Boschi piemontesi sotto pressione: gestione programmata e fuoco prescritto per prevenire gli incendi

Tecnici forestali controllano un intervento di fuoco prescritto in un bosco piemontese per ridurre il materiale combustibile
 Un intervento pianificato di fuoco prescritto, eseguito da personale specializzato, può contribuire a limitare la propagazione degli incendi boschivi.

Gli incendi che stanno colpendo il Piemonte, coinvolgendo anche le province di Alessandria e Biella, confermano quanto la tutela dei boschi non possa essere affrontata soltanto durante l’emergenza. Secondo l’Ordine Interprovinciale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali del Piemonte, servono pianificazione, manutenzione, professionalità specializzate e interventi capaci di rendere le foreste più resilienti anche davanti agli effetti del cambiamento climatico.

Pier Carlo Lava

Di seguito pubblichiamo integralmente il comunicato stampa dell’Ordine Interprovinciale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali del Piemonte.


Incendi boschivi, OIDAF Piemonte: «Gli incendi si spengono prima che brucino con una gestione forestale pianificata e, se necessario, combattendo il fuoco con il fuoco…»

“Gli incendi si spengono prima che brucino attraverso una gestione forestale pianificata, competente e continuativa”. Lo afferma il presidente dell’Ordine Interprovinciale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali Piemonte, Giorgio Uliana, guardando all’estate più critica per i boschi piemontesi.

Sono già centinaia di richieste di intervento e migliaia di ettari distrutti dagli incendi in Piemonte nel 2026. Il Biellese, l’Alessandrino e le province di Torino, Vercelli e Verbano Cusio Ossola sono le zone più critiche ma l’emergenza riguarda ormai l’intero territorio regionale. “Un fenomeno che non può più essere considerato occasionale. In una regione nella quale il picco degli incendi boschivi si concentra storicamente nei mesi invernali e primaverili, l’estensione del rischio alla stagione estiva rispecchia dinamiche più tipiche delle regioni mediterranee” spiega Uliana. “Si tratta – prosegue – di uno dei segnali degli effetti del cambiamento climatico sui nostri ecosistemi forestali: temperature elevate, periodi siccitosi prolungati e ridotta disponibilità idrica aumentano la vulnerabilità della vegetazione e creano condizioni favorevoli alla propagazione di incendi potenzialmente più intensi e difficili da controllare”.

“In questo contesto va certamente apprezzata la recente approvazione, da parte della Regione Piemonte, del nuovo Piano regionale AIB 2026-2030, avvenuta lo scorso 27 luglio: uno strumento fondamentale per rafforzare la capacità del sistema regionale di prevenire e affrontare il rischio incendi attraverso una programmazione organica e di medio periodo”, sottolinea il presidente di OIDAF Piemonte.

“Le foreste piemontesi sono una delle principali infrastrutture verdi della nostra regione: proteggono il suolo, conservano biodiversità, contribuiscono alla regolazione dell’acqua e del clima, assorbono carbonio e rappresentano una risorsa economica, ambientale e paesaggistica. Proteggerle significa quindi investire nella sicurezza e nel futuro delle nostre comunità. Insomma, non possiamo pensare alla prevenzione degli incendi soltanto quando arriva l’estate o quando si apre un’emergenza” dichiara Uliana.

“La pianificazione, la gestione sostenibile dei soprassuoli, la manutenzione della viabilità forestale, la riduzione del combustibile e l’impiego di strumenti innovativi – argomenta – devono essere considerati parti di un’unica strategia di prevenzione. In questo sistema il Dottore Forestale ha un ruolo strategico, perché mette a disposizione competenze tecnico-scientifiche capaci di trasformare la conoscenza del bosco in scelte concrete con una visione che guarda non alla prossima stagione estiva bensì ai prossimi decenni”.

La gestione forestale, infatti, non significa semplicemente “tagliare il bosco”, ma prendersene cura e accompagnarne nel tempo l’evoluzione. “Un bosco più stabile, diversificato e gestito correttamente può essere più resiliente anche di fronte al rischio incendio. Attraverso i Piani Forestali Aziendali, la pianificazione territoriale e la progettazione degli interventi selvicolturali è possibile intervenire sulla struttura dei popolamenti, ridurre l’accumulo di materiale secco e interrompere, dove necessario, la continuità della vegetazione creando fasce tagliafuoco. Sono interventi che devono essere programmati e realizzati prima dell’emergenza, sulla base delle caratteristiche specifiche di ogni territorio” spiega Daniele Poncino, dottore Forestale e componente del consiglio direttivo di OIDAF.

E quando serve il fuoco si combatte con… il fuoco. Tra gli strumenti di prevenzione assume crescente importanza il fuoco prescritto, una tecnica utilizzata in diversi Paesi mediterranei e prevista anche dalla pianificazione regionale piemontese. “Si tratta dell’utilizzo controllato del fuoco in condizioni meteorologiche, ambientali e operative rigorosamente pianificate, con l’obiettivo di ridurre il carico di combustibile e limitare la possibilità che un eventuale incendio assuma caratteristiche difficili da controllare. È uno strumento tecnico che richiede competenze specialistiche, formazione, pianificazione e una precisa valutazione delle condizioni operative ed ecologiche. Il Dottore Forestale può contribuire alla progettazione degli interventi, alla valutazione degli effetti sul soprassuolo e alla loro direzione tecnica, sempre all’interno di una più ampia strategia di gestione forestale” chiarisce Poncino.

Un altro elemento fondamentale è rappresentato dalla viabilità forestale. Una rete adeguatamente progettata e mantenuta consente di raggiungere più rapidamente le diverse aree, effettuare la manutenzione della vegetazione e favorire l’accesso dei mezzi antincendio e di soccorso anche verso le superfici private.

Investire nella gestione dei boschi significa investire nella sicurezza delle comunità. È questo il messaggio di OIDAF Piemonte. “Le istituzioni – conclude il presidente Uliana – devono continuare a investire nella pianificazione forestale, nella gestione attiva dei boschi, nella formazione specialistica, nella manutenzione della viabilità e negli strumenti innovativi di prevenzione per ridurre il rischio di incendi catastrofici, proteggere le comunità locali e rafforzare la capacità del Piemonte di adattarsi ai cambiamenti climatici”.


Prevenire prima dell’emergenza

La posizione espressa da OIDAF Piemonte invita a superare una visione esclusivamente emergenziale degli incendi boschivi. La gestione attiva delle foreste, il controllo del materiale combustibile, la manutenzione delle strade forestali e il ricorso a tecniche specialistiche come il fuoco prescritto possono contribuire a ridurre la vulnerabilità del territorio. Si tratta, tuttavia, di interventi che devono essere progettati e condotti esclusivamente da personale qualificato, all’interno della normativa e della pianificazione antincendio regionale.

Informazioni GEO

Regione: Piemonte
Province maggiormente interessate: Alessandria, Biella, Torino, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola
Ambito: prevenzione degli incendi boschivi e gestione forestale
Ente: Ordine Interprovinciale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali del Piemonte
Territorio di riferimento: Piemonte, Italia

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Fonte: Comunicato stampa dell’Ordine Interprovinciale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali del Piemonte.

Crediti: Immagine creata con IA – a solo scopo illustrativo.


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