La forza autentica non ha bisogno di inutili ruggiti: una donna e una leonessa unite in un’immagine di dolcezza, coraggio e protezione.
Pier Carlo Lava
La leonessa
La forza che non ha bisogno di ruggire
La protagonista attraversa le giornate con “un pensiero sospeso”, immagine che introduce immediatamente una condizione di attesa, sensibilità e inquietudine. Il suo ascolto rimane in equilibrio tra una melodia e una richiesta appena accennata, forse trattenuta per pudore. Fin dai primi versi emerge quindi una donna attenta alle sfumature, capace di percepire anche ciò che non viene pronunciato.
La sua dolcezza, tuttavia, non è sinonimo di debolezza. Dietro la disponibilità e la delicatezza si nasconde un universo interiore complesso:
“Era dolce quando s’avvicinavanascondendo il suo caosper donare respiro a piccoli passi.”
Sono versi che descrivono una forma profonda di altruismo: la capacità di contenere il proprio disordine emotivo per non appesantire gli altri. La donna raccontata dalla poetessa non nega le proprie difficoltà, ma cerca di trasformarle in uno spazio accogliente nel quale chi le è vicino possa ritrovare respiro e sicurezza.
C’è una generosità quasi naturale nel suo modo di stare al mondo. Una parte del proprio cielo viene affidata al tempo affinché possa continuare a brillare; tutto il resto è offerto agli altri con gioia. La protagonista sembra riuscire a rendere più sicuro il mondo circostante, anche quando dentro di sé deve affrontare pensieri, dubbi e contraddizioni.
Una leonessa silenziosa
Il titolo acquista pienamente significato nella parte centrale della composizione. Dentro la protagonista vive “una leonessa piena di forza”, ma priva di inutili ruggiti. È una scelta poetica particolarmente efficace, perché capovolge l’immagine tradizionale della potenza intesa come manifestazione rumorosa, aggressiva o dominante.
La vera forza, suggerisce Cinzia Rota, può essere silenziosa, paziente e persino gentile. Questa leonessa non combatte per sovrastare gli altri, ma per aprire sentieri dove prima esistevano soltanto dubbi. Non cerca riconoscimenti e non pretende di essere osservata.
La sua realizzazione personale nasce da un coraggio maturato lontano dagli sguardi altrui, nei momenti in cui nessuno può vedere o applaudire. È forse questo uno dei passaggi più autentici della poesia: le trasformazioni decisive avvengono spesso nella solitudine, quando una persona deve trovare dentro di sé le ragioni per continuare.
Il coraggio autentico non coincide dunque con l’assenza della paura. È la scelta di avanzare nonostante le incertezze, continuando a costruire il proprio cammino anche quando mancano conferme esterne.
Il giudice interiore e il bisogno di un abbraccio
Alla forza si accompagna però una severa autocritica. Lo sguardo rivolto verso se stessa diventa un “giudice implacabile”, capace di pretendere la perfezione anche nei giorni in cui sarebbe necessario soltanto ricevere un abbraccio.
La poetessa mette così in luce una contraddizione profondamente umana: chi sa essere comprensivo e indulgente con gli altri può diventare estremamente esigente nei confronti di se stesso. Dietro l’immagine della donna forte si nasconde allora una persona che avrebbe bisogno di sentirsi accolta senza dover dimostrare continuamente qualcosa.
Questa parte della composizione rende il ritratto più vero e completo. La leonessa non è invulnerabile. Conosce la fatica, il bisogno di affetto e il peso delle aspettative. Proprio per questo la sua forza appare credibile: non nasce dalla mancanza di fragilità, ma dalla capacità di attraversarla.
La strada verso il sereno
Il passaggio decisivo arriva quando la protagonista impara finalmente a concedersi indulgenza. Non si tratta di arrendersi o di rinunciare ai propri obiettivi, ma di riconoscere i propri limiti senza considerarli una colpa. La leonessa comprende che anche la vulnerabilità merita rispetto e che accettarsi significa recuperare le energie necessarie per riprendere il cammino.
La poesia si conclude con un’immagine luminosa e aperta:
“la luce s’allungacome un sentiero,verso il sereno,verso il futuro.”
La luce non arriva improvvisamente a cancellare ogni difficoltà. Si allunga gradualmente e si trasforma in una strada da percorrere. Il futuro non viene presentato come una certezza priva di ostacoli, ma come una direzione scelta consapevolmente.
Con “La leonessa”, Cinzia Rota offre un ritratto intenso della forza femminile, lontano dagli stereotipi e dalle proclamazioni. La protagonista è potente proprio perché conosce il dubbio, la fragilità e il peso dell’autocritica. Nonostante tutto, decide di non spegnersi.
Come una fiamma controvento, continua a illuminare il proprio cammino e quello delle persone che incontra. La leonessa di questi versi non ha bisogno di ruggire: la sua voce più autentica è il coraggio quotidiano con cui sceglie, ancora una volta, di procedere verso la luce.
Il testo integrale della poesia è pubblicato per gentile concessione dell’autrice Cinzia Rota. Tutti i diritti restano riservati.
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Nota sul diritto d’autore: Il testo integrale della poesia è pubblicato per gentile concessione dell’autrice Cinzia Rota. Tutti i diritti restano riservati.
Crediti: Immagine creata con IA – a solo scopo illustrativo.
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