Desertificazione bancaria, Confesercenti e Procom al fianco della Fondazione CRAL: «Difendere i servizi significa mantenere vivi i territori»

Logo Confesercenti, associazione che insieme a Procom sostiene l'iniziativa della Fondazione CRAL contro la desertificazione bancaria
Confesercenti e Procom si schierano al fianco della Fondazione CRAL nella battaglia contro la progressiva scomparsa dei servizi dai territori.

La desertificazione bancaria e quella commerciale sono due aspetti di uno stesso problema: quando da un territorio scompaiono progressivamente banche, negozi e servizi di prossimità, non viene meno soltanto una comodità per i cittadini, ma si indebolisce il tessuto economico e sociale delle comunità. Per questo assume particolare rilievo la presa di posizione di Confesercenti e Procom, che si dichiarano disponibili a collaborare con la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria nell'iniziativa contro la riduzione degli sportelli bancari sul territorio. Un tema che riguarda soprattutto i piccoli Comuni, ma che interessa sempre più anche quartieri e aree urbane.

Pier Carlo Lava

Confesercenti e Procom intervengono dunque nel dibattito sulla desertificazione bancaria in provincia di Alessandria, esprimendo apprezzamento per l'iniziativa promossa dal presidente della Fondazione CRAL, Paolo Arrobbio.

Le due realtà sottolineano come la progressiva scomparsa dei servizi bancari e quella delle attività commerciali di vicinato abbiano un elemento fondamentale in comune: entrambe rischiano di contribuire allo svuotamento economico e sociale dei territori

Il comunicato introduce inoltre una dimensione nazionale del problema. Confesercenti Nazionale sta raccogliendo firme per una proposta di legge di iniziativa popolare finalizzata all'adozione di «Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità». 

Il comunicato stampa integrale

CONTRO LA DESERTIFICAZIONE BANCARIA: CONFESERCENTI E PROCOM SONO A FIANCO DELLA FONDAZIONE CRAL

Abbiamo letto dagli organi di stampa dell’importante iniziativa del Presidente della Fondazione Cral, Paolo Arrobbio, contro la desertificazione bancaria, che depaupera i servizi fondamentali del territorio.

Confesercenti e Procom esprimono grande apprezzamento per la lodevole iniziativa e si rendono disponibili a collaborare, perché i soggetti scriventi stanno conducendo la stessa battaglia contro la chiusura delle attività di vicinato, che sono un presidio fondamentale perché i paesi, le città, i borghi e i quartieri vivano e non si svuotino.

Pertanto il tema di preservare i territori dalla desertificazione dei servizi è congiunto e comune.

A tale proposito Confesercenti Nazionale sta raccogliendo le firme per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare con l’obiettivo di far adottare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”.

Meno negozi, meno ricchezza che resta sul territorio. Tra il 2019 e il 2025, la riduzione dei punti vendita fisici e l’aumento delle quote di mercato delle grandi piattaforme internazionali di eCommerce hanno sottratto valore ai circuiti economici locali, “delocalizzando” circa 16,7 miliardi di euro di spesa delle famiglie.

È quanto emerge dalle elaborazioni Confesercenti sulla dinamica delle imprese e sugli effetti della desertificazione commerciale, che in sei anni ha visto scomparire oltre 111mila imprese dal commercio al dettaglio.

L’arretramento della rete commerciale non ha solo ridotto l’accesso dei residenti a beni e servizi, ma ha indebolito i sistemi territoriali. Lo spostamento degli acquisti dai negozi sotto casa alle piattaforme internazionali non è infatti neutro per le economie locali: secondo le stime Confesercenti, per ogni 100 euro spesi nei negozi fisici circa 70 restano nel circuito economico locale, attraverso occupazione, redditi d’impresa, affitti, servizi professionali, manutenzioni e fiscalità. Quando invece la stessa spesa si sposta sui grandi marketplace online internazionali, circa 70 euro escono dal territorio. Meno acquisti nella rete fisica significano quindi una quota maggiore di consumi che non alimenta più l’economia locale.

“Il commercio di prossimità agisce infatti come una vera e propria infrastruttura territoriale. Attorno a ogni attività si muovono occupazione diffusa, redditi, immobili attivi, servizi professionali, manutenzioni, tributi locali e una rete di beni e servizi accessibili, cui si aggiungono presidio degli spazi urbani, sicurezza e coesione sociale. La progressiva riduzione delle attività commerciali fisiche, insieme al cambiamento delle abitudini di acquisto, modifica profondamente questo equilibrio. L’e-commerce rappresenta un’opportunità, soprattutto quando si integra con la rete dei negozi e consente anche alle piccole imprese di raggiungere nuovi mercati. Diverso è l’effetto quando gli acquisti si spostano sulle grandi piattaforme marketplace internazionali, perché una quota significativa del valore della vendita si allontana dalla residenza dell’acquirente.” – dichiara Manuela Ulandi, Segretaria Provinciale CONFESERCENTI. 

Banche e negozi, la stessa questione territoriale

Il punto sollevato dal comunicato va oltre la semplice contrapposizione tra commercio tradizionale ed e-commerce. Confesercenti riconosce infatti esplicitamente che il commercio elettronico può rappresentare un'opportunità quando viene utilizzato anche dalle piccole imprese per ampliare il proprio mercato. La criticità individuata riguarda invece lo spostamento crescente degli acquisti verso i grandi marketplace internazionali e la conseguente fuoriuscita di una parte del valore economico dal territorio. 

I numeri riportati dall'associazione sono significativi: oltre 111 mila imprese del commercio al dettaglio scomparse in sei anni e circa 16,7 miliardi di euro di spesa delle famiglie “delocalizzati” dai circuiti economici locali tra il 2019 e il 2025. Si tratta di elaborazioni e stime di Confesercenti, e come tali vanno considerate. 

La questione posta da Confesercenti e Procom diventa allora quella della tenuta complessiva delle comunità locali. Una banca, un negozio, un'attività artigianale o un servizio non hanno soltanto una funzione economica: contribuiscono alla frequentazione delle strade, mantengono relazioni tra le persone e rendono un paese o un quartiere maggiormente vissuto.

La disponibilità a collaborare con la Fondazione CRAL può quindi rappresentare un'occasione per affrontare il fenomeno con una prospettiva più ampia: non soltanto impedire la scomparsa di singoli servizi, ma interrogarsi su quale modello di prossimità sia necessario per evitare che intere porzioni del territorio perdano progressivamente funzioni economiche e sociali essenziali.


Nota redazionale: articolo elaborato sulla base del comunicato stampa di Confesercenti e Procom del 18 settembre 2026, con introduzione e approfondimento giornalistico della redazione. I dati economici riportati nel comunicato sono attribuiti alle elaborazioni di Confesercenti. 

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Descrizione: Logo ufficiale Confesercenti allegato al comunicato del 18 settembre 2026 dedicato alla desertificazione bancaria e alla tutela del commercio e dei servizi di prossimità. 

Fonte immagine: Confesercenti – immagine fornita con il comunicato stampa.

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