Se l'AI ci restituisce tempo, di questo tempo cosa ne faremo?
TBH 2026 porta al Teatro Lirico di Milano il tempo come nuova responsabilità della trasformazione del lavoro nell'era dell'intelligenza artificiale.
Due giorni di formazione, esperienze immersive e confronto tra neuroscienze, cultura d'impresa, innovazione e responsabilità sociale. Al centro del Forum ideato da Alessandra Riva, il tempo come nuova frontiera della leadership nell'era dell'AI.
Milano, 17 settembre 2026 – Per anni abbiamo chiesto alla tecnologia di aiutarci a fare di più in meno tempo. Oggi che l'intelligenza artificiale sembra poterci dare questa possibilità, si apre una domanda nuova: che cosa faremo di questo tempo liberato?
È partita da questa domanda la seconda edizione di Talent of Being Human – TBH, il Forum ideato da Alessandra Riva, AD di āvalore, che l'11 e 12 settembre ha portato al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano imprese, manager, docenti, professionisti e testimonial per due giornate dedicate al rapporto tra uomo, tempo e intelligenza artificiale.
Il percorso formativo si unisce all’arte per mostrare le diverse sfumature del confronto.
Liberamente ispirato a Momo di Michael Ende, TBH 2026 ha spostato il dialogo dalla sola efficienza alla responsabilità: non soltanto quanto tempo l'AI potrà farci risparmiare, ma come sceglieremo di investire il tempo liberato dall'automazione.
Il Forum, sviluppato attraverso quattro Atti – Il Tempo Interiore, Il Tempo Rubato, Il Tempo Ritrovato e Il Tempo Restituito – ha accompagnato il pubblico dall'esperienza individuale del tempo a una riflessione condivisa sul suo valore nel lavoro, nelle organizzazioni e nella società.
Nel primo Atto, Vincenzo Russo (Università IULM, Behaviour and Brain Lab) ed Erica Francesca Poli (medico psichiatra, psicoterapeuta e counselor), insieme ad Alessandra Riva, hanno esplorato il tempo come esperienza percepita dal cervello e dal corpo, tra neuroscienze, percezione, memoria e qualità della presenza.
Nel secondo Atto, dedicato a ciò che sottrae tempo e attenzione – accelerazione, sovraccarico, cultura dell'urgenza – è stata proposta l'esperienza "Il Mercato delle Possibilità", un gioco collettivo in cui il pubblico ha potuto "acquistare" i propri desideri investendo le proprie settimane di vita come moneta, rendendo tangibile il prezzo nascosto delle proprie scelte.
Il tema è stato ripreso anche da Luca Casadei (autore, imprenditore e ideatore del podcast One More Time) e Marco Balich (creative director e produttore di grandi cerimonie ed eventi internazionali), sul valore del racconto e dell'esperienza condivisa.
Davide Gambardella (formatore AI, consulente di digital marketing e comico), ha esplorato il paradosso di un'AI che promette tempo ma può sottrarre capacità cognitive e relazionali.
Nel terzo Atto, con "Dare forma al Tempo", Alessandra Riva ha guidato il pubblico attraverso tre trappole temporali – un passato che trattiene, un presente colonizzato dall'urgenza, un futuro che arriva prima del tempo. Il tema è entrato poi nelle organizzazioni con la tavola rotonda "Quando il Tempo diventa Cultura", moderata da Cecilia de' Guarinoni (Air Liquide) con Roberto Saliola (Manageritalia), Sergio Luciano (Economy e Investire), Davide Manstretta (BlackRock) e Laura Bartoli (NTT DATA), trattando di come reinvestire tempo umano reso disponibile dall'AI. È seguito l'intervento di Erica Francesca Poli, "Lo specchio magico", sul rapporto tra intelligenza artificiale, percezione e identità.
Nel quarto Atto, il tempo è diventato dono, investimento e cura: Edoardo Stoppa e Juliana Moreira hanno raccontato il proprio impegno sociale; con Oscar Pasquali di Generation Italy, il tempo è diventato investimento sul futuro dei giovani e ponte tra formazione e mondo del lavoro. Con LILT e la Pigiama Run, partecipazione e presenza si sono tradotte invece in attenzione e cura.
A chiudere il Forum, un'esperienza musicale collettiva guidata da Giuseppe Califano e Daniel Kollè, in cui ascoltare l'altro è diventato il primo gesto per trovare il proprio ritmo.
Con questa seconda edizione, Talent of Being Human consolida il proprio percorso mettendo al centro la capacità delle persone e delle organizzazioni di governare la tecnologia senza delegarle ciò che resta profondamente umano: la responsabilità di scegliere.
Pubblicato da Maria Pellino
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