Cava La Bolla, progetto per ballast e terre anche contenenti amianto: le criticità sollevate a Spinetta Marengo
| Cava La Bolla, ballast ferroviario e rischio amianto a Spinetta Marengo |
Il progetto presentato dalla società SILPDUE Srl per la realizzazione di una discarica in località La Bolla, a Spinetta Marengo, sta suscitando preoccupazioni tra le associazioni ambientaliste e una parte della cittadinanza. Gli atti disponibili confermano che l’impianto dovrebbe ricevere anche ballast ferroviario e terreni contenenti amianto, ma è necessario distinguere attentamente i dati documentati dalle valutazioni e dalle conclusioni che dovranno essere verificate nel procedimento autorizzativo.
Pier Carlo Lava
La documentazione pubblicata dalla Provincia di Alessandria conferma l’esistenza del progetto, sottoposto alle procedure di Valutazione di impatto ambientale, Autorizzazione integrata ambientale e concessione per l’utilizzo delle risorse idriche.
Non una discarica esclusivamente per amianto
Negli atti ufficiali l’impianto viene classificato come discarica per rifiuti non pericolosi. Il progetto prevede tuttavia il conferimento di rifiuti costituiti da ballast ferroviario e terreno frammisto a ballast, anche contenenti amianto, provenienti principalmente dagli interventi collegati al futuro Hub intermodale dello Scalo di Alessandria.
Definirla semplicemente una “discarica per amianto” rappresenta quindi una comprensibile sintesi giornalistica, ma non restituisce interamente la natura amministrativa e tecnica del progetto. La formulazione più corretta è quella di discarica per rifiuti non pericolosi destinata a ricevere anche materiali contenenti amianto, secondo modalità e criteri che dovranno essere esaminati e autorizzati dagli enti competenti.
La normativa consente, in determinate condizioni, il conferimento di alcune categorie di rifiuti contenenti amianto anche in discariche per rifiuti non pericolosi, purché siano collocati in aree o celle dedicate e siano adottate rigorose misure di contenimento.
La collocazione nelle vicinanze di La Fermata e del polo chimico
L’area individuata si trova nelle immediate vicinanze del ristorante La Fermata e dello stabilimento chimico Syensqo, già Solvay. Non risultano invece sufficienti elementi pubblici per affermare con certezza che il perimetro della futura discarica confini catastalmente con entrambe le strutture.
La collocazione resta comunque uno degli aspetti più delicati del progetto. Spinetta Marengo è infatti interessata da anni da un complesso quadro ambientale, documentato dai monitoraggi condotti da ARPA Piemonte su aria, acque sotterranee, suolo, PFAS, cloroformio e altri composti organici.
Sono inoltre conosciute le problematiche relative alla presenza di cromo esavalente in alcune aree del polo chimico. Questo insieme di criticità non dimostra automaticamente che la zona della Cava La Bolla sia contaminata, ma rende comprensibile la richiesta di una valutazione particolarmente prudente degli effetti cumulativi sul territorio.
Per quanto riguarda il procedimento penale sui PFAS, è opportuno precisare che due ex direttori dello stabilimento sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di disastro ambientale colposo. Il processo dovrà accertare le eventuali responsabilità e, pertanto, resta pienamente valida la presunzione d’innocenza.
Il rischio di dispersione delle fibre
L’amianto è una sostanza cancerogena e l’inalazione delle fibre aerodisperse rappresenta un grave rischio per la salute. È però necessario evitare di presentare la dispersione come una conseguenza automatica della presenza della discarica.
Il rischio è legato soprattutto alle modalità con cui i materiali vengono trasportati, scaricati, controllati, movimentati, ricoperti e definitivamente isolati. La frantumazione dei materiali contenenti amianto non dovrebbe essere prevista: al contrario, deve essere evitata.
Secondo ARPA Piemonte, una discarica destinata a ricevere rifiuti contenenti amianto deve disporre di barriere di fondo e laterali, sistemi per la gestione delle acque e del percolato, copertura dei rifiuti e controlli sulle fibre aerodisperse e sulle acque sotterranee. ARPA precisa inoltre che, quando l’impianto è correttamente gestito, la dispersione di fibre nell’aria risulta assai improbabile, pur restando obbligatorio il monitoraggio.
