Pet therapy: il cane alleato dell’invecchiamento in salute e dell’inclusione

Una donna anziana accarezza un golden retriever durante un incontro di pet therapy, accompagnata da un’operatrice specializzata.
La relazione con il cane può favorire benessere emotivo, socializzazione e partecipazione nella terza età.

Il rapporto con un cane può trasformarsi in una preziosa risorsa per le persone anziane, soprattutto quando solitudine, fragilità fisiche o difficoltà cognitive rischiano di ridurre le occasioni di relazione. La pet therapy, più correttamente definita Intervento assistito con gli animali, non sostituisce le cure mediche, ma può affiancarle favorendo benessere, movimento, comunicazione e partecipazione sociale.

Pier Carlo Lava

Una carezza, uno sguardo, il gesto semplice di chiamare un cane per nome possono riattivare emozioni che sembravano sopite. L’animale non giudica, non pretende spiegazioni e non misura una persona in base alla sua memoria, alla velocità dei movimenti o alla capacità di parlare. Per questo riesce spesso a stabilire un contatto anche con chi tende a isolarsi o incontra difficoltà nel comunicare.

Dietro la definizione popolare di pet therapy, tuttavia, non c’è soltanto la presenza rassicurante di un animale. Gli Interventi assistiti con gli animali, indicati con la sigla IAA, sono percorsi organizzati secondo obiettivi precisi e condotti da operatori adeguatamente formati. Possono avere finalità terapeutiche, educative oppure ludico-ricreative e si svolgono in ospedali, strutture riabilitative, residenze per anziani, centri diurni, scuole e comunità.

Secondo l’Istituto superiore di sanità, gli interventi si distinguono in Terapia assistita con gli animali, Educazione assistita con gli animali e Attività assistita con gli animali. Le prime due richiedono una progettazione specifica, obiettivi individualizzati e la verifica dei risultati; la terza è prevalentemente orientata alla socializzazione, alla ricreazione e al miglioramento della qualità della vita.

Perché proprio il cane

Il cane possiede una particolare capacità di leggere i segnali umani, adattarsi ai ritmi della persona e stabilire una comunicazione non verbale. La sua presenza può diventare un punto di contatto tra l’anziano, gli operatori, i familiari e gli altri ospiti di una struttura.

Accarezzarlo sollecita il movimento delle mani e delle braccia; accompagnarlo per qualche passo incoraggia la mobilità; spazzolarlo o porgergli un oggetto stimola coordinazione e attenzione. Chiamarlo, ricordarne il nome oppure raccontare episodi legati agli animali posseduti in passato può favorire linguaggio e memoria autobiografica.

Il cane assume così il ruolo di facilitatore della relazione. Non compie miracoli e non “cura” da solo una patologia, ma può aumentare la motivazione a partecipare a un’attività riabilitativa o sociale. In alcuni casi, una persona poco disponibile a svolgere un esercizio tradizionale può accettare più volentieri lo stesso movimento quando serve a lanciare una pallina o a offrire una ricompensa all’animale.

Invecchiare in salute non significa soltanto evitare le malattie

L’invecchiamento in salute non coincide semplicemente con l’assenza di patologie. Significa conservare, per quanto possibile, autonomia, relazioni, interessi, capacità decisionali e partecipazione alla vita della comunità.

Con l’avanzare dell’età possono diminuire i contatti sociali, soprattutto dopo la perdita del coniuge, l’allontanamento dei familiari o l’ingresso in una residenza assistenziale. Alla fragilità fisica può quindi aggiungersi quella emotiva: solitudine, apatia, ansia e perdita di motivazione.

Gli incontri con un cane possono spezzare la monotonia, creare attesa e offrire un argomento di conversazione. L’animale diventa una presenza concreta intorno alla quale si forma un piccolo gruppo: si parla, si osservano le sue reazioni, si condividono ricordi e si collabora nelle attività. È proprio questa dimensione collettiva a rendere gli interventi interessanti anche sotto il profilo dell’inclusione sociale.

Il Centro di referenza nazionale per gli Interventi assistiti con gli animali sottolinea che questi percorsi possono essere applicati a diverse categorie di persone, tra cui anziani e individui con disabilità o fragilità psichiche. Devono però essere inseriti in progetti definiti, con obiettivi, controlli periodici e una équipe multidisciplinare. Il Centro opera presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.

