Buche e marciapiedi ad Alessandria: i cantieri ci sono, ma manca una mappa pubblica completa del problema

Operaio impegnato nella riparazione di una buca accanto a un marciapiede con lastre dissestate e un tratto accessibile appena sistemato.
La manutenzione di strade e marciapiedi richiede interventi tempestivi, ripristini duraturi e particolare attenzione alla sicurezza e all’accessibilità.

Ad Alessandria sono stati avviati diversi interventi su pavimentazioni, strade, marciapiedi e attraversamenti pedonali. Le opere in piazza della Libertà, via Guasco, piazza Divina Provvidenza e in numerosi punti del territorio dimostrano che qualcosa si sta muovendo. Rimane però una criticità sostanziale: non risulta pubblicato un quadro complessivo e aggiornato delle buche e dei marciapiedi dissestati, con priorità, tempi di intervento e risultati delle verifiche finali. Senza questi dati è difficile stabilire quanto il programma annunciato riesca realmente a recuperare il ritardo accumulato.

Pier Carlo Lava

Il problema delle buche, delle pavimentazioni deteriorate e dei marciapiedi sconnessi accompagna Alessandria da molti anni. Riguarda il centro storico, i quartieri, le periferie e i sobborghi, con situazioni molto differenti: piccoli cedimenti superficiali, asfalto fessurato, avvallamenti, lastre sollevate, porfido sconnesso e tratti nei quali camminare può diventare complicato soprattutto per anziani, persone con disabilità e genitori con passeggini.

Nel marzo 2026 l’assessore ai Lavori pubblici Michelangelo Serra ha illustrato un programma che, secondo quanto comunicato pubblicamente, dovrebbe superare complessivamente il milione di euro. Una prima parte, pari a circa 650.000 euro, è stata indicata per il recupero delle pavimentazioni in pietra, mentre un secondo programma, da circa 800.000 euro, dovrebbe finanziare asfaltature, marciapiedi e attraversamenti pedonali rialzati.

È necessario utilizzare le parole corrette: si tratta delle risorse annunciate per il programma, non della prova che l’intera somma sia già stata spesa o che tutti i lavori previsti siano terminati. Per stabilirlo servirebbe un rendiconto pubblico con importi affidati, interventi eseguiti, somme liquidate e opere ancora da completare.

I lavori documentati

Il primo intervento rilevante ha riguardato la pavimentazione in porfido davanti a Palazzo Rosso, in piazza della Libertà. La fase iniziale è stata completata alla fine di giugno, dopo lo smantellamento della pavimentazione esistente, il rifacimento del sottofondo e la successiva ricollocazione dei blocchi.

Il cantiere si è poi spostato nell’ultimo tratto di via dei Guasco, fra via Chenna e via Migliara, con lavori programmati fino alla fine di luglio. Altri interventi sono stati annunciati nei tratti di via Guasco diretti verso Spalto Rovereto e piazza della Libertà.

Nel mese di luglio è stata interessata anche piazza Divina Provvidenza, dove il Comune ha previsto il rifacimento dell’asfalto e della segnaletica nell’ambito di un più ampio progetto di riqualificazione dello spazio pubblico.

Sono inoltre stati attivati interventi per il rifacimento di attraversamenti pedonali rialzati in quattordici punti del territorio comunale. Le localizzazioni indicate dal Comune comprendono via Teresa Michel nei pressi dell’Università, viale Milite Ignoto, via Genova a Spinetta Marengo, strada Casalcermelli, strada Acqui a Cantalupo, via Mario Maggioli, piazzale Curiel davanti alla stazione, Spalto Borgoglio, Castelceriolo e Valle San Bartolomeo.

Completano l’elenco un secondo punto di strada Casalcermelli, la zona del centro sportivo di Castelceriolo e due attraversamenti in piazza Garibaldi, rispettivamente davanti a piazza Marconi e a via Borsalino.

Il provvedimento comunale dimostra che il programma è stato avviato. Non consente però di affermare che, al momento, tutti e quattordici gli attraversamenti siano già stati completati e collaudati. Per evitare affermazioni non dimostrate è quindi più corretto parlare di interventi attivati o programmati.

Il problema dei marciapiedi è molto più esteso

Nel settembre 2024 lo stesso assessore Serra, rispondendo in Consiglio comunale a un’interpellanza, riferì che, sulla base di una ricognizione effettuata, circa la metà dei marciapiedi alessandrini sarebbe stata da rifare.

Era una valutazione molto significativa, accompagnata dalla precisazione che sarebbero stati necessari anni per recuperare il ritardo, soprattutto a causa delle risorse limitate. Non risulta pubblicato un aggiornamento di quella ricognizione che permetta di sapere quanti tratti siano stati sistemati da allora e quale sia oggi la percentuale ancora deteriorata.

Il piano del 2026 rappresenta quindi un passo avanti, ma deve essere confrontato con le dimensioni del problema. Se la metà dei marciapiedi richiedeva interventi, alcune centinaia di migliaia di euro possono affrontare soltanto una parte delle necessità.

Occorre inoltre distinguere fra una riparazione puntuale e il rifacimento completo. Chiudere un piccolo avvallamento permette di eliminare un pericolo immediato; ricostruire un tratto di marciapiede significa invece intervenire sulla pavimentazione, sul sottofondo, sulle pendenze, sul deflusso dell’acqua e sull’accessibilità.

Sono lavori differenti per durata, costo e risultato. Senza un elenco dettagliato non è possibile capire quanta parte delle risorse venga utilizzata per interventi provvisori e quanta per opere destinate a durare.

