Il karma della gentilezza: perché fare del bene torna sempre con gli interessi di Giuseppina De Biase
Basta guardarsi intorno, scorrere i social o ascoltare i discorsi delle persone per rendersi conto di una triste realtà: oggi sembra esserci troppa cattiveria in giro. L'invidia sociale, il rancore gratuito e la competizione sfrenata sembrano aver preso il sopravvento, portandoci a vedere il prossimo come un rivale o, peggio, come un bersaglio. In un mondo che appare così cinico e incattivito, verrebbe spontaneo chiudersi in se stessi e pensare solo al proprio orticello.
Ma esiste una legge non scritta nell’universo delle relazioni umane: il bene genera bene. Spesso consideriamo l'altruismo come un atto a fondo perduto, un regalo che facciamo agli altri senza pretendere nulla in cambio. La realtà, supportata anche dalla psicologia e dalla neuroscienza, è ben diversa. Fare del bene è il miglior investimento che si possa fare per se stessi, perché ritorna sempre, moltiplicato.
Quando decidiamo di non adeguarci alla negatività circostante e aiutiamo qualcuno, inneschiamo una reazione a catena. La gratitudine della persona aiutata si trasforma spesso in un desiderio di ricambiare, disinnescando quel clima di ostilità che ci circonda. Chi semina solidarietà costruisce intorno a sé uno scudo fatto di relazioni solide e persone pronte a sostenerlo nel momento del bisogno, lasciando l'invidia fuori dalla porta.
Dal punto di vista psicofisico, decidere di fare del bene in mezzo a tanta cattiveria fa prima di tutto bene a noi stessi.
Aiutare gli altri rilascia endorfine e dopamina, i neurotrasmettitori della felicità, contrastando l'amarezza che ci circonda.
Gli atti di gentilezza abbassano i livelli di cortisolo, proteggendoci dall'ansia generata da un ambiente tossico.
Sentirsi utili aumenta la percezione del proprio valore, rendendoci immuni alle critiche e all'invidia altrui.
Il ritorno non va misurato in denaro o favori materiali. Gli interessi di un'azione buona si pagano in una valuta molto più preziosa: Relazioni autentiche, Amicizie e legami profondi che fanno da filtro contro la falsità.
In un'epoca che spinge verso l'individualismo e il rancore, riscoprire la convenienza emotiva e sociale del bene è una vera rivoluzione. Conviene essere generosi. Non per calcolo, ma perché la vita trova sempre il modo di pareggiare i conti, restituendoci la bellezza che abbiamo donato e lasciando l'invidia a chi non sa fare nient'altro.
Questa dinamica di causa ed effetto trova la sua massima espressione anche nella filosofia del karma. Secondo questa visione orientale, ogni nostra azione, pensiero o parola è un seme piantato nel tessuto dell'universo. Non esiste un gesto isolato: tutto ciò che emaniamo mette in moto un'energia che, prima o poi, compirà il suo cerchio per tornare alla fonte.
Visto attraverso questa lente, fare del bene non è semplicemente un obbligo morale, ma un atto di profonda consapevolezza. Significa diventare co-creatori del proprio destino e della realtà circostante. Quando doni senza pretendere, non stai perdendo nulla, stai solo permettendo all'universo di far maturare quegli interessi che, a tempo debito, si tradurranno in serenità, protezione e nuove opportunità. La gentilezza è l'unico investimento in cui il capitale versato non si esaurisce mai, ma si moltiplica lungo la strada del ritorno.
"Come le persone ti trattano è il loro karma; come tu reagisci è il tuo. Ricorda che la bellezza di un gesto generoso risiede nel fatto che non muore mai, ma continua a vibrare nell'universo fino a tornare a te."
Wayne Dyer
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