Teatro a Pedali Festival 2026: a Pontechianale e Venasca gli spettatori producono l’energia degli spettacoli
| Teatro, musica ed energia condivisa: il Teatro a Pedali Festival 2026 arriva a Pontechianale e Venasca con due spettacoli gratuiti. |
Pier Carlo Lava
Giunto alla sua settima edizione, il Teatro a Pedali Festival rappresenta un’esperienza originale nel panorama culturale italiano. Gli spettatori possono pedalare su alcune biciclette collegate a un sistema di cogenerazione elettrica, trasformando il movimento in energia reale utilizzata durante gli spettacoli.
Un display permette di visualizzare la quantità di energia prodotta e, alla fine della serata, conoscere il contributo complessivo generato dal pubblico. La sostenibilità smette così di essere soltanto un argomento raccontato sul palcoscenico e diventa un’esperienza collettiva, concreta e misurabile.
Da maggio a settembre il Festival attraversa montagne, pianure, borghi, città, spazi naturali e luoghi storici di Piemonte, Lombardia, Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna e Puglia. Il programma comprende 60 eventi dal vivo distribuiti in 42 località e quattro appuntamenti internazionali, con spettacoli di teatro, musica, circo e divulgazione scientifica.
Ogni tappa diventa un luogo di incontro tra arte, paesaggio e comunità. Il pubblico non è un destinatario passivo, ma parte integrante di un progetto che vuole parlare di ambiente e transizione ecologica con un linguaggio accessibile, coinvolgente e lontano dalla retorica.
«L’edizione 2026 saprà sorprendere il pubblico con una proposta artistica ampia e internazionale, pensata per coinvolgere spettatori diversi attraverso linguaggi che uniscono intrattenimento, riflessione e partecipazione», spiega Daniele Ronco, ideatore del format Teatro a Pedali, nato nel 2019.
L’obiettivo, prosegue Ronco, è portare sul palco spettacoli di qualità capaci di parlare di ambiente e sostenibilità in maniera comprensibile. Numerosi appuntamenti sono gratuiti, mentre gli eventi principali mantengono prezzi calmierati, così da permettere a famiglie, giovani e comunità di vivere il Festival come un’esperienza condivisa.
Il 20 agosto a Pontechianale la storia di Margherito
Il primo appuntamento cuneese è previsto per giovedì 20 agosto alle ore 20.30, nella borgata a monte di Pontechianale, dove la Compagnia Mulino ad Arte presenterà “Margherito, c’è sempre tempo per tornare a casa”.
Lo spettacolo racconta la storia poetica e intensa di Margherita, chiamata “Margherito” in lingua occitana, una donna vissuta in una piccola borgata della Valle Grana, lontana dal rumore del progresso e dalla frenesia contemporanea.
Margherita conduceva un’esistenza semplice, legata alla natura e ai ritmi delle stagioni, dei campi e degli animali. Scriveva, cantava e custodiva poesie, racconti, memorie e antiche conoscenze popolari. Intorno a lei si raccoglievano persone attratte dalla sua saggezza, dalla capacità di ascoltare e da una serenità nata da una vita povera di cose, ma ricca di tempo.
Senza definirsi ambientalista, Margherita incarnava un modello di vita profondamente sostenibile. La sua quotidianità dimostrava come fosse possibile vivere con poco, rispettando la natura e conservando un rapporto diretto con la comunità.
Ultima depositaria degli antichi nomi delle costellazioni alpine, Margherita diventa nello spettacolo la memoria di un mondo contadino e montano ormai quasi scomparso, ma ancora capace di parlare al nostro presente.
La narrazione è affidata a Daniele Ronco, premiato come Miglior Attore alla 42ª edizione del Premio Teatrale Nazionale di Leonforte. Teatro, musica e memoria si intrecciano per restituire il ritratto di una donna fuori dal tempo, invitando il pubblico a riflettere sul valore del silenzio, della semplicità e di una vita meno frenetica.
Il 23 agosto a Venasca le imprese del ciclismo italiano
Il secondo appuntamento si svolgerà domenica 23 agosto alle ore 21 in Piazza Caduti, a Venasca, con lo spettacolo “Le più grandi imprese del ciclismo italiano”.
La rappresentazione propone un viaggio appassionante attraverso le salite leggendarie, le rivalità, i trionfi e le fatiche che hanno costruito la storia del ciclismo nazionale. Il racconto parte dalla nascita della bicicletta e segue l’evoluzione di uno sport diventato un fenomeno popolare capace di coinvolgere intere generazioni.
Le vicende sportive diventano il punto di partenza per raccontare la capacità dell’essere umano di affrontare la fatica, superare i propri limiti e rialzarsi dopo le sconfitte. Il ciclismo emerge come una metafora della vita, fatta di salite, crisi, ripartenze e traguardi conquistati con sacrificio.
Lo spettacolo ripercorre le imprese di alcuni dei più grandi campioni italiani: da Ottavio Bottecchia e Costante Girardengo fino a Gino Bartali, Fausto Coppi, Marco Pantani e Vincenzo Nibali.
Alle parole si accompagna un repertorio di musica dal vivo per pianoforte e voce che attraversa epoche differenti della cultura italiana. Le melodie di Verdi, Mina, Domenico Modugno, Adriano Celentano e Lucio Dalla incontrano le voci più contemporanee di Gianna Nannini, Zucchero e Giorgia.
Narrazione, sport e musica costruiscono così un’esperienza coinvolgente e dal forte carattere “amarcord”, capace di parlare sia agli appassionati di ciclismo sia a chi riconosce in quelle imprese una parte importante della storia sociale e culturale italiana.
Il rapporto tra il Festival e il mondo dello sport assume quest’anno un ruolo ancora più rilevante. «Ci piace l’idea che la bicicletta possa diventare ancora una volta simbolo di energia condivisa, partecipazione e cambiamento», sottolinea Federica Leone, responsabile organizzativa di Mulino ad Arte.
Due spettacoli gratuiti dedicati alla comunità
Entrambi gli appuntamenti sono a ingresso gratuito e vengono organizzati in collaborazione con Enel e con l’Unione Montana della Valle Varaita, utilizzando i fondi FOSMIT, annualità 2024, della Regione Piemonte.
Enel rinnova il proprio sostegno al Teatro a Pedali Festival, confermando l’impegno nel promuovere la cultura della sostenibilità, l’energia pulita e il coinvolgimento diretto delle comunità locali.
La forza del progetto risiede proprio nella capacità di unire dimensioni apparentemente lontane: la produzione di energia, l’arte dal vivo, la memoria dei territori, lo sport e la partecipazione degli spettatori.
A Pontechianale e Venasca non si assisterà quindi soltanto a due spettacoli. Si prenderà parte a un’esperienza nella quale ogni pedalata contribuisce a illuminare il palcoscenico e a costruire un messaggio condiviso: la transizione ecologica può cominciare anche da un gesto semplice, compiuto insieme agli altri.
Maggiori informazioni sul programma sono disponibili sul sito ufficiale Teatro a Pedali.
GEO: Pontechianale e Venasca, Valle Varaita, provincia di Cuneo, Piemonte, Italia
Fonte: Comunicato stampa Teatro a Pedali Festival 2026 – Compagnia Mulino ad Arte.
Sito ufficiale:
Teatro a Pedali Festival
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Crediti: Immagine fornita dall’ufficio stampa 32 Communication per Teatro a Pedali Festival 2026 – Mulino ad Arte.
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