disponibilità delle risorse economiche, affidamento dell’opera, apertura del cantiere, conclusione dei lavori e collaudo. Un calendario pubblico e periodicamente aggiornato consentirebbe di distinguere gli avanzamenti reali dagli annunci e di valutare eventuali ritardi sulla base di dati verificabili.
Il nuovo episodio del 21 agosto dimostra che, durante questo percorso, resta indispensabile anche la manutenzione del reticolo idraulico, insieme al monitoraggio meteorologico e alla preparazione delle strutture operative. Queste attività non sostituiscono le opere progettate, ma possono limitare le conseguenze degli eventi mentre si attende la loro realizzazione.
A mio parere, l’approvazione della variante deve essere considerata positivamente perché rimuove un ostacolo amministrativo e permette alla procedura di avanzare. Sarebbe però prematuro trasformarla nell’annuncio di una messa in sicurezza già ottenuta. Dopo anni di allagamenti e interventi d’emergenza, gli abitanti e le attività di Spinetta Marengo hanno diritto soprattutto a conoscere che cosa resta da fare, chi deve farlo e con quali tempi. La differenza, ora, non la faranno le dichiarazioni, ma il passaggio documentato dalle carte al cantiere e dal cantiere a un’opera effettivamente funzionante.
GEO: Spinetta Marengo, Alessandria, Piemonte, Italia
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