| Giovanni Pascoli, tra i maggiori poeti italiani, autore de La nonna, poesia dedicata alla figura affettuosa e protettiva della nonna. |
Pier Carlo Lava
La poesia
LA NONNA
Giovanni Pascoli
La nonna, i bambini e il contrasto fra due età della vita
L'immagine iniziale contiene già l'intera poesia. Da una parte ci sono i bambini, con i loro “riccioli al vento” e i “biondi corimbi”, immagini di movimento, luce e vitalità; dall'altra appare il “capo d'argento” della nonna. Pascoli mette così una accanto all'altra l'infanzia e la vecchiaia, l'inizio e la conclusione della vita. Non lo fa però per separarle. Al contrario, le avvicina attraverso l'affetto. I bambini cercano quelle mani tremanti e quel volto anziano con naturale allegria: per loro la fragilità della nonna non rappresenta ancora la vecchiaia o la morte, ma semplicemente una presenza familiare che li ama.
È uno dei tratti più profondamente pascoliani del componimento. Nel mondo poetico di Pascoli la famiglia rappresenta il “nido”, il luogo nel quale l'essere umano cerca protezione contro il dolore e la precarietà dell'esistenza. Anche qui il nido è fatto di pochissime cose: il fuoco domestico, una vecchia seduta sul suo “umile trono”, i bambini, il pianto, una richiesta di perdono. Una quotidianità apparentemente minima che diventa, attraverso la poesia, qualcosa di universale.
Quel “sì” ripetuto che racchiude una vita
La parola decisiva è “sì”. Pascoli la ripete continuamente fino a trasformarla quasi nel battito della poesia. All'inizio sembra semplicemente il movimento involontario della testa tremante della donna anziana; poco alla volta, però, quel gesto assume un significato diverso. È disponibilità verso i bambini, indulgenza, perdono, accettazione.
La nonna dice sì alle piccole necessità della famiglia e sembra avere ormai ridotto tutta la propria esistenza a quella sola parola. Ma proprio per questo il “sì” diventa enorme. Non rappresenta debolezza: è la forma estrema di un amore che non chiede nulla per sé.
Poi l'atmosfera cambia. Compare un bambino malato e nella stanza entra una presenza terribile: la Morte, che Pascoli personifica e rende quasi visibile. Si muove nell'ombra, osserva il letto, incombe durante le notti interminabili. A quel punto il lettore comprende che il “sì” della nonna non è più soltanto quello pronunciato alle richieste dei nipoti.
Diventa un sì rivolto al destino.
La Morte prende la nonna e lascia vivere il bambino
Il finale è uno dei momenti più commoventi della poesia. La Morte sembra dover scegliere e prende la nonna lasciando vivere il bambino. Pascoli non costruisce una scena enfatica: tutto accade attraverso quel piccolo movimento della testa che aveva accompagnato l'intero componimento. Il “brivido blando” precede “l'ultimo sì”.
È difficile non leggere in questi versi l'immagine di un sacrificio. La nonna sembra accettare di andarsene perché il bambino possa rimanere. Naturalmente non siamo davanti a un racconto realistico, ma alla rappresentazione poetica di qualcosa che appartiene profondamente all'idea stessa dell'amore familiare: la generazione più anziana lascia il proprio posto a quella che viene dopo.
Ecco perché la poesia, pur parlando apertamente della morte, non è soltanto triste. Dentro quell'ultimo sì continua la vita.
Una poesia che parla ancora ai nonni e ai nipoti di oggi
A più di un secolo dalla sua composizione, “La nonna” conserva una sorprendente capacità di emozionare. Sono cambiate le famiglie, è cambiato il ruolo sociale degli anziani e sono profondamente cambiate le condizioni della vecchiaia. Non è cambiato, però, quel rapporto particolare che può nascere tra nonni e nipoti.
I nonni sono spesso i depositari della memoria familiare: attraverso di loro un bambino scopre persone che non ha conosciuto, luoghi che non ha visto, storie accadute prima della sua nascita. Sono un ponte fra ciò che siamo e ciò che eravamo.
Pascoli riesce a raccontare tutto questo senza proclami. Gli basta una vecchia donna seduta accanto al fuoco, circondata dai bambini, e una parola ripetuta fino alla fine.
Sì.
Forse è proprio questa la forza più grande della poesia: ricordarci che alcuni degli amori più importanti della nostra vita non hanno bisogno di molte parole. E che, quando le persone che ci hanno amato non ci sono più, continuano a vivere nella memoria di chi resta.
Nella Festa dei Nonni, La nonna di Giovanni Pascoli diventa così non soltanto una pagina della grande poesia italiana, ma un invito personale: ricordare chi non c'è più e trovare il tempo per stare accanto a chi c'è ancora.
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Crediti: Immagine generata con Intelligenza Artificiale – elaborazione editoriale Alessandria Post
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