Le preoccupazioni non possono però essere liquidate come infondate. Nel parere tecnico del Comune di Alessandria vengono sollevate osservazioni sulle modalità di ispezione e movimentazione dei materiali nella zona di scarico, anche attraverso l’impiego di escavatori, proprio in relazione al possibile rilascio di polveri e fibre.
Si tratta quindi di criticità tecniche reali che dovranno trovare risposte puntuali e verificabili prima di qualsiasi autorizzazione.
Pozzi, lavaggio dei mezzi e tutela della falda
Il progetto comprende anche una richiesta di concessione idrica e prevede l’utilizzo dell’acqua per la nebulizzazione antipolvere, il lavaggio dei mezzi, delle strade e dei piazzali.
La realizzazione o l’impiego di pozzi non rappresenta, da sola, la prova di un pericolo per la falda. Sarà però indispensabile verificare il quadro idrogeologico, l’efficacia delle impermeabilizzazioni, la gestione del percolato, il bilancio dei prelievi e la rete di monitoraggio delle acque sotterranee.
Non risulta invece sufficientemente documentata, negli atti pubblicamente consultabili, la definizione dell’area come “bacino idrico sotterraneo strategico”. Questa espressione dovrebbe quindi essere accompagnata da una precisa relazione tecnica o da un atto ufficiale.
La Conferenza dei servizi
Pro Natura Alessandria – Associazione E.R.I.C.A. I 2 Fiumi ha comunicato che il 28 agosto dovrebbe riunirsi la Conferenza dei servizi e ha annunciato la presentazione di proprie osservazioni tecniche.
Al momento della verifica, tuttavia, nella documentazione pubblica provinciale risultano espressamente indicate le Conferenze dei servizi del 12 febbraio e del 9 luglio 2026, oltre alla proroga per la presentazione delle integrazioni fino al 16 agosto. La data del 28 agosto dovrà quindi essere confermata attraverso la relativa convocazione ufficiale.
La Conferenza non comporta automaticamente l’approvazione o l’immediata cantierabilità dell’opera: serve a raccogliere e coordinare i pareri degli enti nell’ambito del complesso procedimento ambientale e autorizzativo.
Una richiesta legittima di trasparenza
Le preoccupazioni espresse da Pro Natura Alessandria trovano riscontro nell’esistenza del progetto, nella prevista presenza di materiali contenenti amianto e in alcune osservazioni formulate dagli stessi organismi tecnici. Altre affermazioni, invece, devono essere presentate con maggiore prudenza e precisione.
La questione centrale non è soltanto stabilire se una discarica di questo tipo possa essere autorizzata dalla legge, ma verificare se la localizzazione scelta, le caratteristiche del materiale e le misure previste garantiscano concretamente la tutela della popolazione, dei lavoratori, dell’aria e delle falde.
In un territorio già segnato da numerose problematiche ambientali, cittadini e associazioni hanno il diritto di conoscere integralmente il progetto, le quantità e le caratteristiche dei materiali, i risultati degli studi sui venti e sulla falda, le modalità di trasporto e scarico e tutte le prescrizioni eventualmente imposte.
La decisione finale dovrà essere fondata su dati scientifici, controlli indipendenti e piena trasparenza, evitando sia rassicurazioni preventive sia conclusioni allarmistiche non ancora dimostrate.
GEO: Cava La Bolla, Spinetta Marengo, Alessandria, Piemonte, Italia. L’area interessata dal progetto si trova nella frazione orientale di Alessandria, nelle vicinanze dello Scalo ferroviario, del ristorante La Fermata e del polo chimico Syensqo, già Solvay.
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Nota sull’intelligenza artificiale: L’intelligenza artificiale è stata utilizzata come supporto alla ricerca e all’organizzazione delle informazioni. Contenuti, revisione del testo e impostazione editoriale sono stati definiti e verificati dall’autore.
Descrizione: Immagine fotorealistica orizzontale dedicata al progetto della discarica di Cava La Bolla. Sono raffigurati un camion impegnato nello scarico del pietrisco ferroviario, un escavatore, un sistema di nebulizzazione antipolvere e un segnale di pericolo amianto. La scena è stata creata esclusivamente per illustrare l’argomento dell’articolo e non documenta il sito reale.
Crediti: Immagine creata con intelligenza artificiale – a solo scopo illustrativo.
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