Elisir, “Merci” segna il ritorno della formazione originale:

Copertina di “Merci”, nuovo singolo degli Elisir, con Paola Donzella in primo piano sul ponte e ambientazione parigina
“Merci”, il nuovo singolo degli Elisir: un ritorno alle radici francesi della band con uno sguardo musicale rivolto al presente.
 

Ci sono ritorni che nascono dalla nostalgia e altri che acquistano senso proprio perché il tempo è trascorso. Quello degli Elisir appartiene alla seconda categoria. Con “Merci”, Paola Donzella e Paolo Sportelli ritrovano la formazione originale della band e ripartono da un patrimonio musicale riconoscibile, fatto di chanson, jazz manouche e canzone d’autore italiana, aprendolo però a nuove sonorità. Il risultato è un brano che parla di gratitudine senza nascondere le ferite della vita: un ringraziamento rivolto non soltanto a ciò che ci ha resi felici, ma anche alle esperienze difficili che, con il passare degli anni, possono trasformarsi in consapevolezza.

Pier Carlo Lava

Merci” rappresenta dunque molto più di una reunion. È il primo capitolo di un nuovo percorso discografico degli Elisir, costruito attorno all'idea di conservare l'identità musicale maturata negli anni e, nello stesso tempo, renderla contemporanea. La formazione originale torna insieme per ragioni artistiche ma anche umane: ritrovare quel particolare suono nato dall'incontro delle diverse personalità dei cinque musicisti e riallacciare rapporti che il tempo aveva inevitabilmente allentato. 

“Merci”, un grazie alla vita scritto in francese

Il primo nucleo della canzone nasce da una melodia composta da Paolo Sportelli, sulla quale Paola Donzella decide di scrivere direttamente in francese. Non si tratta di una scelta puramente estetica: il francese riporta il gruppo a una delle sue principali radici culturali e artistiche.

La stessa Donzella spiega che “Merci” nasce dalla volontà di ringraziare la vita per ciò che ha dato, comprendendo in questo bilancio non soltanto gli incontri e i momenti felici, ma anche le ferite e le esperienze più difficili che il tempo ha trasformato in crescita. Il passato, quindi, non diventa un luogo nel quale rifugiarsi, ma una base dalla quale ripartire. 

È probabilmente questo uno degli aspetti più interessanti del brano: la gratitudine raccontata come sentimento adulto. Ringraziare non significa dimenticare ciò che ha fatto male, né trasformarlo artificialmente in qualcosa di positivo. Significa riconoscere che anche le esperienze più complesse finiscono per entrare nella nostra storia e contribuiscono a determinare ciò che siamo diventati.


Chitarra manouche, clarinetto ed elettronica

Musicalmente gli Elisir recuperano la loro firma sonora senza limitarsi a riprodurla. Chitarra manouche, clarinetto e contrabbasso convivono infatti con pianoforte, chitarre elettriche ed elementi elettronici utilizzati con discrezione.

La chitarra manouche di Daniele Gregolin sostiene gran parte della ritmica e dialoga con la voce, fino all'assolo centrale. Accanto alla componente acustica emergono chitarre elettriche con accenti funky e suggestioni anni Settanta. Il clarinetto compare nell'introduzione, nell'outro e nel bridge, nel quale trovano spazio anche synth bass ed elementi elettronici dal carattere più urban.

Il contrabbasso di Daniele Petrosillo costruisce la base del brano, mentre il pianoforte di Sportelli interviene sul piano armonico e timbrico. Alla batteria c'è Walter Calloni, protagonista di una lunga carriera attraverso rock, pop e jazz e musicista che conosce profondamente il linguaggio degli Elisir grazie alla collaborazione maturata negli anni. 

La formazione riunita vede quindi Paola Donzella alla voce, Daniele Gregolin alla chitarra manouche ed elettrica, Paolo Sportelli al clarinetto, pianoforte e synth, Walter Calloni alla batteria e Daniele Petrosillo al contrabbasso. “Merci” è composta da Sportelli, mentre il testo è firmato da Donzella. Sportelli cura anche arrangiamento e produzione artistica; l'arrangiamento delle chitarre è stato sviluppato insieme a Gregolin. Mix e mastering sono di Marco Barusso al BRX Studio di Milano. 

