| Un momento del collegamento con Rete 4 dedicato alla storia della piccola Maddalena e al particolare momento vissuto dal Punto Nascita dell'Ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato. |
La nascita di una bambina può diventare il punto di partenza per parlare del futuro di un intero sistema sanitario. È quanto accade nella storia di Maddalena, nata il 19 luglio 2026 all’Ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato, raccontata da Gianluca Colletti. Una vicenda personale che si intreccia con un dato sorprendente: appena due giorni dopo, il Punto Nascita casalese avrebbe ospitato contemporaneamente dodici neonati. Ma dietro questo piccolo record c'è una questione molto più grande: quale sanità vogliamo costruire ad Alessandria e nella sua provincia per i prossimi venti o trent'anni?
Pier Carlo Lava
Il piccolo record del Santo Spirito
Il dato non è soltanto quello raccontato da Colletti. È confermato direttamente dall'ASL AL: il 21 luglio 2026 al Nido dell'Ospedale Santo Spirito erano presenti contemporaneamente 12 neonati. Ancora più significativo è l'andamento complessivo: dall'inizio dell'anno fino a quel momento erano stati registrati 139 parti contro i 99 dello stesso periodo del 2025, con un incremento del 40,4%.
È un risultato particolarmente interessante perché si inserisce in uno scenario nazionale caratterizzato da una persistente denatalità. Un Punto Nascita che registra un incremento così consistente rappresenta quindi qualcosa di più di una curiosità statistica: segnala anche la fiducia delle famiglie in una struttura e nelle persone che vi lavorano.
È proprio questo l'aspetto dal quale prende le mosse la riflessione di Gianluca Colletti, sindaco di Castelletto Monferrato e presidente del Distretto dei Sindaci ASL AL di Alessandria e Valenza. Colletti racconta la nascita della figlia Maddalena e ringrazia medici, ostetriche, infermieri, pediatri e operatori sanitari del Santo Spirito, sottolineando come l'assistenza sanitaria non possa essere ridotta alla sola prestazione clinica, ma debba comprendere attenzione, ascolto e umanità.
Dalla storia di una famiglia ai problemi della sanità
Ed è qui che il racconto cambia dimensione.
Una volta usciti dalla sala parto, rimangono sul tavolo le grandi questioni con cui cittadini e amministratori devono confrontarsi ogni giorno: liste d'attesa, medicina territoriale, medici di famiglia, Case di Comunità, RSA, integrazione sociosanitaria, personale e strutture ospedaliere.
Colletti pone una questione che merita attenzione: non basta costruire nuovi edifici sanitari se contemporaneamente non si costruisce ciò che dovrà esserci dentro e intorno a quegli edifici.
Un ospedale moderno ha bisogno di medici, infermieri e altri professionisti, tecnologie, organizzazione, ricerca e collegamenti efficienti con l'assistenza territoriale. È una distinzione fondamentale perché il futuro della sanità non può essere misurato esclusivamente in metri quadrati di nuove strutture.
La trasformazione territoriale, peraltro, è già in corso. Nella documentazione ASL AL relativa agli obiettivi aziendali figurano, tra gli interventi sulle Case di Comunità, quelli di Arquata Scrivia, Novi Ligure, Casale Monferrato e Valenza, con differenti scadenze programmate nel corso del 2026.
Il nuovo ospedale di Alessandria è una parte della risposta, non tutta la risposta
Il tema diventa ancora più importante guardando ad Alessandria.
La Regione Piemonte ha inserito il nuovo ospedale nella programmazione INAIL e ha indicato un percorso finalizzato alla progettazione e alla definizione del Progetto di fattibilità tecnica ed economica (PFTE).
È un investimento destinato inevitabilmente a modificare profondamente la sanità provinciale. Ma proprio qui emerge il punto centrale: il nuovo ospedale non può essere considerato isolatamente.
Bisogna chiedersi quale rapporto avrà con gli altri presidi della provincia, con la medicina generale, con le Case di Comunità, con l'assistenza domiciliare e con le strutture dedicate alla popolazione anziana.
In altre parole, occorre progettare contemporaneamente l'ospedale e la rete sanitaria nella quale dovrà operare.
C'è poi un'altra trasformazione di grande rilievo. L'11 giugno 2026 è stato annunciato dalla Regione Piemonte il riconoscimento ministeriale dell'IRCCS pubblico Alessandria-Casale Monferrato, un passaggio che rafforza il ruolo della ricerca e della cura specialistica nel territorio alessandrino e lega ancora più strettamente Alessandria e Casale all'interno di una prospettiva sanitaria comune.
Liste d'attesa: il banco di prova per i cittadini
Rimane però il problema che, molto spesso, determina la percezione quotidiana del funzionamento della sanità: quanto bisogna aspettare per essere visitati, sottoposti a un esame o ricevere una prestazione.
Colletti definisce l'abbattimento delle liste d'attesa una priorità e richiama la necessità di intervenire attraverso personale, organizzazione, investimenti, integrazione tra ospedale e territorio e collaborazione con il privato accreditato.
Ed è probabilmente uno dei punti sui quali sarà necessario misurare concretamente i risultati delle politiche sanitarie.
Perché il cittadino giudica inevitabilmente il sistema anche attraverso la propria esperienza: poter ottenere una visita nei tempi appropriati, trovare un medico, ricevere assistenza vicino a casa, essere seguito dopo una dimissione ospedaliera.
Una provincia che deve pensare alla sanità come sistema
Alessandria, Casale Monferrato, Novi Ligure, Tortona, Ovada, Acqui Terme e gli altri centri della provincia non possono essere considerati tante realtà sanitarie separate.
La sfida dei prossimi anni sarà sempre più quella di costruire una rete, nella quale gli ospedali affrontino le patologie e le situazioni che richiedono strutture specialistiche, mentre il territorio sia realmente in grado di seguire le persone prima e dopo il ricovero e, quando possibile, di evitare che arrivino impropriamente all'ospedale.
In questo quadro assume un valore simbolico anche la storia dalla quale siamo partiti.
Dodici neonati contemporaneamente in un Punto Nascita sono una bella notizia. Ma sono anche dodici nuovi cittadini ai quali il sistema sanitario dovrà garantire assistenza per tutta la vita.
Maddalena e gli altri bambini nati in quei giorni potrebbero essere adulti quando il nuovo assetto sanitario oggi in progettazione sarà pienamente maturo. È questa, forse, la prospettiva più interessante suggerita dal racconto di Gianluca Colletti: le decisioni sanitarie che prendiamo oggi non riguardano soltanto i problemi del presente. Stiamo decidendo quale sanità troveranno le generazioni che vengono dopo di noi.
Leggi l'articolo originale di Gianluca Colletti
GEO: Casale Monferrato – Alessandria – Piemonte – Italia
Fonte: Immagine tratta dall'articolo pubblicato sul sito di Gianluca Colletti; fotogramma del collegamento con Rete 4 – Diario Weekend. Ricevuta da Gianluca Coletti.
Articolo originale di Gianluca Colletti
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