Cristina Cattaneo a Como: le immagini forensi del LABANOF diventano materia per le arti visive

Una ricercatrice osserva pannelli sospesi con impronte digitali, immagini scientifiche e documenti d’archivio in uno spazio espositivo contemporaneo.
Scienza forense, memoria e arti visive si incontrano nel progetto “After Evidence” di IED Milano e LABANOF–MUSA.

La scienza forense incontra i linguaggi dell’arte per interrogare la memoria, l’identità e la responsabilità di chi osserva. È questo il cuore di “After Evidence: from forensic purpose to public resonance”, il progetto sviluppato dalla Scuola di Arti Visive di IED Milano insieme a LABANOF–MUSA e presentato nell’ambito del Lake Como Design Festival. Un’iniziativa che vede protagonista Cristina Cattaneo, nata a Casale Monferrato e cresciuta a Pontestura, oggi tra le figure più autorevoli dell’antropologia e della medicina legale italiana.

Pier Carlo Lava

Immagini realizzate originariamente per osservare, identificare e documentare diventano il punto di partenza di una riflessione più ampia sul rapporto tra corpi, archivi, testimonianze e memoria collettiva. Non perdono il loro significato scientifico e documentario, ma vengono inserite in un nuovo contesto capace di sollevare domande sul modo in cui guardiamo e interpretiamo le tracce lasciate dalle persone e dalla storia.

Sabato 19 settembre alle ore 17.00, Cristina Cattaneo dialogherà con Carlotta Cattaneo, Head of Scuola di Arti Visive IED Milano, durante l’incontro intitolato “Consistere”, dedicato al rapporto tra analisi forense, materia, immagini e arti visive. L’appuntamento si svolgerà all’Accademia di Como Aldo Galli, in via Petrarca 9 a Como, con ingresso libero e gratuito.

Dal Monferrato alla medicina legale internazionale

Per il territorio alessandrino, la figura di Cristina Cattaneo assume un significato particolare. Nata a Casale Monferrato, cresciuta a Pontestura e formatasi al liceo classico casalese prima di proseguire gli studi anche all’estero, ha costruito un percorso professionale e scientifico di rilievo internazionale.

Oggi dirige LABANOF–MUSA dell’Università degli Studi di Milano, realtà impegnata nello studio dei resti umani e nell’applicazione dell’antropologia e della medicina legale all’identificazione delle persone, alla ricostruzione delle cause della morte e alla comprensione di fenomeni sociali e storici più complessi.

Nel progetto “After Evidence”, Cristina Cattaneo ha messo a disposizione il contesto scientifico e consentito l’accesso alle fonti d’archivio di LABANOF–MUSA. Il lavoro nasce infatti dall’incontro tra i linguaggi artistici e le immagini forensi custodite nella CAL – Collezione Antropologica Labanof.

La raccolta comprende i resti di circa 20.000 individui e attraversa quasi duemila anni di storia. Il loro studio permette non soltanto di ricostruire vicende individuali, ma anche di comprendere fenomeni più ampi, tra cui la violenza, le migrazioni, le condizioni di vita, la salute e le malattie che hanno segnato epoche e comunità differenti.

Sei opere tra immagini, suoni, voci e frammenti

Dal confronto tra il patrimonio scientifico di LABANOF–MUSA e la ricerca artistica della Scuola di Arti Visive di IED Milano sono nate sei opere. Immagini, suoni, voci e frammenti vengono portati oltre la loro originaria funzione documentaria per costruire nuove possibilità di osservazione e ascolto.

L’obiettivo non è trasformare la materia forense in spettacolo, né utilizzarla per costruire un racconto artificiale o puramente emozionale. Al contrario, il progetto cerca di preservarne il peso storico, umano, sociale ed etico, invitando il pubblico a confrontarsi con documenti delicati e complessi attraverso uno sguardo più consapevole.

“After Evidence” pone quindi una questione fondamentale: che cosa accade quando un’immagine prodotta per una finalità scientifica viene osservata al di fuori del laboratorio? Il passaggio verso lo spazio pubblico richiede cautela, rispetto e responsabilità, perché dietro ogni reperto, fotografia o documento esiste la storia di una persona.

Il precedente dedicato alle vittime di Lampedusa

Non è la prima volta che il lavoro di Cristina Cattaneo entra in relazione con il mondo della cultura. Nel 2023 aveva partecipato al progetto “La memoria degli oggetti. Lampedusa, 3 ottobre 2013. Dieci anni dopo”, ospitato al Memoriale della Shoah di Milano.

In quella occasione, oggetti, immagini e testimonianze legati alle vittime del naufragio di Lampedusa erano diventati strumenti per restituire identità, dignità e memoria a persone che rischiavano di essere ridotte a semplici numeri.

Con “After Evidence” il percorso assume una forma differente: sono direttamente le arti visive a confrontarsi con il patrimonio forense, con le sue immagini e con le responsabilità che derivano dalla loro esposizione e interpretazione.

Il progetto è realizzato da IED Milano in collaborazione con LABANOF–MUSA. Carlotta Cattaneo firma il concept, la curatela e i testi; Erik Kessels cura il workshop e la direzione creativa, mentre Cristina Cattaneo segue il contesto scientifico e l’accesso alle fonti d’archivio.

La mostra fa parte di “Future Memories”, il progetto con cui IED partecipa al Lake Como Design Festival, proponendo una riflessione sul rapporto tra passato, presente e futuro attraverso archivi, corpi e tecnologie.

L’incontro “Consistere” si terrà sabato 19 settembre alle ore 17.00 all’Accademia di Como Aldo Galli, in via Petrarca 9 a Como. L’ingresso è libero e gratuito.

=============================

Fonte: Comunicato stampa IED Milano del 17 settembre 2026.

GEO: Como, Milano, Casale Monferrato, Pontestura, provincia di Alessandria, Piemonte, Lombardia, Italia.

Leggi altre notizie e approfondimenti su Alessandria Post e Italian News Post.

Descrizione: Immagine orizzontale realistica che rappresenta simbolicamente il dialogo tra ricerca scientifica, archivi forensi e linguaggi artistici. La persona raffigurata non rappresenta Cristina Cattaneo.

Crediti: Immagine di redazione realizzata con intelligenza artificiale.

Commenti