La sensualità della lingua e della parola: "La tua bocca è la forma nuda del turco" di Serkan Engin — Recensione di Ada Rizzo

 


Un'esplorazione del legame viscerale tra amore, anatomia e creazione lirica attraverso i versi del poeta turco Serkan Engin.

 

C'è una forza carnale e al tempo stesso quasi sacra nel modo in cui la poesia sa fondere il corpo umano con la parola. Veicolo perfetto di questo cortocircuito è "Your Mouth is the Nude Form of Turkish" ("La tua bocca è la forma nuda del turco"), intensa lirica d'amore di Serkan Engin, tra le voci più originali e graffianti della poesia turca contemporanea.

 

In questo testo, la figura femminile cessa di essere una semplice musa ispiratrice per trasformarsi nella matrice stessa del linguaggio. La sua bocca non si limita a pronunciare sillabe, ma spoglia la lingua madre da ogni artificio o sovrastruttura, restituendola a una nudità originaria. Il contatto fisico diventa grammatica: i baci danno le ali alle lettere, mentre la pelle del poeta si trasforma in un foglio bianco su cui l'amata scrive, sillaba ed evoca note musicali.

 

Your Mouth is the Nude Form of Turkish / La tua bocca è la forma nuda del turco

(Testo originale di Serkan Engin e traduzione in italiano)

 

Testo Originale (Inglese)

Traduzione Italiana a cura di Ada Rizzo

She has wrapped a sunny verse

 

around her neck

 

Ha avvolto un verso solare

 

attorno al suo collo

 

She is winging letters by kissing them

Dà le ali alle lettere baciandole

Her mouth is the nude form of Turkish

La sua bocca è la forma nuda del turco

It is spelling the poemful seas of my skin

Sta sillabando i mari ricchi di poesia della mia pelle

She is buttoning me up to her life

Mi sta allacciando alla sua vita

Reducing me from yesterday, and increasing to the future

Sottraendomi al passato, e accrescendomi verso il futuro

Tidying up my limping letters

Mettendo in ordine le mie lettere zoppicanti

Necessarily making this man poetry

Rendendo inevitabilmente quest'uomo, poesia

If I am lying, let me be poet

Se sto mentendo, che io sia poeta

She is being accumulated into a rose inside me

Si sta accumulando in una rosa dentro di me

Her mouth is the nude form of Turkish

La sua bocca è la forma nuda del turco

She is flying notes from my skin

Sta facendo volare note dalla mia pelle

 

Leggendo questi versi si avverte chiaramente come per Engin la poesia sia una questione di materia e senso. L'immagine della donna che "mette in ordine le lettere zoppicanti" dell'uomo, ricucendolo alla propria vita, riporta alla mente la grande tradizione della lirica d'amore europea, da Paul Éluard fino alla rielaborazione del caos interiore curato dalla presenza dell'altro. È l'amata che riscatta il poeta dalle sue fragilità e dal peso del passato, trasformando l'uomo stesso in opera d'arte.

 

Allo stesso tempo, l'idea di una lingua spogliata fino a rivelare la propria carne richiama quell'erotismo del testo tanto caro alla critica del Novecento: le parole non sono concetti astratti, ma hanno un corpo, un suono e una temperatura precisa. Engin gioca persino con l'ironia quando scrive "Se sto mentendo, che io sia poeta", un velato omaggio alla secolare ambiguità della poesia, da sempre sospesa tra la finzione del verso e la verità viscerale del sentimento.

 

L'immagine finale, con la presenza dell'amata che si accumula come una rosa nel petto e fa spiccare il volo a note invisibili dalla pelle, suggella una lirica di rara freschezza. Un piccolo gioiello in cui la lingua d'origine smette di essere un confine geografico e diventa patria sensoriale dell'anima.

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