Artigianato in ritirata: Alessandria perde 700 operatori in un anno, Piemonte tra le regioni più colpite
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| La progressiva diminuzione degli artigiani mette a rischio mestieri, competenze e servizi essenziali per città e piccoli comuni. |
Quando chiude una bottega artigiana non scompare soltanto un’attività economica. Si perde una competenza costruita nel tempo, viene meno un servizio di prossimità e si indebolisce quella rete di relazioni che contribuisce a rendere vivi quartieri, paesi e centri storici. I nuovi dati sull’artigianato italiano descrivono un fenomeno nazionale che ad Alessandria e in Piemonte assume dimensioni particolarmente rilevanti.
Pier Carlo Lava
Secondo l’ultima analisi dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre, nel 2015 gli artigiani presenti in Italia erano 1.731.573. Nel 2025 sono scesi a 1.297.710: in dieci anni ne sono dunque venuti meno 433.863, pari al 25,1%.
La diminuzione è stata molto forte anche nell’ultimo anno: tra il 2024 e il 2025 si sono persi 69.835 artigiani, con una contrazione del 5,1%. Il dato comprende titolari, soci e collaboratori familiari e non coincide, quindi, con il numero delle aziende o dei dipendenti del settore.
Anche le sedi delle imprese artigiane attive continuano a diminuire. Dopo il massimo raggiunto nel 2008, quando erano quasi un milione e mezzo, nel 2025 ne rimanevano circa 1,22 milioni. Si tratta di due indicatori differenti, ma entrambi confermano il progressivo restringimento della base artigiana italiana. Fonte: Ufficio studi CGIA di Mestre.
Alessandria perde 700 artigiani in dodici mesi
Il dato locale è particolarmente significativo. In provincia di Alessandria gli imprenditori artigiani sono passati dai 11.533 del 2024 ai 10.833 del 2025. In dodici mesi sono quindi venute meno 700 persone, con una diminuzione del 6,1%.
Questo non significa necessariamente che abbiano chiuso 700 aziende, perché la statistica riguarda le persone iscritte alla gestione artigiani dell’INPS e non le singole sedi d’impresa. Rimane, tuttavia, il segnale evidente di un tessuto produttivo che si sta assottigliando.
La flessione alessandrina è superiore sia alla media nazionale, pari al 5,1%, sia a quella piemontese del 5,4%. Nella graduatoria della CGIA, Alessandria presenta il quindicesimo peggior risultato tra le province italiane. Anche Asti perde 420 artigiani, il 5,9%, mentre Torino registra una diminuzione di 3.466 unità, pari al 5,7%.
In Piemonte quasi 47 mila artigiani in meno
Allargando lo sguardo agli ultimi dieci anni, il Piemonte è una delle regioni maggiormente coinvolte. Gli artigiani sono passati dai 163.862 del 2015 ai 117.316 del 2025: una perdita di 46.546 persone, corrispondente al 28,4%.
Il Piemonte presenta così la quarta contrazione percentuale più pesante d’Italia, preceduto soltanto dalle Marche, con il 31,3%, dall’Umbria, con il 29,3%, e dall’Emilia-Romagna, con il 28,7%.
Il confronto territoriale deve comunque essere interpretato con cautela. Una parte della diminuzione può dipendere da fusioni, acquisizioni e aggregazioni che hanno aumentato la dimensione media di alcune aziende, soprattutto nei trasporti, nella metalmeccanica, nell’installazione di impianti e nella moda. Il fenomeno, tuttavia, appare troppo ampio per essere spiegato soltanto attraverso la riorganizzazione delle imprese.
I mestieri che rischiano di diventare introvabili
Il problema più immediato riguarda le attività di riparazione e manutenzione. Trovare un idraulico, un fabbro, un elettricista o un serramentista disponibile per un intervento domestico è già oggi più complicato rispetto al passato. Con l’invecchiamento degli operatori e il ridotto ingresso dei giovani, nei prossimi anni la carenza potrebbe diventare strutturale.
La parola “scomparsa” non deve essere interpretata come un’estinzione improvvisa di questi mestieri. Il rischio concreto è piuttosto quello di avere sempre meno professionisti, tempi di attesa più lunghi, costi crescenti e intere aree, soprattutto rurali e montane, prive di servizi essenziali.
