Ferzan Özpetek, il regista che ha trasformato l’amore, la memoria e le famiglie scelte in cinema

Ritratto illustrativo di Ferzan Özpetek in un elegante ambiente cinematografico, con Istanbul visibile sullo sfondo.
Ferzan Özpetek, regista, sceneggiatore e scrittore, ha raccontato nel cinema l’amore, la memoria e le famiglie scelte.

Ferzan Özpetek è uno degli autori più riconoscibili del cinema italiano contemporaneo. Regista, sceneggiatore, scrittore e uomo di teatro, ha costruito il proprio universo narrativo intorno ai sentimenti, alla memoria, alle identità e alle relazioni che sfuggono alle definizioni convenzionali. Nei suoi film una casa, una tavola apparecchiata o un gruppo di amici diventano spesso il luogo nel quale le persone possono finalmente mostrarsi per ciò che sono.

Pier Carlo Lava

Dall’infanzia a Istanbul alla nuova vita a Roma

Ferzan Özpetek nasce a Istanbul il 3 febbraio 1959, in una famiglia della borghesia turca. Cresce nella parte asiatica della città, in un ambiente culturalmente vivace, nel quale assumono particolare importanza le figure femminili della famiglia. Donne autorevoli, eccentriche, ironiche e protettive che, molti anni dopo, sembreranno riaffiorare nei personaggi dei suoi film.

Nel 1976, ancora giovanissimo, decide di trasferirsi a Roma. La capitale italiana non rappresenta soltanto il luogo della sua formazione, ma diventa la sua città d’adozione e uno dei grandi personaggi della sua opera. Studia Storia del cinema all’Università “La Sapienza”, frequenta corsi di Storia dell’arte e del costume e approfondisce la regia all’Accademia nazionale d’arte drammatica “Silvio d’Amico”.

Dopo alcune esperienze teatrali, si avvicina professionalmente al cinema lavorando come assistente e aiuto regista al fianco di autori come Massimo Troisi, Maurizio Ponzi, Ricky Tognazzi, Sergio Citti e Francesco Nuti. È un lungo apprendistato che gli permette di conoscere concretamente il set e di sviluppare un linguaggio personale.

L’esordio con “Il bagno turco”

Il debutto nella regia arriva nel 1997 con Il bagno turco – Hamam, una coproduzione italiana, spagnola e turca presentata alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes. Il film racconta il cambiamento di un uomo italiano che, arrivato a Istanbul per vendere un antico bagno turco ricevuto in eredità, scopre una città e una parte di sé che non conosceva.

Fin dalla prima opera emergono alcuni elementi destinati a diventare centrali nel cinema di Özpetek: il viaggio come trasformazione interiore, l’incontro tra culture, la scoperta del desiderio e la possibilità di abbandonare una vita apparentemente ordinata per ascoltare la propria verità.

Nel 1999 dirige Harem Suare, ambientato durante il tramonto dell’Impero ottomano. Anche in questo caso Istanbul non è soltanto uno sfondo, ma uno spazio della memoria, sensuale e malinconico, nel quale le vicende individuali si intrecciano con la Storia.

Il successo di “Le fate ignoranti”

La definitiva affermazione arriva nel 2001 con Le fate ignoranti, interpretato da Margherita Buy e Stefano Accorsi. La protagonista, dopo la morte improvvisa del marito, scopre che l’uomo conduceva una vita sentimentale della quale lei non sapeva nulla. Entrando in contatto con gli amici del compagno, incontra una comunità affettuosa e solidale che finirà per trasformare la sua esistenza.

Il film affronta temi come l’omosessualità, il lutto, il tradimento e la ricerca dell’identità, ma soprattutto introduce una delle idee fondamentali dell’autore: la famiglia non è soltanto quella nella quale nasciamo, ma anche quella che scegliamo e costruiamo attraverso l’amicizia e l’amore.

Nel 2022 Özpetek è tornato a quel mondo dirigendo, insieme a Gianluca Mazzella, la serie televisiva in otto episodi ispirata al film.

Da “La finestra di fronte” a “Mine vaganti”

Nel 2003 realizza La finestra di fronte, con Giovanna Mezzogiorno, Massimo Girotti, Raoul Bova e Filippo Nigro. La memoria della persecuzione degli ebrei si intreccia con la vita di una donna insoddisfatta, divisa tra il desiderio di cambiare e la paura di farlo. La pellicola ottiene importanti riconoscimenti, tra i quali il David di Donatello per il miglior film.

Seguono Cuore sacro nel 2005, Saturno contro nel 2007 e Un giorno perfetto nel 2008. In queste opere Özpetek continua a esplorare il dolore, la perdita, la spiritualità, la violenza domestica e la fragilità delle relazioni.

Con Mine vaganti, uscito nel 2010, il regista ambienta in Puglia una commedia familiare nella quale il ritorno a casa del giovane Tommaso fa esplodere segreti e contraddizioni. Il film affronta il tema dell’identità sessuale con ironia e delicatezza, mostrando quanto il timore del giudizio possa condizionare le scelte individuali.

Negli anni successivi arrivano Magnifica presenza nel 2012, Allacciate le cinture nel 2014, Rosso Istanbul e Napoli velata nel 2017. Roma, Istanbul e Napoli assumono forme differenti, ma rimangono città misteriose e profondamente umane, capaci di custodire passioni, segreti e fantasmi.

