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| Il terremoto di magnitudo 7,7 ha provocato vittime, crolli ed evacuazioni nell’Indonesia orientale. L’allerta tsunami è stata successivamente revocata. |
Un violentissimo terremoto di magnitudo 7,7 ha colpito l’Indonesia orientale nella notte tra venerdì 14 e sabato 15 agosto 2026. Il sisma, localizzato in mare vicino all’isola di Flores, ha provocato crolli, frane e interruzioni delle comunicazioni. Il bilancio provvisorio è di almeno 20 vittime, ma le operazioni di ricerca sono ancora in corso e il numero potrebbe cambiare con l’arrivo delle informazioni dalle località più difficili da raggiungere.
Pier Carlo Lava
La scossa è stata registrata alle 4:58 di sabato secondo l’orario di Giacarta, quando in Italia erano le 23:58 di venerdì. L’agenzia indonesiana di meteorologia, climatologia e geofisica BMKG ha inizialmente calcolato una magnitudo di 7,0, successivamente aggiornata a 7,7.
L’epicentro è stato individuato in mare, circa 30 chilometri a nord-est di Nagekeo, nella provincia di Nusa Tenggara Orientale, a una profondità di circa 15 chilometri. La ridotta profondità ha contribuito a rendere particolarmente intensa la scossa nelle aree vicine. BMKG – dati ufficiali sul terremoto
Crolli, frane e migliaia di persone evacuate
Le conseguenze più gravi sono state segnalate sull’isola di Flores e nella zona di Maumere, principale città della reggenza di Sikka. Abitazioni, edifici pubblici e magazzini hanno riportato danni, mentre alcune strutture sono crollate durante la scossa.
Secondo le informazioni raccolte da Reuters, almeno 20 persone hanno perso la vita e diverse altre sono rimaste ferite. Alcuni abitanti sarebbero rimasti intrappolati sotto le macerie. Il bilancio resta provvisorio perché le comunicazioni con le zone più vicine all’epicentro risultano difficili.
Nella reggenza di Nagekeo circa 2.000 residenti hanno abbandonato temporaneamente le proprie abitazioni e raggiunto strutture di accoglienza. Interruzioni dell’energia elettrica, congestione del traffico e danni alle strade stanno rallentando gli interventi.
Nella regione di Ende alcune frane hanno interessato la strada Trans-Flores, rendendo più complicato l’accesso alle comunità colpite. In diversi ospedali i pazienti sono stati trasferiti all’esterno per precauzione, nel timore di nuovi crolli o di repliche particolarmente forti.
L’allerta tsunami è stata revocata
La posizione dell’epicentro e la forza del terremoto avevano spinto le autorità a diramare immediatamente un’allerta tsunami. Gli abitanti delle aree costiere erano stati invitati ad allontanarsi dal mare e a raggiungere zone più elevate.
Piccole onde sono state effettivamente rilevate in diverse località. I dati BMKG indicano un’altezza di circa 14 centimetri a Bakalang-Alor, 17 centimetri a Dompu, 25 centimetri a Flores Timur, 36 centimetri a Labuan Bajo e fino a 94 centimetri nell’area di Maurole-Ende.
Dopo circa tre ore di osservazioni, la BMKG ha dichiarato concluso il pericolo di tsunami. L’allerta è stata quindi revocata, ma le autorità hanno chiesto alla popolazione di restare prudente e di non rientrare negli edifici danneggiati senza una verifica della loro stabilità. BMKG – conclusione dell’allerta tsunami
Numerose scosse di assestamento
Dopo il terremoto principale sono state registrate numerose repliche, alcune con magnitudo superiore a 5. La sequenza sismica potrebbe proseguire nelle prossime ore e nei prossimi giorni.
Le repliche rappresentano un pericolo soprattutto per gli edifici già lesionati. Anche scosse meno forti di quella principale possono provocare ulteriori cedimenti, mettere in movimento versanti instabili o interrompere strade e collegamenti.
La BMKG ha invitato i residenti a non fidarsi di informazioni prive di fonte e a seguire esclusivamente le comunicazioni diffuse dagli organismi ufficiali. Non è possibile prevedere con certezza intensità e momento delle repliche, ma il monitoraggio dell’area continua senza interruzioni.
Perché l’Indonesia è così esposta ai terremoti
Secondo l’analisi della BMKG, il sisma è stato provocato dall’attività del Flores Back-Arc Thrust, un sistema di faglie attive situato lungo la parte settentrionale dell’isola di Flores.
L’Indonesia si trova nel cosiddetto Anello di fuoco del Pacifico, una vasta fascia caratterizzata dall’incontro e dal movimento di diverse placche tettoniche. La posizione geografica dell’arcipelago espone il Paese a terremoti, eruzioni vulcaniche e tsunami con una frequenza superiore a quella di gran parte del mondo.
La tragedia più drammatica della storia recente rimane il terremoto del 26 dicembre 2004, che generò un devastante tsunami nell’Oceano Indiano e provocò oltre 220.000 vittime in numerosi Paesi, più della metà delle quali in Indonesia.
Anche Flores conserva la memoria di un evento catastrofico: nel dicembre 1992 un terremoto di magnitudo 7,8 e il successivo tsunami causarono circa 2.500 morti.
Soccorsi ancora in corso
Le squadre di soccorso stanno cercando eventuali dispersi tra le macerie e tentando di raggiungere i centri rimasti isolati. La priorità è verificare le condizioni degli edifici, ripristinare le comunicazioni e garantire assistenza sanitaria, acqua e generi di prima necessità agli sfollati.
Il bilancio disponibile nella mattinata del 15 agosto rimane necessariamente provvisorio. In emergenze di questa portata i dati sulle vittime e sui danni possono cambiare rapidamente, soprattutto quando l’evento interessa isole, territori montuosi e comunità raggiungibili soltanto attraverso poche strade.
GEO – Riferimenti geografici: Indonesia; isola di Flores; Nagekeo; Maumere; Sikka; Ende; provincia di Nusa Tenggara Orientale; Sud-est asiatico.
Fonti consultate: BMKG – Agenzia indonesiana di meteorologia e geofisica, BMKG – revoca dell’allerta tsunami e Reuters.
Per approfondire le notizie internazionali e gli aggiornamenti di attualità visita: Alessandria Post e Italian News Post.
mmagine creata con IA – ricostruzione illustrativa, non è una fotografia autentica dell’evento.
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