Etna ancora in eruzione, aeroporto di Catania chiuso fino alle 2 di Ferragosto: centinaia di voli cancellati
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| L’attività eruttiva dell’Etna e la dispersione della cenere vulcanica hanno provocato la sospensione dei voli in arrivo e in partenza da Catania. |
L’Etna continua a eruttare e l’emissione di cenere vulcanica costringe a prolungare ancora la chiusura dell’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania. L’ultimo aggiornamento della società di gestione SAC dispone la sospensione dei voli in arrivo e in partenza fino alle 2 di sabato 15 agosto 2026, superando quindi la precedente scadenza delle 8 di venerdì 14 agosto.
Pier Carlo Lava
La situazione rimane in continua evoluzione e non è possibile stabilire quando lo scalo potrà riprendere regolarmente la propria attività. La riapertura dipenderà dall’intensità dell’eruzione, dalla quantità di cenere presente nell’atmosfera e soprattutto dalla direzione dei venti, che può spostare rapidamente la nube vulcanica verso le rotte utilizzate dagli aerei.
La SAC ha esteso la chiusura dei settori dello spazio aereo interessati dalla dispersione della cenere, interrompendo sia gli arrivi sia le partenze. Ai viaggiatori viene raccomandato di non raggiungere l’aeroporto senza avere prima verificato lo stato del proprio volo direttamente con la compagnia aerea.
Centinaia di voli cancellati e migliaia di passeggeri coinvolti
L’emergenza, iniziata il 6 agosto, ha già provocato la cancellazione, il rinvio o il trasferimento di centinaia di collegamenti. Negli ultimi giorni sarebbero stati circa 700 i voli cancellati, mentre diverse centinaia di collegamenti sono stati riprogrammati sugli aeroporti di Palermo, Comiso e Trapani e, in alcuni casi, su Lamezia Terme.
Le difficoltà sono particolarmente gravi perché l’eruzione si sta verificando durante uno dei periodi di maggiore traffico dell’anno. Ferragosto rappresenta infatti il momento culminante della stagione turistica siciliana e migliaia di persone avevano programmato partenze e rientri proprio in queste giornate.
Nella serata del 13 agosto erano ancora presenti all’interno dello scalo di Fontanarossa circa 300 passeggeri, in attesa di essere trasferiti verso altri aeroporti. Molti viaggiatori hanno dovuto affrontare lunghi spostamenti in autobus, treno o automobile per raggiungere Palermo, Trapani, Comiso oppure la Calabria.
Il trasferimento verso aeroporti alternativi non risolve automaticamente il problema. La distanza tra Catania e Palermo supera i 200 chilometri, mentre i collegamenti stradali e ferroviari non sempre consentono di raggiungere rapidamente gli altri scali. Alla pressione sui mezzi pubblici si aggiungono la disponibilità limitata delle automobili a noleggio e l’aumento dei prezzi dei trasferimenti privati.
Anche l’aeroporto di Comiso ha subito una temporanea sospensione dell’attività a causa della contaminazione prodotta dalla cenere, prima di tornare operativo. Palermo e Trapani stanno invece assorbendo una parte considerevole dei voli dirottati, con inevitabili ripercussioni sull’organizzazione complessiva del traffico aereo siciliano.
L’attività dell’Etna rimane intensa
Il monitoraggio dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia conferma la persistenza di un’attività eruttiva sostenuta. Il cratere Voragine ha prodotto intense esplosioni stromboliane, fontane di lava e ripetute emissioni di cenere, mentre diverse bocche aperte sui fianchi del vulcano stanno alimentando colate dirette verso la Valle del Leone e la Valle del Bove.
Una nuova bocca eruttiva si è aperta a circa 2.090 metri di quota, nella parte settentrionale della Valle del Bove, in un’area vicina a quella interessata da una precedente frattura. Altri punti di emissione risultano attivi a quote differenti e i fronti lavici più avanzati sono scesi fino a circa 1.300-1.400 metri.
