Piazza della Libertà, Confcommercio contro il nuovo varco: «Ad Alessandria prima si chiude, poi si pensa»
La discussione sul futuro del centro di Alessandria torna a concentrarsi su mobilità, commercio e accessibilità. L’attivazione del nuovo varco dell’Area Pedonale Urbana in Piazza della Libertà ha provocato una dura presa di posizione di Confcommercio Alessandria, che non contesta in assoluto la pedonalizzazione, ma il metodo seguito per introdurla. È un tema che merita attenzione perché va oltre una telecamera o una strada chiusa: riguarda quale idea di centro vogliamo costruire, come renderlo più attrattivo e quale equilibrio trovare tra qualità urbana, residenti, mobilità e sopravvivenza delle attività commerciali. La riqualificazione dei centri storici è certamente necessaria, ma perché produca risultati positivi occorrono progettazione, confronto e una valutazione seria degli effetti delle decisioni.
Pier Carlo Lava
Confcommercio: prima il progetto, poi le limitazioni al traffico
La posizione dell’associazione parte da un principio preciso: la pedonalizzazione non sarebbe positiva o negativa in sé, ma dovrebbe essere considerata uno degli strumenti di una strategia complessiva di rigenerazione urbana.
Secondo Confcommercio, le esperienze che funzionano meglio sono quelle nelle quali una limitazione al traffico arriva al termine di un percorso fondato sull’analisi dei flussi, della sosta, delle provenienze dei visitatori, dei tempi di permanenza e delle ricadute economiche. Prima occorrerebbe quindi stabilire quale funzione assegnare a una piazza o a una strada, quali attività favorire, quali servizi offrire e come aumentare l’attrattività dell’area.
Nel caso di Piazza della Libertà, secondo l’associazione, sarebbe invece accaduto il contrario: prima l’intervento sull’accessibilità e soltanto successivamente la riflessione sulla trasformazione dello spazio urbano.
Da qui la frase scelta dal presidente di Confcommercio Alessandria, Vittorio Alberto Ferrari, per sintetizzare la critica: «Ad Alessandria si continuano a fare le cose al contrario: prima si chiude, poi si pensa a cosa fare di quello spazio».
Il timore per il commercio del centro
Uno dei punti centrali riguarda inevitabilmente le attività commerciali. Il commercio urbano affronta da anni la concorrenza della grande distribuzione e dei poli commerciali periferici, facilmente raggiungibili in automobile e generalmente dotati di ampi parcheggi.
Confcommercio sostiene quindi che qualsiasi riduzione dell’accessibilità del centro dovrebbe essere accompagnata da interventi capaci contemporaneamente di aumentarne l’attrattività. Altrimenti, secondo l’associazione, il rischio è che una parte dei consumatori scelga semplicemente altre destinazioni per gli acquisti.
È probabilmente questo il nodo sul quale sarà più utile disporre di dati concreti. Quanto incide realmente un nuovo varco sulla frequentazione del centro? Cambiano i flussi pedonali? Diminuiscono o aumentano gli accessi? Quali effetti si registrano sulla sosta e sulle attività economiche?
Confcommercio ha annunciato proprio per questo un monitoraggio specifico degli effetti del varco di Piazza della Libertà, con l’intenzione di rendere pubblici i risultati.
Il Laboratorio di Analisi e Rigenerazione Urbana
L’associazione sottolinea inoltre di avere sviluppato negli anni un proprio patrimonio di studi attraverso il Laboratorio permanente di Analisi e Rigenerazione Urbana, nato anche dalla collaborazione con la Facoltà di Architettura della Sapienza Università di Roma e collegato alle attività di Cities, il progetto nazionale di Confcommercio dedicato alle trasformazioni urbane.
Il sistema utilizzato dall’associazione analizza diversi elementi della vita del centro: frequentazione, provenienza dei visitatori, permanenza, comportamenti di spesa e caratteristiche della sosta, mettendo inoltre a confronto l’offerta del centro cittadino con quella dei principali poli commerciali esterni.
Confcommercio sostiene che queste informazioni dovrebbero essere messe maggiormente al centro delle scelte amministrative, proprio perché consentono di verificare preventivamente gli effetti possibili di un intervento.
«Confronto prima delle decisioni»
Un altro elemento della posizione riguarda il ruolo delle associazioni di categoria. Confcommercio non rivendica un potere di veto sulle decisioni dell’amministrazione, ma chiede un confronto preventivo, in particolare quando gli interventi possono modificare significativamente accessibilità e organizzazione commerciale del centro.
L’associazione richiama anche il Distretto Urbano del Commercio, nato proprio come luogo di collaborazione tra soggetti pubblici e privati sulle politiche del centro, sostenendo che in questa occasione non sarebbe stato coinvolto.
Il punto sollevato è quindi soprattutto quello della sequenza: analizzare, confrontarsi, progettare e successivamente decidere gli interventi sulla mobilità.
Le quattro richieste all’amministrazione
Confcommercio propone innanzitutto che ogni intervento significativo sulla mobilità del centro sia preceduto da una consultazione strutturata delle rappresentanze economiche. Chiede inoltre che le decisioni vengano accompagnate da valutazioni sugli effetti relativi a traffico, sosta, flussi pedonali e conseguenze economiche e sociali.
La terza richiesta riguarda la necessità di collegare qualsiasi nuova pedonalizzazione a un vero progetto di rigenerazione urbana, sociale e commerciale, evitando che la semplice chiusura al traffico venga considerata di per sé una riqualificazione.
Infine Confcommercio chiede di riaprire il confronto sul varco di Piazza della Libertà, verificandone gli effetti attraverso i dati e mantenendo aperta la possibilità di modificarne l’impostazione.
La vera sfida è rendere il centro più attrattivo
Al di là del confronto tra Confcommercio e amministrazione, rimane una questione fondamentale per Alessandria: un centro storico non può vivere soltanto di divieti o di automobili. Ha bisogno di persone.
La vera sfida consiste quindi nel costruire un centro nel quale valga la pena andare e rimanere: negozi, ristorazione, cultura, eventi, decoro, illuminazione, sicurezza, servizi, verde urbano, parcheggi e collegamenti efficienti devono essere parti dello stesso progetto.
Una zona pedonale può rappresentare una straordinaria opportunità quando diventa uno spazio vissuto e attrattivo. Può invece creare difficoltà quando alla limitazione dell’accesso non corrisponde un motivo sufficientemente forte per raggiungere comunque quella zona.
Per questo il monitoraggio annunciato da Confcommercio potrà essere interessante: consentirà di spostare almeno una parte della discussione dalle opinioni ai numeri. E su una questione così importante per il futuro del cuore di Alessandria, conoscere gli effetti reali delle decisioni dovrebbe essere interesse di tutti.
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Alessandria Post continuerà a seguire il confronto sulla mobilità e sulla rigenerazione del centro cittadino, con particolare attenzione agli effetti del nuovo varco di Piazza della Libertà su commercio, accessibilità e frequentazione dell’area urbana.
Immagine generata con I.A.
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