Spinetta Marengo, nuova AIA Syensqo: limiti più severi sui PFAS e controlli rafforzati su ambiente e salute

Veduta panoramica del polo chimico di Spinetta Marengo ad Alessandria, interessato dal rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale e dai controlli sui PFAS
Veduta del polo chimico di Spinetta Marengo. La nuova AIA dello stabilimento Syensqo introduce prescrizioni più restrittive sulle emissioni, sui PFAS e sul monitoraggio ambientale.

La nuova Autorizzazione Integrata Ambientale dello stabilimento Syensqo di Spinetta Marengo introduce un quadro di prescrizioni sensibilmente più restrittivo rispetto al passato: progressiva eliminazione del cC6O4, nuovi limiti alle emissioni di PFAS, controlli sull'aria e sulle acque, monitoraggio ambientale esterno e Valutazione di Impatto Sanitario. Un passaggio particolarmente importante per Spinetta e per Alessandria, dove il rapporto tra attività industriale, tutela ambientale e salute dei cittadini rimane da anni al centro dell'attenzione.

Pier Carlo Lava

Il tema è tornato al centro del confronto pubblico nell'incontro del 17 settembre al Marengo Museum, organizzato per illustrare alla popolazione i contenuti della nuova AIA e aggiornare cittadini e associazioni sulle attività relative ai PFAS. All'appuntamento hanno partecipato la Task Force regionale, Provincia di Alessandria, ARPA Piemonte e ASL AL. 

Il procedimento per il rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale aveva raggiunto un passaggio decisivo il 5 agosto 2026, quando si era conclusa la Conferenza dei servizi. Provincia, Comune di Alessandria, ARPA e ASL avevano annunciato congiuntamente la definizione di un quadro autorizzativo significativamente più restrittivo rispetto al precedente

Dal 2027 stop alla produzione di cC6O4

Una delle prescrizioni più importanti riguarda il cC6O4, sostanza appartenente alla famiglia dei PFAS.

Dal 1° gennaio 2027 non ne sarà più autorizzata la produzione nello stabilimento di Spinetta Marengo. L'utilizzo successivo sarà limitato alle quantità già presenti nel sito e destinate a due sole produzioni per le quali, secondo quanto riportato dagli enti, non esiste attualmente una soluzione tecnologica alternativa.

Queste produzioni rappresentano complessivamente circa l'1% dei volumi di prodotto finito dello stabilimento e, a regime, dovranno anch'esse essere realizzate utilizzando tecnologia NFS, cioè senza tensioattivi fluorurati. 

Nuovi limiti per i PFAS nei camini

Particolarmente rilevante è il capitolo delle emissioni atmosferiche.

Per la prima volta sono stati individuati valori limite specifici per la somma dei PFAS, oltre a limiti dedicati a PFOA e PFOS, per i camini collegati agli impianti che utilizzano o hanno utilizzato tensioattivi PFAS.

Il nuovo sistema prevede una riduzione progressiva.

Il limite iniziale per la somma dei PFAS viene fissato a 10 microgrammi per metro cubo, per poi scendere a 5 microgrammi dal 1° luglio 2027. Negli anni successivi sono previste ulteriori riduzioni fino ad arrivare, per la quasi totalità dei camini interessati, a 0,1 microgrammi per metro cubo entro il 1° luglio 2030

Si tratta quindi di un percorso pluriennale, nel quale le prescrizioni diventano progressivamente più severe.

Aria, acqua e fiume Bormida

La nuova impostazione non riguarda soltanto ciò che viene emesso dai camini.

Il provvedimento prevede anche un piano pluriennale per la gestione e la riqualificazione delle reti idriche interrate, con l'obiettivo di aumentare la sicurezza degli impianti e rendere più efficaci controlli e ispezioni.

Vengono inoltre introdotti valori-obiettivo più restrittivi per il fiume Bormida relativamente a cC6O4 e MFS/ADV. 

È un aspetto importante perché il monitoraggio delle acque nell'area di Spinetta non nasce oggi. ARPA continua a seguire sia le acque superficiali sia quelle sotterranee e, per queste ultime, i dati relativi al 2025 hanno confermato la persistenza di contaminazioni da solventi clorurati, cromo esavalente e PFAS, all'interno del sito e all'esterno lungo la direzione di deflusso della falda verso la Bormida. 

