ME IMAGINO PIPPO BUNORROTRI di Giuseppina De Biase

ME IMAGINO
Pippo Bunorrotri

Ci sono momenti in cui la routine di tutti i giorni ci soffoca e in quei momenti, l’unica via di scampo è l’immaginazione. Questo è il cuore pulsante di "Mi immagino", una delicata Poesia di Pippo Bunorrotri 
che ci invita a staccare i piedi da terra e a guardare la propria vita da una prospettiva del tutto nuova.
In questa Poesia il Poeta usa versi semplici che si  ripetono  come un ritornello
"Mi immagino di essere un gabbiano". 
Da quel momento in poi, Pippo Bunorrotri si trasforma in un uccello marino e inizia a volare sopra una spiaggia.
La prima cosa che vede dall'alto sono le sue stesse impronte sulla sabbia, accarezzate dalle onde. È un'immagine bellissima che parla a tutti noi: rappresenta il nostro passato, i passi che abbiamo fatto, che il mare non cancella con violenza, ma culla con dolcezza.
La Poesia si muove tra la terra e l'infinito. Il mare diventa una tela dove si disegnano storie d'amore, mentre la luce dell'alba illumina la scena. C'è anche un momento di profonda spiritualità quando il gabbiano canta l'Angelus, la preghiera del mattino. Questo ci ricorda che la natura ha in sé qualcosa di sacro e che ogni nuovo giorno è un dono, una possibilità di rinascita.
L'alba che si apre piano piano viene paragonata al bacio di due innamorati: un'immagine semplice ma capace di trasmettere un senso di pace e di attesa.
Il volo del Poeta non è però una semplice fuga dalla realtà per consolarsi con delle illusioni. Verso la fine, la Poesia svela il suo significato più profondo. Volando verso l'orizzonte, l'autore esprime un desiderio forte: vuole essere la verità di ciò che guarda.
In parole semplici, il Poeta vuole smettere di indossare maschere. Desidera che la sua vita sia vera, limpida e pura come lo sguardo del gabbiano che vola nel cielo leggero.
Questa Poesia mi entra sottopelle e scuote il mio cuore regalandomi una pace immediata,
quasi terapeutica, capace di alleggerire i miei ricordi.
Ci invita a rallentare, ci dice che, anche se siamo bloccati a terra dalle difficoltà, nessuno può toglierci la libertà di sognare, di perdonare il nostro passato e di cercare la bellezza autentica che si nasconde nelle piccole cose della natura.
Adoro profondamente Pippo Bunorrotri proprio per questo: ha la rara e preziosa capacità di tradurre i sentimenti più complessi in parole incredibilmente semplici, limpide e calde. Leggere i suoi versi non è solo una semplice lettura ma una boccata d'aria fresca che ti pulisce dentro.
Il consiglio più sincero che posso darvi è di lasciarvi cullare dalle sue parole e di continuare ad approfondire la lettura delle sue straordinarie opere.

Giuseppina De Biase 

Hay momentos en que la rutina de todos los días nos asfixia y, en esos instantes, la única vía de escape es la imaginación. Este es el corazón palpitante de "Me imagino", una delicada poesía de Pippo Bunorrotri que nos invita a despegar los pies del suelo y a mirar nuestra propia vida desde una perspectiva completamente nueva.
En esta poesía, el poeta utiliza versos sencillos que se repiten como un estribillo: "Me imagino que soy una gaviota". 
A partir de ese momento, Pippo Bunorrotri se transforma en un ave marina y comienza a volar sobre una playa.
Lo primero que ve desde lo alto son sus propias huellas en la arena, acariciadas por las olas. Es una imagen hermosa que nos habla a todos: representa nuestro pasado, los pasos que hemos dado, que el mar no borra con violencia, sino que mece con dulzura.
La poesía se mueve entre la tierra y el infinito. El mar se convierte en un lienzo donde se dibujan historias de amor, mientras la luz del amanecer ilumina la escena. También hay un momento de profunda espiritualidad cuando la gaviota canta el Ángelus, la oración de la mañana. Esto nos recuerda que la naturaleza tiene en sí algo sagrado y que cada nuevo día es un regalo, una posibilidad de renacer.
El amanecer que se abre poco a poco se compara con el beso de dos enamorados: una imagen simple pero capaz de transmitir un sentido de paz y de espera.
Sin embargo, el vuelo del poeta no es una simple fuga de la realidad para consolarse con ilusiones. Hacia el final, la poesía revela su significado más profundo. Al volar hacia el horizonte, el autor expresa un deseo ferviente: quiere ser la verdad de lo que mira.
En palabras sencillas, el poeta quiere dejar de usar máscaras. Desea que su vida sea verdadera, límpida y pura como la mirada de la gaviota que vuela en el cielo ligero.
Esta poesía se me mete bajo la piel y sacude mi corazón, regalándome una paz inmediata, casi terapéutica, capaz de aligerar mis recuerdos. Nos invita a desacelerar, nos dice que, aunque estemos atrapados en la tierra por las dificultades, nadie puede quitarnos la libertad de soñar, de perdonar nuestro pasado y de buscar la belleza auténtica que se esconde en las pequeñas cosas de la naturaleza.
Adoro profundamente a Pippo Bunorrotri precisamente por esto: tiene la rara y valiosa capacidad de traducir los sentimientos más complejos  en palabras increíblemente simples, límpidas y cálidas. Leer sus versos no es solo una simple lectura, sino una bocanada de aire fresco que te limpia por dentro.
El consejo más sincero que puedo darles es que se dejen mecer por sus palabras y que sigan profundizando en la lectura de sus extraordinarias obras.

Giuseppina De Biase 
 

ME IMAGINO

Me imagino ser una gaviota

planeando con las alas abiertas

sobre las huellas marcadas

de mis pisadas en la playa

viendo como las olas las besan.

Me imagino dibujando amores

entre las olas del mar

y como la gaviota

nos desnuda con su mirada

mientras viaja en el brillo

que ilumina el amanecer

cantando el “Ángelus”.

Me imagino ser una gaviota

planeando sobre el viento

viendo como el amanecer

se abre si prisas

como dos enamorados

en su beso,

mientras vuelo

en ese horizonte

de esperanza e ilusión

queriendo estar

en la verdad

de lo que mira.

Pippo Bunorrotri                

MI IMMAGINO
Pippo Bunorrotri

Mi immagino di essere un gabbiano

planare con le ali aperte

sulle impronte segnate

dei  miei passi sulla spiaggia

guardando come le onde le accarezzano.

Mi immagino mentre disegno storie d'amore

tra le onde del mare

e come il gabbiano

Ci spoglia con il suo sguardo

mentre viaggia nel chiarore

che illumina l'alba

cantando l'“Angelus”.

Mi immagino di essere un gabbiano

Planando  sul vento

guardando  l'alba

che si  apre senza fretta 

come due innamorati

nel loro bacio,

mentre volo

su quell'orizzonte

di speranza e illusione

volendo essere

la verità

di ciò che guarda.

Pippo Bunorrotri 


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