Chiudere una buca non significa risolverne la causa

La riparazione di una buca può essere eseguita come intervento urgente oppure come rifacimento strutturale. Nel primo caso viene ripristinata rapidamente la continuità della superficie stradale; nel secondo vengono valutate anche le condizioni del materiale sottostante e le ragioni che hanno determinato il cedimento.

In presenza di infiltrazioni, sottofondi deteriorati, frequente passaggio di mezzi pesanti o precedenti scavi per sottoservizi, una semplice copertura superficiale può avere una durata limitata. Questo non significa che ogni riparazione puntuale sia inutile: in una situazione di pericolo è necessario intervenire subito. Significa, però, che l’emergenza dovrebbe essere seguita da un ripristino definitivo quando la causa del dissesto è più profonda.

Il Comune ha dichiarato di voler utilizzare gli accordi quadro stipulati con operatori specializzati per avviare rapidamente i lavori e intervenire contemporaneamente su più fronti. È uno strumento che può ridurre i tempi amministrativi, ma la velocità dell’affidamento non risolve automaticamente il problema della qualità.

Per valutare un’asfaltatura occorre osservare la preparazione della superficie, la regolarità del manto, il raccordo con l’asfalto esistente, la posizione di tombini e caditoie, lo smaltimento dell’acqua e la comparsa di crepe o cedimenti nei mesi successivi. Nelle fonti consultabili non risultano pubblicati collaudi o risultati tecnici che consentano di esprimere un giudizio generale sulla qualità di tutti gli interventi.

Non sarebbe quindi corretto affermare che i nuovi asfalti siano stati eseguiti male. Allo stesso modo, non è possibile considerarli tutti perfetti sulla base dei soli annunci di conclusione dei lavori. La durata dovrà essere verificata nel tempo.

Le critiche e il problema delle transenne

Negli ultimi anni consiglieri comunali e cittadini hanno più volte segnalato buche e cedimenti rimasti transennati per periodi prolungati. Nel 2025 Emanuele Locci e Maurizio Sciaudone presentarono una proposta per stabilire tempi certi di intervento e creare un registro online dei dissesti, aggiornato con lo stato delle riparazioni.

Anche Fabrizio Priano è intervenuto attraverso i social sulle condizioni di strade e marciapiedi, richiamando in particolare l’attenzione su alcuni punti ritenuti particolarmente delicati, come il marciapiede del cavalcavia di viale Brigata Ravenna.

Queste dichiarazioni rappresentano posizioni politiche e segnalazioni, non collaudi tecnici. Il tema posto, tuttavia, è concreto: una transenna è necessaria per delimitare un pericolo, ma non può diventare il sostituto permanente della manutenzione.

Sarebbe utile conoscere quanti dissesti siano attualmente transennati, da quanto tempo, quale ufficio li abbia presi in carico e quando sia previsto il ripristino. Un registro pubblico potrebbe evitare segnalazioni duplicate e permettere ai cittadini di seguire l’intervento senza dover ricominciare ogni volta da capo.

Centro, quartieri e sobborghi

La scelta delle priorità rappresenta uno degli aspetti più delicati. Gli interventi nel centro storico sono necessari perché porfido, lastre e pavimentazioni di pregio richiedono manutenzioni specifiche. Allo stesso tempo, nei quartieri e nei sobborghi esistono strade molto frequentate e marciapiedi utilizzati quotidianamente che non possono essere considerati secondari.

L’Amministrazione ha dichiarato di voler distribuire le opere sull’intero territorio, dedicando particolare attenzione alle periferie. L’elenco degli attraversamenti rialzati comprende effettivamente centro, quartieri e sobborghi. Per le asfaltature e i marciapiedi, però, manca ancora un unico elenco pubblico aggiornato attraverso il quale verificare la distribuzione territoriale delle risorse.

Un piano trasparente dovrebbe indicare per ogni intervento la strada, il tratto interessato, il tipo di lavoro, l’importo, la data prevista, lo stato di avanzamento e l’esito del controllo finale. Non servirebbe una struttura complessa: sarebbe sufficiente una tabella aggiornata periodicamente sul sito del Comune.

A mio parere, i cantieri avviati rappresentano un segnale positivo e sarebbe scorretto negarli. Il rifacimento del porfido, gli interventi in piazza Divina Provvidenza e il programma degli attraversamenti rialzati sono opere concrete e documentate.

Sarebbe però altrettanto sbagliato considerarli sufficienti per dichiarare risolto il problema. La stessa Amministrazione ha riconosciuto che le risorse disponibili non coprono tutte le necessità e che il recupero dei marciapiedi richiederà diversi anni.

La vera novità non dovrebbe essere soltanto l’apertura di nuovi cantieri, ma la costruzione di un metodo verificabile: censimento dei dissesti, priorità motivate, tempi pubblici, riparazioni definitive e controlli sulla durata.

Buche e marciapiedi non sono un problema puramente estetico. Incidono sulla sicurezza di pedoni, ciclisti, motociclisti e automobilisti, sull’accessibilità per le persone con disabilità e sull’immagine complessiva della città.

Gli alessandrini hanno diritto di sapere non soltanto dove è stato steso nuovo asfalto, ma anche quali problemi restano, quando verranno affrontati e con quali risultati. Solo attraverso informazioni complete sarà possibile distinguere le polemiche generiche dalle criticità documentate e valutare correttamente il lavoro dell’Amministrazione.

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GEO: Alessandria, Piemonte, Italia

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Crediti immagine: Immagine originale generata con intelligenza artificiale. La scena è rappresentativa e non documenta persone, luoghi o interventi realmente avvenuti.


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