Monitoraggio dell'aria e salute

Un altro elemento nuovo è il rafforzamento del rapporto tra controllo ambientale e tutela sanitaria.

La nuova AIA prescrive infatti l'elaborazione di una Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) e disciplina il monitoraggio ambientale esterno, con particolare attenzione alla presenza nell'aria di PFAS e composti clorurati e fluorurati.

L'esecuzione del monitoraggio viene affidata ad ARPA Piemonte, mentre specifici obblighi vengono posti a carico del gestore dello stabilimento. 

Anche questo passaggio merita attenzione. Nel monitoraggio condotto nel 2025, ARPA ha rilevato che i PFAS presenti nel particolato atmosferico di Spinetta tendono ad associarsi soprattutto alle frazioni più fini, PM2,5 e in particolare PM1. L'Agenzia precisa però che attualmente non esistono limiti normativi per i PFAS nell'aria ambiente, e ciò impedisce un confronto diretto con valori di legge. 

Il recente episodio del 9 settembre

Il tema dei controlli assume ulteriore importanza dopo quanto avvenuto nello stabilimento la mattina del 9 settembre.

Intorno alle 5 Syensqo ha segnalato ad ARPA un'emergenza interna dovuta a una perdita di acido fluoridrico (HF) da uno dei reparti.

Le squadre interne hanno attivato i sistemi di abbattimento ad acqua e successivamente sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco. Alle 6.40 l'azienda ha dichiarato conclusa la fase di emergenza interna. 

È però altrettanto importante riferire integralmente l'esito dei primi controlli.

ARPA ha verificato in tempo reale il sistema di monitoraggio degli acidi della stazione di via Genova, che non ha evidenziato valori positivi. Sono state inoltre effettuate misurazioni nelle aree esterne allo stabilimento e i valori rilevati con la strumentazione portatile sono risultati inferiori ai limiti di rilevabilità degli strumenti

Non sarebbe quindi corretto trasformare quell'episodio nella prova di una contaminazione esterna accertata.

Una questione che riguarda tutta Alessandria

Il rinnovo dell'AIA rappresenta dunque un passaggio importante, ma non può essere considerato il punto finale della vicenda ambientale di Spinetta Marengo.

La vera verifica arriverà con l'applicazione concreta delle prescrizioni: riduzione delle emissioni, progressivo abbandono del cC6O4, rispetto dei nuovi limiti, monitoraggio dell'aria e delle acque, Valutazione di Impatto Sanitario e controlli indipendenti di ARPA.

Per i cittadini sarà fondamentale anche poter conoscere con continuità i risultati.

Spinetta Marengo ospita un polo industriale attivo da oltre un secolo, nel quale si sono succedute produzioni e proprietà differenti. La situazione ambientale attuale è quindi il risultato di una storia lunga e complessa, che non può essere ricondotta a un singolo episodio o a un'unica sostanza. 

Proprio per questo la nuova AIA assume un'importanza che va oltre un semplice procedimento amministrativo: stabilisce le condizioni con cui una delle maggiori realtà industriali del territorio potrà continuare a operare e, contemporaneamente, fissa strumenti più stringenti per controllarne l'impatto sull'ambiente e sulla salute.

Su un tema così sensibile, l'obiettivo deve rimanere duplice: controlli rigorosi e dati accessibili ai cittadini, distinguendo sempre ciò che viene effettivamente rilevato dalle preoccupazioni, pur comprensibili, che accompagnano da anni la situazione di Spinetta Marengo.

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Spinetta Marengo, nuova Autorizzazione Integrata Ambientale per lo stabilimento Syensqo: limiti progressivamente più severi per i PFAS, stop alla produzione di cC6O4 dal 2027, monitoraggio di aria e acque e nuove prescrizioni per la tutela ambientale e sanitaria.

GEO: Spinetta Marengo – Alessandria – Piemonte – Italia

Fonti: Regione Piemonte; ARPA Piemonte – documentazione e aggiornamenti sul rinnovo dell’AIA, sul monitoraggio dei PFAS e delle acque sotterranee e sull’episodio del 9 settembre 2026.

Nota: Ricerche effettuate con il supporto dell’intelligenza artificiale, sulla base di fonti istituzionali, e sottoposte a verifica e revisione editoriale.

Alessandria Post:

ItaliaNewsPost:
italianewspost.com

Credito: Foto fornita alla redazione / archivio Alessandria Post.

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