Parigi, lo studio e il videoclip di “Merci”

Anche il videoclip accompagna questa idea di ritorno senza nostalgia. Le immagini si muovono fra Parigi e lo studio di registrazione: da una parte una città profondamente legata alla vicenda personale e musicale degli Elisir, dall'altra il luogo nel quale i cinque musicisti tornano concretamente a costruire musica insieme.

Parigi non viene proposta come semplice scenario turistico, ma attraverso strade, gesti e dettagli di una città vissuta. Lo studio rappresenta invece il luogo dell'incontro, quello nel quale personalità ed esperienze differenti tornano a combinarsi.

Il montaggio mette così in parallelo due ritorni: quello verso una città amata e quello dei cinque musicisti verso la propria alchimia artistica. Regia, riprese e montaggio sono di Luca Parrini per Elisir, autore anche delle fotografie. 

Una storia iniziata nel 2005

Per comprendere “Merci” bisogna però tornare alle origini. Il progetto Elisir nasce nel 2005 dall'incontro artistico fra Paola Donzella e Paolo Sportelli, accomunati da un rapporto profondo con la cultura musicale francese.

Donzella, siciliana d'origine e cresciuta a Milano, porta con sé un legame personale e artistico con la Francia; Sportelli, clarinettista, compositore e arrangiatore, arriva invece alla cultura francese attraverso la musica classica e il jazz manouche di Django Reinhardt.

È dall'incontro di queste esperienze che prende forma il particolare universo degli Elisir: la chanson incontra la canzone d'autore italiana, mentre la Francia dialoga continuamente con il Mediterraneo.

Dopo il progetto inedito “Il cane che fuma”, gli Elisir pubblicano “Pere e Cioccolato”, lavoro che conquista la Targa Tenco come Miglior Album d'Esordio. Seguono concerti in Italia, Francia e Marocco, apparizioni televisive e un rapporto particolarmente importante con il pubblico francese. Successivamente Donzella intraprende un percorso solista, mentre Sportelli continua la propria attività di musicista, compositore e produttore artistico. 

Eppure quel linguaggio comune non scompare.

Non una reunion nostalgica, ma una nuova partenza

È forse qui che “Merci” trova il suo significato più profondo. Dopo anni di esperienze separate, cinque musicisti possono ritrovarsi cercando di ricreare ciò che erano oppure possono utilizzare quel patrimonio per raccontare ciò che sono diventati.

Gli Elisir hanno scelto la seconda strada.

Il singolo, estratto dal nuovo EP, viene infatti presentato come il primo capitolo di un nuovo percorso discografico, non come una celebrazione del passato. Rimane il DNA della formazione, ma cambia inevitabilmente lo sguardo di chi ha attraversato altri anni, altre esperienze e altre storie. 

Ed è proprio per questo che il titolo “Merci”, nella sua semplicità, sembra racchiudere bene il senso dell'operazione: dire grazie a ciò che è stato, senza smettere di guardare a ciò che deve ancora arrivare.

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Nota redazionale: articolo elaborato sulla base del comunicato stampa ufficiale relativo al nuovo singolo “Merci” degli Elisir, con approfondimento e rielaborazione giornalistica a cura della redazione. Il singolo segna il ritorno della formazione originale e l’avvio di un nuovo percorso discografico della band. 

Alessandria Post – Il blog di informazione e approfondimento:
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Descrizione: Immagine promozionale legata a “Merci”, il brano con cui gli Elisir riuniscono la formazione originale e inaugurano una nuova fase artistica. Parigi, centrale anche nel videoclip, richiama il profondo legame del gruppo con la cultura musicale francese

Credito foto: Luca Parrini per Elisir. Il comunicato attribuisce a Luca Parrini anche le fotografie del progetto.

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