Quando un artigiano raggiunge l’età pensionabile, infatti, non sempre trova qualcuno disposto a rilevarne l’attività. Insieme alla bottega rischiano così di andare perduti strumenti, clientela e, soprattutto, un patrimonio di conoscenze pratiche difficilmente recuperabile.
Costi, burocrazia, credito e mancato ricambio generazionale
Le cause della crisi sono numerose. Le piccole attività devono affrontare costi elevati per affitti, energia, contributi, assicurazioni e adempimenti amministrativi. Nel commercio artigianale incidono anche la concorrenza delle grandi catene e dell’e-commerce e il cambiamento delle abitudini dei consumatori.
Nei borghi e nei comuni più piccoli si aggiunge lo spopolamento: meno abitanti significano meno clienti, mentre la chiusura di scuole, uffici e servizi pubblici riduce ulteriormente il passaggio delle persone.
A rendere più difficile investire e rinnovare le attività contribuisce anche la stretta creditizia. Secondo Confartigianato, tra il 2019 e marzo 2026 i finanziamenti alle piccole imprese sono diminuiti di 34 miliardi di euro, con una contrazione del 25,9%. Per il comparto artigiano la riduzione raggiunge il 39,3%. Fonte: Confartigianato.
Ma la questione è anche culturale. Per molti anni il lavoro manuale è stato presentato come una scelta di ripiego rispetto ai percorsi liceali e universitari. Gli istituti professionali sono stati spesso considerati scuole di livello inferiore, nonostante le imprese continuino a cercare tecnici specializzati difficili da reperire.
Non tutto l’artigianato è in declino
Esistono anche attività in controtendenza. Crescono i servizi legati al benessere e alla cura della persona, come acconciatori, estetisti, massaggiatori e tatuatori. Aumentano inoltre alcune professioni digitali, tra cui sistemisti informatici, videomaker, specialisti del web marketing e dei social media.
Buoni risultati vengono segnalati anche nell’alimentare da asporto, in particolare per gelaterie, gastronomie e pizzerie al taglio presenti nelle città turistiche. Questo dimostra che l’artigianato non è destinato inevitabilmente a scomparire, ma sta cambiando composizione seguendo l’evoluzione della domanda.
L’intelligenza artificiale può aiutare, ma non basta
Anche l’intelligenza artificiale può diventare uno strumento di sostegno. Può aiutare un artigiano nella preparazione dei preventivi, nella progettazione, nella gestione degli appuntamenti, nella comunicazione e negli adempimenti amministrativi, lasciandogli più tempo per il lavoro manuale.
Al contrario, le produzioni facilmente standardizzabili potrebbero subire una nuova concorrenza da parte dell’automazione. A resistere meglio saranno probabilmente il restauro, le riparazioni, le lavorazioni su misura e tutte quelle attività nelle quali esperienza, sensibilità e capacità manuale restano insostituibili.
La tecnologia, però, non può risolvere da sola la mancanza di credito, l’elevato costo di gestione e l’assenza di ricambio generazionale.
Difendere le botteghe significa difendere il territorio
Servono un orientamento scolastico capace di restituire dignità ai mestieri manuali, una formazione professionale collegata alle necessità delle imprese, apprendistati realmente accessibili e strumenti che favoriscano il passaggio delle attività dagli artigiani anziani ai giovani.
La CGIA propone anche un sostegno economico alla gestione delle botteghe nei comuni con meno di 10 mila abitanti, dove un’attività artigiana svolge spesso una funzione sociale oltre che commerciale.
Per Alessandria, la perdita di 700 artigiani in un solo anno non può essere considerata una semplice variazione statistica. È un campanello d’allarme che riguarda il lavoro, la manutenzione delle abitazioni, la vitalità dei quartieri e la capacità del territorio di conservare competenze che, una volta disperse, sarà molto difficile ricostruire.
GEO: Alessandria, Piemonte, Italia – La provincia perde 700 artigiani in un solo anno, mentre il Piemonte registra una delle contrazioni più pesanti a livello nazionale.
Fonti: Ufficio studi CGIA di Mestre su dati INPS e camerali; Confartigianato Imprese.
Per altre notizie e approfondimenti visita Alessandria Post e ItalianNewsPost.com.
Nota sull’intelligenza artificiale: L’intelligenza artificiale è stata utilizzata come supporto alla ricerca e all’organizzazione delle informazioni. Contenuti, revisione del testo e impostazione editoriale sono stati definiti e verificati dall’autore.
Crediti: Immagine creata con IA – a solo scopo illustrativo.
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