Crisi idrica, Protopapa sostiene il progetto regionale: «Il Piemonte può diventare un modello nazionale»
| Marco Protopapa, consigliere regionale del Piemonte e già assessore regionale all’Agricoltura. |
La gestione dell’acqua rappresenta una delle sfide più importanti per il futuro dell’agricoltura, dell’ambiente e delle comunità piemontesi. Dopo le recenti crisi idriche, diventa indispensabile aumentare la capacità di accumulo attraverso una rete integrata di piccoli bacini, cave dismesse, infrastrutture irrigue e grandi invasi. In un comunicato inviato alla redazione, il consigliere regionale ed ex assessore all’Agricoltura Marco Protopapa esprime il proprio sostegno alle nuove linee della Regione e richiama il lavoro avviato negli anni precedenti.
Pier Carlo Lava
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Il comunicato stampa integrale di Marco Protopapa
«È positivo che anche l’attuale Giunta regionale intenda proseguire sulla strada di un sistema di invasi diffusi.
È giusto infatti ricordare che il Piemonte non parte da zero: la strategia per aumentare la capacità di accumulo idrico è stata il pilastro del nostro precedente mandato, con una programmazione che ha saputo guardare sia alla capillarità del territorio sia alle grandi infrastrutture».
Così Marco Protopapa, consigliere regionale e già assessore all’Agricoltura, commenta le recenti linee guida sulla gestione delle risorse idriche.
Secondo Protopapa, il lavoro svolto tra il 2022 e il 2023, dopo la grande crisi idrica vissuta in quel periodo, ha già tracciato il solco:
«Abbiamo insistito sulla necessità di una rete di micro-invasi che fosse complementare alle grandi opere. Ricordo il progetto pilota presentato al Ministero delle Politiche Agricole proprio per definire un modello progettuale semplificato che potesse accelerare l’iter autorizzativo su tutto il territorio regionale».
Un tassello fondamentale di quella programmazione riguardava l’utilizzo delle depressioni naturali esistenti e delle cave dismesse lungo i corsi d’acqua.
«Già nella scorsa legislatura il Consiglio regionale ha approvato un indirizzo chiaro per trasformare i siti estrattivi in bacini di accumulo. Una soluzione strategica non solo per conservare l’acqua, ma anche per la laminazione delle piene e la ricarica della falda».
Il consigliere ricorda inoltre la visione d’insieme che includeva i grandi invasi:
«Il nostro piano collegato al Recovery Plan non trascurava le grandi infrastrutture. Avevamo individuato 24 interventi prioritari, comprendenti due grandi invasi e il recupero di arterie storiche come il Canale Cavour e il Canale di Caluso. Per sostenere questo sistema, nel programma 2023-2027 abbiamo messo a disposizione circa 55 milioni di euro, destinati al miglioramento degli impianti, alle infrastrutture dei consorzi e all’accumulo stagionale nelle risaie».
«Oggi la sfida è fare un salto di qualità — conclude Protopapa — trasformando queste basi in un “Piano Piemonte per l’accumulo idrico diffuso”. Condivido pienamente l’azione proposta dall’assessore Bongioanni: il Piemonte può diventare un vero e proprio progetto pilota nazionale per una gestione più efficace e capillare della risorsa idrica».
«Un segno di responsabilità è stato anche quello di guardare alle esperienze maturate in altri Paesi e prendere come riferimento realtà che hanno saputo sviluppare un’agricoltura efficiente anche in condizioni di forte scarsità idrica. Ricordo, in particolare, il convegno “Le strategie di gestione idrica in agricoltura. Scenari, deficit idrici, politiche pubbliche e progetti innovativi: confronto tra Piemonte e Israele”, organizzato nel marzo 2023 presso l’ILO di Torino, nell’ambito della due giorni “La risorsa idrica in Piemonte”, promossa dalla Regione Piemonte, in collaborazione con l’Ambasciata di Israele e con la partecipazione dell’allora ambasciatore israeliano in Italia Alon Bar».
«Ben venga quindi che si avvii presto un censimento regionale dei siti e delle cave potenzialmente utilizzabili, verificandone l’idoneità tecnica e il collegamento con le reti irrigue. Una richiesta che già a suo tempo era stata posta, in particolare, anche all’Ente Risi per le zone delle risaie. Occorre dare concretezza e continuità a un percorso già avviato, mettendo a sistema le diverse soluzioni e garantendo acqua al nostro territorio quando serve davvero».
Una strategia da trasformare in interventi concreti
Il tema posto da Marco Protopapa riguarda una necessità sempre più evidente: conservare l’acqua nei periodi di maggiore disponibilità per poterla utilizzare durante le fasi di siccità. Il censimento dei siti, la verifica della loro idoneità e il coordinamento con le reti irrigue saranno passaggi decisivi per trasformare le proposte in opere concretamente realizzabili, nel rispetto della sicurezza e dell’equilibrio ambientale.
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Fonte: comunicato stampa inviato alla redazione da Marco Protopapa, consigliere regionale del Piemonte e già assessore regionale all’Agricoltura.
GEO: Piemonte – Torino – Alessandria – Province piemontesi – aree agricole e risicole regionali.
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