Due italiane sul tetto d’Europa: Dariya Derkach oro nel triplo, Sara Curtis regina dei 50 dorso con record mondiale

Dariya Derkach festeggia sulla pedana del salto triplo mentre Sara Curtis celebra in piscina dopo la vittoria nei 50 dorso.
Dariya Derkach campionessa europea nel triplo e Sara Curtis medaglia d’oro nei 50 dorso con il nuovo record mondiale.

Due discipline completamente differenti, due città europee e due storie sportive lontane per età e percorso, ma lo stesso risultato: la medaglia d’oro. Dariya Derkach ha conquistato il titolo continentale nel salto triplo agli Europei di atletica di Birmingham, mentre Sara Curtis ha trionfato nei 50 metri dorso agli Europei di nuoto di Parigi, stabilendo per la seconda volta in meno di ventiquattro ore il record mondiale.

Pier Carlo Lava

La giornata del 13 agosto 2026 resterà tra le più significative dello sport italiano. Da una parte la rinascita di un’atleta di 33 anni tornata ai massimi livelli dopo tre operazioni ai tendini d’Achille; dall’altra l’esplosione definitiva di una nuotatrice piemontese di 19 anni, capace di cancellare due volte il primato mondiale della propria specialità.

Dariya Derkach, oro storico nel salto triplo

Dariya Derkach ha vinto la finale europea del salto triplo con la misura di 14,60 metri, nuovo record personale e migliore prestazione continentale dell’anno. Il risultato è arrivato al quarto tentativo, con vento regolare di 1,9 metri al secondo.

La gara dell’azzurra è stata caratterizzata da una continuità notevole. Derkach si è portata immediatamente al comando con 14,53 metri, misura ottenuta però con un vento leggermente superiore al limite consentito per l’omologazione dei primati. Al secondo salto ha raggiunto 14,48, prima di effettuare un terzo tentativo nullo che, secondo le osservazioni a bordo pedana, avrebbe potuto avvicinare o persino superare i quindici metri.

Al quarto ingresso in pedana è arrivato il salto decisivo: 14,60 metri, otto centimetri in più rispetto al precedente primato personale. L’italiana ha poi completato la gara con 14,29 e un ultimo nullo, conservando saldamente la prima posizione.

La medaglia d’argento è andata alla belga Saliyya Guisse, arrivata a 14,46 metri, mentre la bulgara Aleksandra Nacheva ha conquistato il bronzo con 14,40. L’altra italiana in finale, la giovane Erika Saraceni, ha chiuso al dodicesimo posto con 13,48 metri, dopo avere impressionato nelle qualificazioni con il personale di 14,50.

Per l’Italia si tratta del primo titolo europeo all’aperto nella storia del salto triplo femminile. Prima di Derkach, il miglior risultato azzurro nella manifestazione era stato l’argento conquistato nel 2010 da Simona La Mantia, successivamente campionessa europea indoor nel 2011.

Derkach aveva già ottenuto una medaglia importante a livello internazionale, l’argento agli Europei indoor di Istanbul del 2023, ma l’oro di Birmingham assume un valore particolare per le difficoltà affrontate durante la stagione precedente.

Tre interventi chirurgici ai tendini d’Achille avevano infatti messo in discussione la prosecuzione della sua carriera. Ritrovare la condizione necessaria per tornare a saltare oltre i quattordici metri ha richiesto un lungo percorso di recupero fisico e psicologico. Il successo europeo rappresenta quindi non soltanto il risultato più importante della sua carriera, ma anche la conclusione di una complessa rinascita sportiva.

A 33 anni l’azzurra ha realizzato il proprio primato personale nella gara più importante della stagione, dimostrando come esperienza e determinazione possano consentire di raggiungere il vertice anche dopo infortuni particolarmente seri.

Sara Curtis, due record mondiali in meno di ventiquattro ore

A Parigi, poche ore prima, Sara Curtis aveva compiuto un’impresa ancora più sorprendente. La diciannovenne italiana ha conquistato l’oro europeo nei 50 metri dorso con il tempo di 26 secondi e 56 centesimi, nuovo record mondiale.

Curtis aveva già riscritto la storia della specialità il giorno precedente. Nella semifinale aveva fermato il cronometro su 26”63, migliorando di 23 centesimi il precedente primato di 26”86 stabilito nel 2023 dall’australiana Kaylee McKeown, cinque volte campionessa olimpica.

In finale l’italiana non si è limitata a difendere il ruolo di favorita. È riuscita ad abbassare di altri sette centesimi il record appena conquistato, portandolo a 26”56. In meno di ventiquattro ore il limite mondiale è quindi passato da 26”86 a 26”63 e infine a 26”56.

La francese Mary-Ambre Moluh ha conquistato l’argento, arrivando mezzo secondo dopo l’azzurra, mentre la britannica Lauren Cox ha completato il podio con il bronzo.

Il successo nei 50 dorso rappresenta la terza medaglia di Curtis agli Europei di Parigi. La nuotatrice aveva già conquistato il bronzo nei 100 stile libero e l’argento con la staffetta femminile 4×100 stile libero, dimostrando di poter competere ai massimi livelli sia a dorso sia nella velocità pura.

Nata a Savigliano e cresciuta sportivamente in Piemonte, Curtis studia e si allena all’Università della Virginia, negli Stati Uniti. Il trasferimento nel sistema universitario americano ha accompagnato una progressione rapidissima. Nel giugno 2026 aveva nuotato i 50 dorso in 27”07, stabilendo il record europeo; appena due mesi dopo è scesa sotto il precedente primato mondiale per due volte consecutive.

Il nuovo 26”56 non vale quindi soltanto il titolo continentale, ma colloca definitivamente l’italiana tra le protagoniste assolute del nuoto internazionale.

Due generazioni, la stessa capacità di superare i limiti

Le imprese di Dariya Derkach e Sara Curtis raccontano due modi differenti di raggiungere il successo. La prima ha costruito la vittoria attraverso una carriera lunga, segnata da infortuni, interventi chirurgici e ripartenze. La seconda sta vivendo una crescita rapidissima e, a soli 19 anni, ha già stabilito un primato mondiale che sembrava fuori portata.

Derkach ha trovato il miglior salto della propria vita a 33 anni, dopo avere temuto di non poter più tornare ai massimi livelli. Curtis ha migliorato due volte il record del mondo nell’arco di un giorno, trasformando una competizione europea nella consacrazione della propria dimensione internazionale.

Entrambe hanno però mostrato la stessa qualità: la capacità di offrire il massimo proprio nella gara decisiva. Derkach è rimasta al comando dal primo salto e ha migliorato il proprio primato personale al quarto tentativo. Curtis, dopo il record stabilito in semifinale, ha saputo affrontare la finale senza accontentarsi, abbassando nuovamente il limite mondiale.

Le due medaglie arrivano inoltre in un momento particolarmente positivo per lo sport femminile italiano. Dopo i successi ottenuti negli ultimi anni nell’atletica, nel nuoto, nella scherma, nella pallavolo e in numerose altre discipline, l’Italia continua a proporre atlete capaci di affermarsi a livello europeo e mondiale.

Birmingham e Parigi hanno così regalato all’Italia una doppia notte d’oro. Due campionesse, due generazioni e due imprese molto diverse, unite dallo stesso tricolore sul gradino più alto del podio.

Fonti: Federazione italiana di atletica leggera, European Athletics e Reuters.

GEO:
Italia, Birmingham, Regno Unito, Parigi, Francia, Piemonte, Savigliano, Cuneo.

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