Quasi ottocento giovani italiani scelgono di dedicare una parte importante della propria vita al servizio degli altri, in Italia e in numerosi Paesi del mondo. È questo uno degli aspetti più significativi dell’avvio del nuovo ciclo 2026-2027 del Servizio civile universale promosso dalla FOCSIV. In un periodo internazionale segnato da guerre, disuguaglianze e forti tensioni sociali, la scelta di centinaia di ragazze e ragazzi di impegnarsi nella cooperazione, nell'inclusione e nel sostegno alle persone più fragili rappresenta una notizia che merita attenzione.
Pier Carlo Lava
Da venerdì 18 settembre prendono servizio circa 200 volontari, impegnati in progetti distribuiti in 14 regioni italiane. Dal 9 ottobre sarà invece la volta di circa 600 giovani destinati all'estero, dove opereranno in una cinquantina di Paesi tra Africa, America Latina, Asia, Medio Oriente ed Europa.
I numeri raccontano la dimensione dell'iniziativa, ma dietro ciascun posto di Servizio civile c'è soprattutto una scelta personale: dedicare mesi della propria vita a un'attività che mette insieme solidarietà, cittadinanza attiva, formazione e crescita professionale.
In Italia accanto alle persone e ai territori
Nei progetti italiani i volontari saranno coinvolti in numerosi ambiti: dalle iniziative educative e di sensibilizzazione alla promozione dell'inclusione sociale attraverso lo sport, dall'assistenza alle persone fragili al sostegno di chi è arrivato nel nostro Paese dopo essere fuggito da situazioni di povertà o dalla mancanza di diritti.
La presidente di FOCSIV, Ivana Borsotto, sottolinea come questi giovani diventino sui territori testimoni di una concreta scelta di impegno civico, contribuendo nello stesso tempo a rafforzare le attività delle organizzazioni nelle quali saranno inseriti.
Il Servizio civile assume così una doppia dimensione: da una parte offre un aiuto concreto alle comunità, dall'altra permette ai giovani di confrontarsi direttamente con problemi sociali che spesso vengono conosciuti soltanto attraverso i mezzi di informazione.
Circa 600 giovani verso una cinquantina di Paesi
Particolarmente significativa è la componente internazionale. Nel bando di quest'anno FOCSIV aveva messo a disposizione circa 640 posti all'estero nei progetti Caschi Bianchi, un numero che, secondo la Federazione, rappresenta il livello più alto finora raggiunto.
I volontari affiancheranno organizzazioni e comunità locali impegnate in programmi di sviluppo, tutela dei diritti ed empowerment, operando in realtà sociali, economiche e culturali molto differenti da quelle italiane.
Non si tratta quindi semplicemente di "andare all'estero". L'obiettivo è inserirsi all'interno di progetti organizzati, con una preparazione specifica e un percorso di accompagnamento.
Ed è probabilmente proprio questo uno degli aspetti più interessanti del Servizio civile: consentire a giovani con meno di 29 anni di conoscere direttamente altre realtà del mondo e, contemporaneamente, acquisire competenze e una maggiore consapevolezza del proprio ruolo nella società.
Il significato dei "Caschi Bianchi"
La denominazione Caschi Bianchi richiama una concezione della pace fondata sull'intervento civile e non armato. È un modello che punta sulla cooperazione, sul dialogo, sulla prevenzione dei conflitti e sul rafforzamento delle comunità locali.
La presidente Borsotto inserisce l'avvio dei nuovi progetti nel difficile scenario internazionale contemporaneo, richiamando i conflitti in Ucraina e in Palestina e le numerose crisi che ricevono un'attenzione mediatica molto minore.
Secondo FOCSIV, proprio in una fase storica di questo genere assumono maggiore rilevanza le esperienze capaci di costruire relazioni tra persone e comunità differenti.
Non soltanto volontariato: formazione e competenze
Un'altra componente fondamentale è quella formativa.
Donato Argentiero, coordinatore dell'Ufficio Formazione, Volontariato e Servizio civile di FOCSIV, ricorda che all'avvio operativo seguiranno la formazione generale e quella specifica.
L'obiettivo dichiarato è accompagnare volontarie e volontari in un percorso che produca una crescita sia umana sia professionale.
Il Servizio civile universale, inoltre, affonda le proprie radici nel principio costituzionale della difesa della Patria, interpretato attraverso modalità civili, non armate e nonviolente. È una dimensione importante perché aiuta a comprendere come il Servizio civile non debba essere considerato semplicemente un'esperienza lavorativa temporanea.
Ottocento storie che stanno per cominciare
Dietro la cifra complessiva dei quasi 800 volontari ci saranno dunque centinaia di esperienze differenti: giovani impegnati nelle città italiane, altri che partiranno per l'Africa, l'America Latina, l'Asia, il Medio Oriente o altri Paesi europei.
Alcuni lavoreranno accanto alle persone più vulnerabili, altri nei progetti educativi, nella cooperazione internazionale, nell'inclusione o nella tutela delle comunità.
Per molti potrebbe essere anche il primo vero confronto con responsabilità professionali e sociali lontano dall'ambiente nel quale sono cresciuti.
Ed è forse questo il valore più profondo del Servizio civile: non soltanto ciò che i giovani possono offrire alle comunità nelle quali opereranno, ma anche ciò che quelle comunità restituiranno loro in esperienza, conoscenza e consapevolezza.
In un tempo nel quale i giovani vengono spesso raccontati soprattutto attraverso le loro difficoltà – precarietà, disoccupazione, sfiducia nel futuro – la partenza di quasi ottocento ragazze e ragazzi offre anche un'altra prospettiva: quella di una generazione che, quando trova strumenti e opportunità per farlo, sceglie ancora di partecipare e di mettersi in gioco.
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GEO: Italia – Europa – Africa – America Latina – Asia – Medio Oriente
Alessandria Post: piercarlolava.blogspot.com
ItalianNewsPost: italianewspost.com
Descrizione immagine: Foto di gruppo di giovani volontari con le magliette FOCSIV, riuniti all'aperto. L'immagine accompagna l'articolo dedicato all'avvio del Servizio civile universale 2026-2027.
Credito/Fonte: FOCSIV – immagine fornita a corredo del comunicato stampa.
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