“La dea fortuna”, “Nuovo Olimpo” e “Diamanti”

Nel 2019 Özpetek dirige La dea fortuna, storia di una coppia in crisi che si ritrova improvvisamente a prendersi cura di due bambini. Ancora una volta la responsabilità verso gli altri diventa occasione di cambiamento e dimostra che una famiglia può nascere anche fuori dai modelli tradizionali.

Nel 2023 realizza per Netflix Nuovo Olimpo, ispirato in parte a un’esperienza personale. Il film racconta l’incontro e la separazione di due giovani uomini nella Roma degli anni Settanta e il modo in cui un amore interrotto possa continuare ad accompagnare un’intera esistenza. Presentato alla Festa del Cinema di Roma, ha ottenuto il Ciak d’oro per la regia. Sito ufficiale di Ferzan Özpetek

Nel dicembre 2024 esce Diamanti, il suo quindicesimo film, costruito intorno a un grande gruppo di attrici italiane e ambientato nel mondo di una sartoria cinematografica. Il film ottiene un notevole successo commerciale, viene venduto in più di cento Paesi e riceve, tra gli altri riconoscimenti, il David dello Spettatore 2025 e il Nastro dell’anno assegnato al cast.

I libri: il cinema trasferito sulla pagina

La creatività di Özpetek non si limita al cinema. Nel 2013 pubblica con Mondadori il suo primo libro, Rosso Istanbul, dal quale ricaverà successivamente l’omonimo film. Nel 2015 esce Sei la mia vita, racconto autobiografico nel quale il regista ripercorre il proprio passato romano, gli incontri, gli amori e le persone che hanno contribuito a formarlo.

È proprio da Sei la mia vita che proviene la celebre riflessione secondo cui l’amore condiviso è la forza che ci rende migliori, anche quando è finito o sopravvive soltanto nel ricordo.

Nel 2020 pubblica Come un respiro, romanzo costruito intorno a segreti familiari e legami tra Roma e Istanbul. Nel 2024 arriva Cuore nascosto, che nello stesso anno riceve il Premio internazionale Flaiano speciale di narrativa. La pagina dedicata all’autore da Mondadori raccoglie le sue principali opere letterarie.

Dalla lirica al palcoscenico

Özpetek ha lavorato anche nella lirica e nel teatro. Nel 2011 dirige Aida di Giuseppe Verdi al Maggio Musicale Fiorentino, con la direzione di Zubin Mehta e le scene di Dante Ferretti. Seguono La traviata al Teatro San Carlo di Napoli e Madama Butterfly.

Nel 2020 porta sul palcoscenico Mine vaganti, mentre nel 2021 scrive, dirige e interpreta Ferzaneide, un viaggio personale tra ricordi, incontri e personaggi che hanno ispirato il suo cinema. Nel 2024 cura l’adattamento teatrale di Magnifica presenza. L’intero percorso è documentato nella sezione Opera e teatro del sito ufficiale.

I riconoscimenti

Nel corso della sua carriera Özpetek ha ricevuto David di Donatello, Nastri d’argento, Globi d’oro, Ciak d’oro e numerosi premi internazionali. Nel 2008 il Museum of Modern Art di New York gli ha dedicato una retrospettiva, riconoscendolo come uno degli autori più significativi del cinema italiano contemporaneo. MoMA – Ferzan Özpetek

Ha inoltre ricevuto lauree honoris causa dalle Università di Perugia e Palermo e le cittadinanze onorarie di Lecce, Napoli e Palermo. La Repubblica Italiana gli ha conferito l’Ordine della Stella d’Italia e l’onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Il nuovo film atteso per Natale 2026

Nel 2026 Ferzan Özpetek è tornato sul set per dirigere Nella gioia e nel dolore. Il film, previsto nelle sale italiane a Natale, racconta una diva del cinema, un gruppo di amici e il peso dei ricordi. Nel cast figurano, tra gli altri, Vanessa Scalera, Sabrina Ferilli, Luca Argentero, Miguel Ángel Silvestre, Mara Venier, Geppi Cucciari e Amanda Lear. Le riprese sono iniziate a Roma il 15 giugno 2026. Italy for Movies

Un autore dei sentimenti e delle seconde possibilità

Il cinema di Ferzan Özpetek parla soprattutto di persone che scoprono di avere vissuto solo una parte della propria vita. Un incontro, una perdita, una rivelazione o un amore inatteso spezzano improvvisamente l’equilibrio e costringono i protagonisti a guardarsi dentro.

Le sue storie mostrano che i sentimenti non possono essere rinchiusi in categorie rigide. Le famiglie possono essere biologiche oppure scelte; l’amore può cambiare forma; chi abbiamo perduto può continuare a vivere nei nostri gesti e nella nostra memoria.

È probabilmente questa la ragione della sua popolarità: Özpetek racconta emozioni riconoscibili senza nasconderne le contraddizioni. Nei suoi film si ride, si mangia, si litiga, si ama e si affronta la morte, ma rimane quasi sempre aperta la possibilità di ricominciare.

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GEO – Riferimenti geografici: Istanbul, Turchia; Roma, Lazio; Italia. La biografia ripercorre le origini turche e la carriera italiana e internazionale di Ferzan Özpetek.

Per approfondire altre biografie, recensioni cinematografiche e notizie culturali visita: Alessandria Post e Italian News Post.

Immagine creata con IA – a solo scopo illustrativo. Il ritratto non è una fotografia autentica di Ferzan Özpetek. 

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