Un ponte contro l’isolamento

L’inclusione non consiste soltanto nel permettere a una persona fragile di trovarsi nello stesso ambiente degli altri. Significa metterla nella condizione di partecipare, esprimersi e sentirsi ancora capace di offrire qualcosa.

Nel rapporto con il cane, anche un gesto molto semplice può assumere valore: riempire una ciotola, pronunciare un comando, scegliere una spazzola o raccontare come ci si prendeva cura dell’animale di famiglia. La persona anziana non è più soltanto destinataria di assistenza, ma torna a essere protagonista di una relazione.

Questa esperienza può risultare significativa anche per persone con deterioramento cognitivo. La memoria recente può essere compromessa, mentre quella emotiva e alcuni ricordi lontani possono rimanere accessibili. Il contatto con il cane, il suo calore e i suoi movimenti possono richiamare sensazioni familiari e facilitare forme di comunicazione che non dipendono esclusivamente dalle parole.

Occorre comunque mantenere aspettative realistiche. I risultati non sono identici per tutti e dipendono dalle condizioni della persona, dalla continuità del percorso, dalla preparazione degli operatori e dalla corretta scelta dell’animale.

Non basta portare un cane in una casa di riposo

Una visita occasionale di un animale docile può essere piacevole, ma non equivale automaticamente a un intervento terapeutico. Un vero progetto richiede la valutazione dei bisogni, la definizione degli obiettivi e la presenza di professionisti con ruoli differenti.

La squadra può comprendere responsabili sanitari o educativi, operatori specializzati, veterinari e il coadiutore del cane, cioè la persona che conosce l’animale, ne interpreta i segnali e ne tutela il benessere.

Devono essere considerate anche allergie, fobie, problemi immunitari, rischi di caduta e condizioni igienico-sanitarie. La partecipazione non può essere imposta: alcune persone possono non gradire il contatto con gli animali e la loro scelta deve essere rispettata.

La tutela riguarda anche il cane. L’animale non è uno strumento terapeutico, ma un essere vivente coinvolto nella relazione. Deve essere sano, equilibrato, preparato e continuamente osservato. Pause, tempi di recupero e possibilità di allontanarsi sono indispensabili per evitare stress o sovraccarico.

Nel 2026 il Centro di referenza nazionale ha contribuito alla presentazione di un documento tecnico dedicato proprio agli interventi con il cane rivolti agli anziani, con indicazioni su obiettivi, monitoraggio, valutazione dell’efficacia e protocolli sanitari. Il documento è stato illustrato dall’IZSVe.

Una cura fatta anche di relazioni

La pet therapy ricorda che la salute non dipende esclusivamente da farmaci, esami e prestazioni cliniche. Esiste anche una dimensione fatta di affetto, fiducia, movimento, memoria e appartenenza.

Un cane non cancella la malattia e non elimina le difficoltà dell’età avanzata. Può però aiutare una persona a compiere un movimento, pronunciare una parola, sorridere, ricordare o semplicemente sentirsi meno sola.

In una società che invecchia rapidamente, promuovere interventi seri e accessibili significa costruire una cultura della cura più attenta alla persona nella sua interezza. La relazione con il cane può diventare così un piccolo ma concreto strumento di salute e inclusione: una presenza capace di restituire interesse alle giornate e, talvolta, di riaprire una porta verso gli altri.

_____________________________

GEO: Italia – Pet therapy, Interventi assistiti con gli animali, benessere degli anziani e inclusione sociale.

Per continuare a leggere notizie, approfondimenti e contenuti dedicati alla salute e alla società, visita Alessandria Post e Italian News Post.

Descrizione: Immagine in stile fotografico raffigurante una donna anziana sorridente mentre accarezza un golden retriever in un ambiente comunitario luminoso e accogliente. Un’operatrice segue l’incontro, mentre sullo sfondo altre persone anziane conversano. La scena rappresenta il valore degli Interventi assistiti con gli animali nel contrasto alla solitudine e nella promozione dell’invecchiamento attivo.

Crediti: Immagine creata con IA – a solo scopo illustrativo.

Frase immagine IA: Rappresentazione generata con intelligenza artificiale e non riferita a persone, strutture o progetti specifici.

Commenti