Il tremore vulcanico, che permette agli esperti di valutare il movimento dei fluidi e del magma all’interno dell’edificio vulcanico, rimane su valori elevati. L’attività sismica da fratturazione risulta invece relativamente contenuta, ma questo elemento non consente di prevedere la durata dell’eruzione.
Secondo l’INGV, le caratteristiche dell’Etna rendono possibile una rapida evoluzione dei fenomeni. I sistemi di monitoraggio possono individuare le variazioni dell’attività e fornire indicazioni sulla sua intensificazione, ma non permettono di stabilire con precisione quando un’eruzione terminerà.
La nube di cenere si sta spostando prevalentemente verso sud e sud-ovest. Nei giorni scorsi ha raggiunto anche lo spazio aereo di Malta, provocando cancellazioni e ritardi. La dispersione dipende però dalle condizioni meteorologiche e può cambiare direzione nel giro di poche ore.
Perché la cenere vulcanica impedisce agli aerei di volare
La cenere prodotta da un’eruzione non è paragonabile a quella di un normale incendio. È composta da minuscoli frammenti di roccia, minerali e materiale vulcanico che possono rimanere sospesi nell’atmosfera e venire trasportati dal vento per centinaia di chilometri.
Se aspirate dai motori di un aereo, le particelle possono fondersi per effetto delle elevate temperature e depositarsi sulle componenti interne, riducendo il passaggio dell’aria e arrivando, nei casi più gravi, a provocare perdita di potenza o spegnimento. La cenere può inoltre danneggiare i parabrezza, compromettere sensori e strumenti e diminuire fortemente la visibilità.
Per queste ragioni, quando le concentrazioni superano i livelli considerati sicuri, le autorità aeronautiche devono limitare o sospendere i voli. La decisione non dipende soltanto dalla distanza del vulcano dall’aeroporto, ma dal percorso della nube e dalla sua presenza alle quote utilizzate dagli aeromobili.
Danni economici e fragilità del sistema aeroportuale siciliano
Oltre ai disagi per i passeggeri, la prolungata chiusura sta producendo conseguenze economiche per compagnie aeree, strutture turistiche, attività commerciali e servizi collegati. Secondo una prima valutazione di Assoesercenti, le perdite per il settore potrebbero collocarsi tra 12 e 24 milioni di euro, ma il bilancio definitivo dipenderà dalla durata dell’emergenza.
L’eruzione riapre anche il dibattito sulla vulnerabilità dell’aeroporto di Catania, uno degli scali più trafficati d’Italia e principale porta d’ingresso della Sicilia orientale. La vicinanza all’Etna comporta interruzioni periodiche, ma l’eccezionale durata dell’attuale fase eruttiva sta mostrando quanto sia difficile garantire collegamenti alternativi a decine di migliaia di persone durante l’alta stagione.
Il sistema aeroportuale dell’isola dispone degli scali di Palermo, Trapani e Comiso, ma la loro capacità di assorbire in tempi brevi una quantità così elevata di voli è inevitabilmente limitata. A ciò si aggiunge il problema dei collegamenti terrestri: dirottare un aereo su un altro aeroporto significa anche organizzare il trasferimento dei passeggeri e dei bagagli per centinaia di chilometri.
Servirà quindi una riflessione sull’integrazione tra gli aeroporti siciliani, sul potenziamento dei trasporti ferroviari e stradali e sull’organizzazione di servizi straordinari da attivare automaticamente durante le emergenze vulcaniche.
Per il momento rimane fondamentale attenersi agli aggiornamenti ufficiali. La sospensione dei voli a Catania è disposta fino alle 2 del 15 agosto, ma l’orario non rappresenta una certezza di riapertura: l’attività potrà riprendere soltanto se l’evoluzione dell’Etna e la dispersione della cenere garantiranno condizioni compatibili con la sicurezza della navigazione aerea.
Fonti: INGV – Osservatorio Etneo, RaiNews e Reuters.
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