FdI gela Cirielli sull’apertura a Vannacci: nuove tensioni nel centrodestra

FdI gela Cirielli sull’apertura a Roberto Vannacci
Edmondo Cirielli apre a una possibile collaborazione con Roberto Vannacci, ma Fratelli d’Italia prende immediatamente le distanze. Immagine editoriale generata con intelligenza artificiale.

Le parole del viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, favorevole a una possibile collaborazione di governo con Roberto Vannacci, hanno aperto un nuovo caso politico dentro Fratelli d’Italia. La risposta del partito è arrivata nel giro di meno di un’ora ed è stata inequivocabile: quella espressa da Cirielli è una posizione personale e non rappresenta la linea ufficiale di FdI. Un intervento tanto rapido quanto significativo, che rivela il crescente nervosismo del centrodestra davanti all’avanzata elettorale di Futuro Nazionale.

Pier Carlo Lava

Il caso è esploso a Ischia, durante la presentazione del circolo locale di Gioventù Nazionale. Cirielli non si è limitato a esprimere rispetto per gli elettori di Vannacci, ma ha prospettato apertamente la possibilità di governare insieme al nuovo movimento dell’ex generale.

«Mi auguro che si possa governare insieme a Vannacci», ha affermato il viceministro, aggiungendo che, qualora Futuro Nazionale volesse collaborare con l’attuale centrodestra, non vi sarebbe motivo di escluderlo. Cirielli è andato oltre, ipotizzando di chiedere direttamente a Vannacci quali problemi intenderebbe affrontare, quali responsabilità sarebbe disposto ad assumere e se sarebbe interessato anche a un incarico ministeriale.

L’esponente di Fratelli d’Italia ha collegato la sua apertura soprattutto al tema della sicurezza, ammettendo che il governo non sarebbe riuscito a fare tutto ciò che gli elettori si attendevano. Secondo Cirielli, Futuro Nazionale potrebbe imprimere una maggiore spinta su questo terreno oppure indurre lo stesso partito di Giorgia Meloni a concentrare maggiormente la propria azione sul problema.

Parole politicamente pesanti, perché pronunciate non da un semplice militante, ma da un viceministro e da un dirigente di primo piano di FdI. La reazione di via della Scrofa è stata immediata: fonti del partito hanno precisato che si trattava di valutazioni formulate a titolo personale e che l’alleanza con Vannacci non costituisce la posizione di Fratelli d’Italia.

Anche il ministro Francesco Lollobrigida ha escluso che quella indicata da Cirielli fosse la linea del partito, lasciando aperta soltanto la possibilità che le dichiarazioni fossero state interpretate in modo diverso dalle intenzioni del viceministro.

Dopo il confronto con i vertici di FdI, lo stesso Cirielli ha ridimensionato la portata delle sue dichiarazioni, definendole considerazioni personali, teoriche e ipotetiche. Ha inoltre chiarito che una possibile alleanza elettorale con Futuro Nazionale non è attualmente all’ordine del giorno e non sarebbe mai stata discussa ufficialmente all’interno del partito.

La precisazione, tuttavia, non cancella il problema politico. L’ascesa di Vannacci comincia a modificare gli equilibri dell’intera area conservatrice. Il sondaggio BiDiMedia diffuso il 26 agosto attribuisce a Futuro Nazionale l’8%, davanti a Forza Italia, indicata al 7,3%, e alla Lega, scesa al 4,8%. Fratelli d’Italia rimarrebbe il primo partito con il 25,4%, ma perderebbe otto decimi rispetto alla precedente rilevazione. Si tratta naturalmente di un singolo sondaggio, non di un risultato elettorale, ma è sufficiente a spiegare le preoccupazioni presenti nella coalizione.

Vannacci intercetta infatti una parte dell’elettorato più radicale, soprattutto sui temi della sicurezza, dell’immigrazione, dell’identità nazionale e dei diritti civili. Consensi che sembrano arrivare principalmente dall’area oggi occupata da Fratelli d’Italia e Lega. Per Giorgia Meloni il dilemma è evidente: aprire a Futuro Nazionale potrebbe rafforzare numericamente la coalizione, ma rischierebbe di spostarla ulteriormente a destra, creando problemi nei rapporti con Forza Italia e con l’elettorato moderato. Escludere Vannacci, invece, potrebbe sottrarre al centrodestra una percentuale di voti decisiva in vista delle elezioni politiche del 2027.

L’opposizione ha immediatamente utilizzato l’episodio per attaccare la maggioranza. Il senatore del Partito Democratico Filippo Sensi ha accusato Fratelli d’Italia di essere alla ricerca dei voti di Vannacci per conservare il governo, rivolgendo ironicamente un saluto ad Antonio Tajani, leader di quella Forza Italia che avrebbe più difficoltà ad accettare un’alleanza con Futuro Nazionale.

Al momento non esiste una trattativa ufficiale e sarebbe eccessivo parlare di una crisi della maggioranza. Il caso Cirielli, però, dimostra che il cosiddetto problema Vannacci è ormai entrato nel dibattito interno al centrodestra. Fratelli d’Italia ha chiuso rapidamente la porta, ma la crescita di Futuro Nazionale potrebbe costringere Giorgia Meloni e i suoi alleati a riaprirla quando si entrerà nella fase decisiva della campagna elettorale.


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