Rileggere Francesco a 800 anni dalla sua transito significa ritrovare un'idea di scuola e di società basata sull'ascolto, sulla cura, sull'empatia e sull'armonia con il creato. Un messaggio che Dante ha reso immortale nella nostra letteratura e che la pedagogia di oggi continua a raccogliere come traccia viva per formare persone libere, responsabili e capaci di dialogo.
Il Canto XI del Paradiso è uno dei testi chiave della Divina Commedia in cui la struttura teologica e poetica di Dante si converte direttamente in un modello pedagogico. L'oratore è San Tommaso d'Aquino, un domenicano che celebra la vita di San Francesco: un gesto educativo fondamentale che insegna il valore dell'umiltà, dell'integrazione del sapere e del superamento dei confini di scuola e di ordine.
Francesca Giordano
La Pedagogia dell'Esempio: La Fama come Testimone Educativo
Dante apre il Canto contrapponendo la vanità delle preoccupazioni umane (la legge, la medicina, i sacerdozi, il potere) alla gioia spirituale di Beatrice e del Cielo del Sole.
L'intuizione: L'apprendimento autentico non avviene tramite l'accumulo di titoli o l'esercizio del potere, ma attraverso la forza dell'esempio incarnato (l'exemplum medievale).
Elemento pedagogico: La vita di Francesco viene presentata non come una teoria teologica astratta, ma come un agire concreto nel vissuto. San Tommaso non spiega una dottrina; racconta la storia di un uomo il cui comportamento ha cambiato la storia. Nel contesto educativo, l'educatore non convince per quello che dice, ma per ciò che vive e testimonia.
La Metafora del "Sole": La Luce come Risveglio della Conoscenza
Al verso 50, Assisi viene ribattezzata da Dante con un celebre passaggio:
«Di questa costa, là dov’ ella frange / più sua rattezza, nacque al mondo un sole, / come fa questo talvolta di Gange. / Però chi d’esso loco fa parole, / non dica Ascesi, ché direbbe corto, / ma Oriente, se proprio dir vuole.»
L'intuizione: Francesco non è semplicemente un uomo pio, è una forza cosmica e illuminatrice che nasce per riscaldare un mondo intorpidito.
Elemento pedagogico: La conoscenza e la virtù hanno una funzione maieutica e illuminante. L'educatore moderno trova qui il concetto di "oriente": educare significa indicare un'origine di luce, risvegliare le potenzialità latenti e trasformare l'ambiente sociale e umano in cui si opera.
La "Pedagogia dello Sposalizio": Scelta, Passione e Coraggio
Uno dei nuclei simbolici più potenti del Canto è l'allegoria dello sposalizio tra Francesco e la Povertà La Povertà, vedova da oltre mille anni (dalla morte di Cristo), era disprezzata e ignorata da tutti finché Francesco non se ne innamora giovanissimo, scontrandosi con il padre e davanti al tribunale vescovile.
L'intuizione: L'atto educativo e la crescita personale richiedono scelta radicale e coraggio di andare controcorrente.
Elemento pedagogico:
La passione cognitiva ed etica: Francesco non sceglie la povertà per privazione o rinuncia stoica, ma per amore. Ogni vero percorso educativo nasce dal desiderio e dalla passione verso un ideale.
L'anticonformismo formativo: L'educazione non è adattamento passivo alle regole sociali (rappresentate dal padre Bernardone), ma capacità di rompere con gli schemi dominanti per perseguire un valore superiore.
Il Principio della Contagiosità Educativa: Il "Seguiter" dei Primi Compagni
Subito dopo le nozze mistiche tra Francesco e la Povertà, Dante descrive la nascita della prima comunità: Bernardo di Quintavalle, Egidio e Silvestro vedono la gioia di Francesco e decidono di spogliarsi di tutto per seguirlo.
«La lor concordia e i lor lieti sembianti, / amore e maraviglia e dolce sguardo / facieno esser cagion di pensieri santi; / tanto che ’l venerabile Bernardo / si scalzò prima, e corse a tanta pace...»
L'intuizione: La virtù si trasmette per attrazione, non per imposizione normante.
Elemento pedagogico: La maraviglia e la concordia generano l'emulazione. La comunità educante nasce attorno a una bellezza visibile e vissuta. È la testimonianza della gioia condivisa a rendere un percorso di crescita desiderabile per gli altri.
L'Umiltà e il Riconoscimento delle Istituzioni
Dante sottolinea come Francesco si presenti davanti al Papa (Innocenzo III e poi Onorio III) senza alcuna vergogna per le sue origini umili o per l'abito povero, ottenendo il riconoscimento della sua Regola.
L'intuizione: L'innovazione carismatica non deve distruggere l'istituzione, ma rigenerarla dall'interno.
Elemento pedagogico: La pedagogia francescana combina la spinta profetica e libertaria con il rispetto per la comunità istituzionale. Insegna l'equilibrio tra la libertà del singolo e l'appartenenza a una comunità regolata, valore imprescindibile di ogni processo formativo e civico.
La Valenza Pedagogica dell'Incrocio degli Ordini (L'Eterogeneità)
Un aspetto strutturale straordinario del Canto XI è che a celebrare San Francesco (fondatore dei Francescani) sia San Tommaso d'Aquino (membro dell'ordine dei Domenicani). Nel Canto XII avverrà il contrario: il francescano San Bonaventura da Bagnoregio multerà la vita di San Domenico.
L'intuizione: Superare le rivalità di fazione per riconoscere il bene dell'altro.
Elemento pedagogico: Questa scelta strutturale dantesca è una vera e propria lezione di dialogo e umiltà intellettuale. Insegna il superamento dell'egocentrismo e del corporativismo: riconoscere il valore altrui è il segno distintivo della maturità cognitiva e spirituale.

«Pace e Bene»
RispondiElimina(in latino: Pax et Bonum)